La donna negli «uffici»

Spazio di discussione su questioni che non rientrano nelle altre categorie, o che ne coinvolgono piú d’una

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arianna
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Intervento di arianna » ven, 02 mar 2007 0:58

CarloB ha scritto:Continuo a non vedere, ma evidentemente è un mio limite, in che cosa specificare il genere di una persona risulti stigmatizzante e perché sia opportuno non specificarlo. [...]
Intanto però devo confessare di non riuscire a trovare persuasivi i paragoni avanzati da Giulia Tonelli: un articolo non è un aggettivo; io non propongo di introdurre aggettivi qualificativi a tutto spiano (e perché poi?), ma semplicemente di non sopprimere un articolo che specifica il genere e che fa parte della nostra tradizione linguistica.
Concordo in toto con lei, CarloB. e non condivido quanto Giulia afferma qui:
Specificare il genere sempre e comunque puo' essere pericoloso perche' CHI ASCOLTA puo' prendere la specificazione (secondo me) esagerata del del genere come una conferma e un rafforzamento dei propri pregiudizi.
Per avere ancora di certi pregiudizi bisogna essere proprio antichi!

E quel "la sindaco" a parte una sgrammaticatura mi sembra una presa in giro (secondo me).
Felice chi con ali vigorose
le spalle alla noia e ai vasti affanni
che opprimono col peso la nebbiosa vita
si eleva verso campi sereni e luminosi!
___________

Arianna

Fausto Raso
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Intervento di Fausto Raso » ven, 02 mar 2007 1:02

arianna ha scritto:E quel "la sindaco" a parte una sgrammaticatura mi sembra una presa in giro (secondo me).
Mi permetto di fare mie le sue parole, gentile Arianna. :)
«Nostra lingua, un giorno tanto in pregio, è ridotta ormai un bastardume» (Carlo Gozzi)
«Musa, tu che sei grande e potente, dall'alto della tua magniloquenza non ci indurre in marronate ma liberaci dalle parole errate»

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Federico
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Intervento di Federico » ven, 02 mar 2007 2:24

arianna ha scritto:E quel "la sindaco" a parte una sgrammaticatura mi sembra una presa in giro (secondo me).
Non è detto che non lo sia (bisognerebbe sapere qualcosa di piú del retroscena): in ogni caso, non credo proprio che rischi di diffondersi come paventato.

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Intervento di giulia tonelli » ven, 02 mar 2007 15:05

CarloB ha scritto:E questo mi spiace. Ma che fare?
Beh, per esempio si potrebbe evitare di dire e pensare cose tipo "Perché questa ossessione delle donne (di certe donne, dovrei dir meglio) di cancellare l'identificazione di genere?" ogni volta che si sente dire "Bindi polemizza con Sirchia". Ma questa è una battuta per amor di discussione, ovviamente, la verità è che non si può fare niente. Non si può fare niente per de-mascolinizzare la lingua, proprio per la ragione che dicevo poco fa: perché non è possibile convincere la gente a esprimersi in un modo per loro innaturale, e non sarebbe neanche giusto. La lingua è e deve restare un modo naturale di esprimersi, e questo è più importante di lievi (se sono lievi, come in questo caso) sfumature sessiste o razziste che alcuni possono avvertire o non avvertire.
Non si può fare niente così come non si può fare niente per arrestare l'ondata di forestierismi: la gente parla come gli viene naturale, ed è giusto così. Ognuno di noi se fosse responsabile dei telegiornali suggerirebbe o imporrebbe scelte in sintonia con la propria sensibilità: Marco suggerirebbe di dire spassino, e io suggerirei di dire "Bindi polemizza con Sirchia", ma il punto è che né io né lui siamo responsabili dei TG, e la nostra influenza su come parlano gli altri è zero. Ed è giusto così.

ps: 10 punti a chi si ricorda cosa traduce spassino secondo Marco. Non barate!

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Infarinato
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Intervento di Infarinato » ven, 02 mar 2007 15:51

giulia tonelli ha scritto:ps: 10 punti a chi si ricorda cosa traduce spassino secondo Marco. Non barate!
Io me lo ricordo, ma non lo dico! :P

CarloB
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Intervento di CarloB » ven, 02 mar 2007 17:30

Spero che sia una presa in giro. Però a mio avviso non lo è, e per questo temo che, complici i giornali, la voga prenda piede. Cerco pertanto di illustrare il contesto.
La gentile e brillante candidata, imminente primo sindaco donna da noi, con il suo manifesto elettorale voleva segnalare (a) la novità di essere una donna e (b) di saperci fare come un uomo, ad esempio il molto lodato sindaco in scadenza. Il suo motto è stato "discontinuità", che in italiano non politichese significa "cambiamento", a cominciare dalle cosiddette "quote rosa", vale a dire una giunta con assessori maschi e femmine in proporzioni più o meno paritarie.
Tutto bene, su questo punto: come non essere d'accordo? Però una delle aspiranti assessore si è già prodotta in un'esternazione peregrina. I cartelloni pubblicitari della grande mostra dedicata a Luca Cambiaso appena aperta presentano due donne nude e un uomo quasi nudo: riproduzioni di opere dell'artista. La futura assessora obietta all'uso del nudo femminile in particolare e per buona misura osserva che non bisogna offendere con queste esibizioni la sensibilità delle persone di altre religioni e culture .....
Insomma, mi pare di scorgere il "politicamente corretto" che arriva al galoppo. Se è così, la sindaco può anche affermarsi come un'etichetta.
Ma mi rendo conto di aver divagato rispetto ai temi che trattiamo in questa piazza, e chiudo qui.

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Federico
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Intervento di Federico » ven, 02 mar 2007 18:47

giulia tonelli ha scritto:Non si può fare niente così come non si può fare niente per arrestare l'ondata di forestierismi [...] la nostra influenza su come parlano gli altri è zero. Ed è giusto così.
Il paragone però non è inattaccabile, perché in un caso le motivazioni per contrastare la presunta naturalezza sono solo esterne alla lingua, mentre nell'altro sono anche se non prevalentemente interne, intrinseche.
Infarinato ha scritto:
giulia tonelli ha scritto:ps: 10 punti a chi si ricorda cosa traduce spassino secondo Marco. Non barate!
Io me lo ricordo, ma non lo dico! :P
Lo ricordo anch'io, anche se non lo uso.

CarloB
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Intervento di CarloB » ven, 02 mar 2007 18:58

Devo una risposta a Giulia Tonelli, avendo letto il suo messaggio solo dopo aver già imbucato il mio.
Onestà vuole che anzitutto le riveli questo: sperimentata la discussione con mia moglie, lei si è trovata molto più d'accordo con Giulia Tonelli che con me!
Evidentemente esistono differenze di sensibilità e una diversa attenzione alle sfumature del linguaggio che rendono fastidioso a uno ciò che ad un altro sembra naturale. Non è una grande scoperta, si dirà. Ma è di quelle che tocca ripetere ogni giorno.
Per fortuna in questa piazza si tratta di questioni nelle quali si può restare ciascuno delle proprie opinioni senza far danno a nessuno.

Ladim
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Intervento di Ladim » sab, 03 mar 2007 12:05

Solo un piccolo appunto su quanto dice Giulia (che comunque ha tutta la mia solidarietà). Non sempre la scelta di chi parla è quella più «naturale», ché anzi il forestierismo quasi sempre, ai suoi esordi, vive di una spontaneità ad ogni modo coatta – e cioè si tratterebbe di un uso 'volutamente' spontaneo: l'impressione, spesso, è quella di assistere a un 'scontro' tra chi parla e la parola pronunciata (si noti, nella sostanza, lo 'stesso' piglio di chi volontariamente agisce sulla propria lingua, sostituendo agli anglismi i correlativi adattati e neologizzati). Così, a chi fa sfoggio di anglismi decantati con 'elegante' ricercatezza si affiancano meno 'eleganti' locutori che maltrattano la lingua (e sé stessi), interpretando una spontaneità nient'affatto naturale (anzi, in questi casi, dispiace vedere una così scarsa risorsa investita in un'impresa tanto infelice – cfr. 'question taim', 'pis chiping' etc.). Dunque, si direbbe, manca una coscienza linguistica diffusa e pacifica: la maggior parte della popolazione italiana non saprebbe più identificarsi in quella lingua che, a ben guardare, non ha mai accolto serenamente – forse, questo, è il contraccambio per essere, l'italiano, una lingua di cultura (la cui diffusione, però, è stata promossa soprattutto dalla televisione, più che da qualsiasi altro mezzo: cioè a dire [con una facilità che vorrei non mi contraddistinguesse] che guardiamo lo stesso oggetto da due punti vista, due culture diverse, una tradizionale, e forbita da una consuetudine e da una dignità plurisecolari; l'altra votata al consumismo linguistico, all'ora e adesso, all'uso vivo senz'altro, televisivo, propagandistico, mi si permetta di dire – in accezione neutra – 'ignorante', inconsapevole, esterofilo, professionale, popolare, e da un po' di tempo non-più-o-scarsamente-dialettale).

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Intervento di bubu7 » mer, 06 giu 2007 13:32

Segnalo questa risposta del servizio di consulenza linguistica della Treccani. :)
La lingua è un guado attraverso il fiume del tempo. Essa ci conduce alla dimora dei nostri antenati.
V. M. Illič-Svitič

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Intervento di Roberto Crivello » mer, 06 giu 2007 22:42

In genere gli anglismi non ancora diffusi si scrivono in corsivo e mantenendo la s del plurale, giusto? Chi ha scritto la risposta a quanto pare non sa - o finge di non sapere - che il calco linee guida è ormai diffuso, o anche linee direttrici se si vuole alzare un po' il registro.

:wink:

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Intervento di Federico » mer, 06 giu 2007 22:54

bubu7 ha scritto:Segnalo questa risposta del servizio di consulenza linguistica della Treccani. :)
Credo anch'io che non valga la pena di compiere certe forzature, che pure sono legittime, come dice se non erro Flavio Baroncelli in Viaggio al termine degli Stati Uniti.

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Intervento di Federico » dom, 01 lug 2007 18:47

Federico ha scritto:Dopotutto l'informazione aggiuntiva è sempre parziale perché è solo una delle tante possibili, e perciò il fatto che la si dia significa che la si ritiene importante, cioè a dire implica un giudizio. [...] tutti dati di fatto, informazioni aggiuntive neutre, però danno alla cronaca un'impostazione totalmente differente, mentre escludendo le informazioni aggiuntive si presenta il nudo fatto [...]
Un perfetto esempio di quello che intendo dire qui:
Al trentottesimo giro il pilota di colore compie la sua seconda sosta ai box e al ritorno in pista ingaggia una sfida con il polacco Kubica dalla quale esce vincitore.
Ovviamente è solo un modo di non ripetere il nome di Hamilton, ma quante altre possibilità ci sarebbero state? Non c'è del razzismo in questo, sia pure passivo come quello di cui parla ad esempio Flavio Baroncelli?
Infatti, tutti gli altri piloti vengono chiamati «il brasiliano», «il polacco», «il finlandese» ecc., mentre l'unica cosa che importa dell'«inglese» è il colore della sua pelle.
Si può inventare qualunque termine o uso politicamente corretto, ma l'importante è l'uso che se ne fa.

methao_donor
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Intervento di methao_donor » dom, 01 lug 2007 20:29

Mi scusi, ma quale razzismo?
Dire che una persona di colore è di colore sarebbe razzismo?
Come dice lei stesso, serve a distinguere.
E' una peculiarità come un altra per designarlo. A mio avviso, semmai, c'è del razzismo (seppur passivo, come dice) in questa sua esternazione.

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Intervento di Federico » dom, 01 lug 2007 21:05

methao_donor ha scritto:E' una peculiarità come un altra per designarlo.
Ma questo non è affatto vero: per tutti gli altri piloti l'autore ha indicato la nazionalità (ha letto l'articolo?).
Comunque, la mia osservazione si inquadrava nel discorso svolto in precedenza (il messaggio che ho citato è questo): credo sia un problema di contestualizzazione.

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