Poesia: Sinalefe obbligatoria.

Spazio di discussione su questioni di retorica e stile

Moderatore: Cruscanti

Avatara utente
GFR
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Intervento di GFR » ven, 05 dic 2014 9:59

Concludo la mia esplorazione del filone con un sonetto.

Le dialefi tra i perché

Il perché è infine giunto, così
nella verosimiglianza del senso;
l'inestricabile d'un fumo denso
che si disperde nel tempo d'un sì.
Eppure privo di parole, qui
è anche trionfante il quesito; penso
se mai darò confuso il mio consenso
perché al falso s'inchinino i dì.
L'utilità di domande e risposte
rende più nitidi i tenui contorni
in cui le speranze ci vengon nascoste;
tolti ai perché i possibili storni,
sarebbe il viaggio per noi, senza soste,
solo un subire il capriccio dei giorni.

Avatara utente
Zabob
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Intervento di Zabob » ven, 05 dic 2014 10:45

GFR ha scritto:in cui le speranze ci vengon nascoste;
Qui c'è una sillaba di troppo.
Oggi com'oggi non si sente dire dieci parole, cinque delle quali non sieno o d'oltremonte o nuove, dando un calcio alle proprie e native. (Fanfani-Arlìa, 1877)

Avatara utente
GFR
Interventi: 299
Iscritto in data: ven, 10 ott 2014 21:39

Intervento di GFR » ven, 05 dic 2014 12:39

Zabob ha scritto:
GFR ha scritto:in cui le speranze ci vengon nascoste;
Qui c'è una sillaba di troppo.
:) Tu quoque Zabob? :)

Questa mattina andavo di fretta e mi sono dimenticato di segnalare l'episinalefe. Aspettiamo comunque giudizi autorevoli: secondo me lì è lecito considerare l'epi.
Come non ho aperto un filone apposta per l'argomento della dialefe; mi sembra che completi (ovvio, con il limite delle mie abilità) il filone già aperto per la sinalefe. Ma se me lo facessero notare, provvederei senza indugio a trasferire l'intervento o a cancellarlo completamente. Non sono mica qui a infliggere la mia presenza a nessuno :).

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