«Hacker» (e termini correlati)

Spazio di discussione su prestiti e forestierismi

Moderatore: Cruscanti

Intervieni
Avatara utente
G. M.
Interventi: 257
Iscritto in data: mar, 22 nov 2016 15:54

«Hacker» (e termini correlati)

Intervento di G. M. » ven, 08 nov 2019 22:50

Nella lista del fòro noto un grande assente: l'hacker. (Coi suoi parenti: l'hacking, gl'ibridi hackerare, hackeraggio...)

Qualche tempo fa, per tagliare la testa al toro, ne feci un adattamento diretto, àchero (con acherare, acheraggio, ecc.), ma già da un po' non mi convince più tanto. Penso invece che sarebbe meglio qualche neoformazione creativa. Qualcuno per caso si sente ispirato? :wink:


Avatara utente
G. M.
Interventi: 257
Iscritto in data: mar, 22 nov 2016 15:54

Re: «Hacker» (e termini correlati)

Intervento di G. M. » ven, 08 nov 2019 23:07

Berardinelli Giorgio ha scritto:
ven, 08 nov 2019 23:01
Pirata informatico.
In certi casi può andare, ma in generale non è la stessa cosa. :)

PS. Per comodità di tutti i lettori del filone, ricopio la voce del portale Treccani:
hacker In informatica, in particolare con riferimento alla rete Internet, esperto di programmazione e di reti telematiche che, perseguendo l’obiettivo di democratizzare l'accesso all'informazione e animato da princìpi etici, opera per aumentare i gradi di libertà di un sistema chiuso e insegnare ad altri come mantenerlo libero ed efficiente. Il termine, originatosi a cavallo degli anni 1960 al MIT di Boston, è passato nei decenni successivi a designare una vera e propria cultura, il cui percorso fu coevo a quello di internet che gli h. stessi contribuirono a sviluppare, e tra i cui esponenti di spicco vanno citati i padri fondatori del movimento del software libero e dell'open source R. Stallman e B. Perens. Sebbene generalmente si tenda a confondere gli h. con i pirati informatici, o crackers, il cui scopo è danneggiare un sistema informatico, quest'ultimo termine, dal valore fortemente spregiativo, è stato invece coniato dagli h. stessi per definire chi non abbia rispetto delle proprie abilità informatiche. In relazione agli scopi perseguiti, si distinguono tre differenti categorie di h.: white hat hacker, il cui operato corrisponde a un rigoroso rispetto dell’etica h.; black hat hacker, chi violi illegalmente sistemi informatici con o senza vantaggi personali; grey hat hacker, l’h. cui non siano applicabili queste distinzioni o che passi facilmente dall’una all'altra categoria.

Avatara utente
Ferdinand Bardamu
Moderatore
Interventi: 4171
Iscritto in data: mer, 21 ott 2009 14:25
Località: Legnago (Verona)

Re: «Hacker» (e termini correlati)

Intervento di Ferdinand Bardamu » ven, 08 nov 2019 23:22

Mi chiedo: considerando gli obbiettivi di quello che si fa chiamare partito pirata, obbiettivi in parte coincidenti con quelli — perdonate la semplificazione brutale — dell’hacker «buono», non sarebbe giusto (continuare a) chiamarli pirati informatici?

Per l’accezione negativa, promossa come sempre dal pressappochismo giornalistico, io pescherei nell’àmbito semantico del crimine comune: chi diffonde (senza intenti ideologici) materiale coperto da diritto d’autore è semplicemente un contrabbandiere informatico; chi carpisce dati personali per sottrarre denaro o compiere truffe è un rapinatore informatico, e cosí via.

Ricordo che, propriamente, l’esperto informatico che sfrutta la propria competenza per commettere reati di vario tipo si chiama cracker.

Avatara utente
Berardinelli Giorgio
Interventi: 130
Iscritto in data: gio, 15 ago 2019 11:13

Re: «Hacker» (e termini correlati)

Intervento di Berardinelli Giorgio » ven, 08 nov 2019 23:47

Concordo con Ferdinand e dico che
Treccani ha scritto: i padri fondatori del movimento del software libero e dell'open source R. Stallman e B. Perens
non credo si sarebbero offesi se fossero stati chiamati «padri fondatori del movimento per la libertà informatica e del (modello del) sorgente aperto» dalla Nostra enciclopedia.

Avatara utente
G. M.
Interventi: 257
Iscritto in data: mar, 22 nov 2016 15:54

Re: «Hacker» (e termini correlati)

Intervento di G. M. » sab, 09 nov 2019 0:47

Ferdinand Bardamu ha scritto:
ven, 08 nov 2019 23:22
Mi chiedo: considerando gli obbiettivi di quello che si fa chiamare partito pirata, obbiettivi in parte coincidenti con quelli — perdonate la semplificazione brutale — dell’hacker «buono», non sarebbe giusto (continuare a) chiamarli pirati informatici?
Eh... sì e no. Non saprei, in realtà. :? Io non appartengo a quel mondo, e francamente lo conosco davvero poco, quindi non so come potrebbero vederla i diretti interessati.

Giudicando però da lontano, dal punto di vista linguistico, noto che se risolviamo chiamando tutti pirati ricadiamo nel solito problema della "specializzazione semantica" che rende tanto seducenti i forestierismi.

Mi piacerebbe, in verità, (e credo sarebbe utile per slegarci appunto dalle difficoltà ideologiche e morali, che pirata inevitabilmente si porta dietro) un termine che mettesse in luce — più che l'aspetto ideologico "piratesco" di una certa cultura, o di certe persone — ciò che l'hacker fa concretamente: infilarsi nei sistemi, manipolare codici con intelligenza, capire le forze e le debolezze di una "architettura" immateriale... Un calco, e/o qualcosa più nello stile (concettuale, non estetico) di smanettone, che — vedo — era stato proposto come traducente.

Un altro elemento interessante è la situazione in cui il termine esce dall'àmbito informatico, come per esempio nel caso di life hack, locuzione che recentemente nella Rete anglofona mi capita d'incontrare spesso. (Manca purtroppo una voce della Vichipedia in italiano; se a qualcuno serve, me lo chieda e farò una rapida traduzione dall'inglese).

L'unica "consolazione" è che, a parte qualche caso minoritario, in generale hacker e cracker sembrano dare molti problemi di traduzione anche alle lingue sorelle. :mrgreen:

Avatara utente
Berardinelli Giorgio
Interventi: 130
Iscritto in data: gio, 15 ago 2019 11:13

Re: «Hacker» (e termini correlati)

Intervento di Berardinelli Giorgio » sab, 09 nov 2019 9:05

G. M. ha scritto:
sab, 09 nov 2019 0:47
Un altro elemento interessante è la situazione in cui il termine esce dall'àmbito informatico, come per esempio nel caso di life hack, locuzione che recentemente nella Rete anglofona mi capita d'incontrare spesso. (Manca purtroppo una voce della Vichipedia in italiano; se a qualcuno serve, me lo chieda e farò una rapida traduzione dall'inglese).
Per life hack bastano trucco, astuzia, scorciatoia, colpo d'ingegno, colpo di genio e simili. Sarebbe davvero interessante vedere machiavello divenire il traducente principale di un termine inglese come questo.

Per life-hacker già la situazione si complica, ma come prima cosa si potrebbe pensare a volpe, o machiavelli per antonomasia, oppure genio, qualora il termine si estenda al linguaggio ironico.

Ma per ora non c'è alcun pericolo di diffusione.

Intervieni

Chi c’è in linea

Utenti presenti in questa sezione: Nessuno e 1 ospite