«Mission»

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Intervento di Infarinato » sab, 11 feb 2006 21:15

Fatevi due risate [amare]: http://www.corriere.it/solferino/severg ... -11/01.spm (…e Severgnini è lungi dall’essere un purista [strutturale]).

fabbe
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Intervento di fabbe » dom, 12 feb 2006 10:41

Un articolo molto bello, specialmente perché arriva da un operatore professionista della comunicazione.

Speriamo che stia veramente nascendo una nuova tendenza in materia.

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giulia tonelli
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Intervento di giulia tonelli » lun, 13 feb 2006 11:16

Severgnini ha scritto:«Missione» sembra vecchio e polveroso. «Mission» suona profumato, sexy, futuribile.
Il Beppe è d'accordo con me, le parole inglesi si usano perché sono ganze, non perché le dice la tv! :-)
Comunque c'è un'altra parola che è ancora peggio, che è la vision aziendale. Che poi sarebbe la strategia, il modo di vedere il mercato, quelle stupidaggini lì ("fuffa marchettara", la definiamo noi nella mia ditta, che poi sarebbe la traduzione di "marketing bullshit", excuse my French).

fabbe
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Intervento di fabbe » lun, 13 feb 2006 13:28

giulia tonelli ha scritto:
Severgnini ha scritto:«Missione» sembra vecchio e polveroso. «Mission» suona profumato, sexy, futuribile.
Il Beppe è d'accordo con me, le parole inglesi si usano perché sono ganze, non perché le dice la tv! :-)
Ovvio che oggi l'inglese risulti "ganzo" e che la terminologia italiana venga discriminata o messa al bando perché non idonea: è la realtà che abbiamo di fronte tutti i giorni.

Gli organi di comunicazione svolgono un ruolo da un altro punto di vista, non tanto sulla percezione dell'inglese (che hanno comunque aiutato a creare) quanto su come è visto l'italiano. Cerco di spiegarmi meglio.

Il problema non è solo l'utilizzo di termini inglesi in certi ambiti comunicativi (musica giovani ecc ) ma la quasi totale assenza di nuove parole italiane e la percezione che la gente ha dei termini italiani i quali oltre a non essere ganzi non risultano neanche "normali", ma semplicemente "non adatti" o peggio "ridicoli".

E' quindi la condizione dell'italiano ad essere il fulcro del problema non tanto (o solamente) la percezione dell'inglese che riempie le falle della nostra lingua da troppo tempo lasciata alle intemperie.

Probabilmente con media diversi (e con una politica linguistica) avremmo lo stesso una tendenza verso l'inglese ma allo stesso tempo ci sarebbe la terminologia italiana ufficiale usata in parlamento per legiferare, in determinati TG e in certe sedi pubbliche come avviene negli altri paesi. Sarebbe una terminologia forse percepita come “non alla moda” ma almeno non ridicola.

Oggi questa scelta non c’è: o si usa la terminologia inglese o si è semplicemente ridicoli.

Nelle condizioni attuali solamente personaggi che godono di una certa fama o reputazione (cantanti, artisti, conduttori TV, opinionisti ecc) possono sdoganare terminologie o proporne di altre.

Questa è solamente la mia personalissima opinione e chiaramente rispetto quelle degli altri.

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giulia tonelli
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Intervento di giulia tonelli » lun, 13 feb 2006 14:18

Fabbe, lei dice che il problema non è che l'inglese sembra ganzo, è che l'italiano sembra fiacco. A me paiono solo due modi diversi di dire la stessa cosa, comunque sono d'accordo sul porre l'attenzione, anziché sull'avanzata dell'inglese, sull'incapacità dell'italiano di farvi fronte. Quello su cui non sono d'accordo è questo:
fabbe ha scritto:Probabilmente con media diversi avremmo lo stesso una tendenza verso l'inglese ma allo stesso tempo ci sarebbe la terminologia italiana ufficiale usata in parlamento per legiferare, in determinati TG e in certe sedi pubbliche come avviene negli altri paesi. Sarebbe una terminologia forse percepita come “non alla moda” ma almeno non ridicola.
Vede, lei stesso in questo frammento parla della "terminologia italiana ufficiale usata per legiferare", e questa non è certo fatta dai media. In parlamento non si dice devoluscion perché lo dicono al telegiornale: è esttamente il contrario! Sono i politici che si mettono a dire devoluscion, e il telegiornale registra e riporta. Perché i politici dicono devoluscion? Perché alla gente suona più ganzo, più profumato, più sexy e più futuribile. E sanno (istintivamente, da esperti animali politici quale Bossi è) che usare un termine inglese rende qualsiasi scemenza più appetibile al pubblico italiano.
Però, se in parlamento la chiamano devoluscion, il telegiornale non può far altro che chiamarla devoluscion anch'esso, pena il rischio di creare ambiguità.

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Federico
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Intervento di Federico » lun, 13 feb 2006 15:42

giulia tonelli ha scritto:Perché i politici dicono devoluscion? Perché alla gente suona più ganzo, più profumato, più sexy e più futuribile.
Per la verità a me sembra piú che altro un modo per nascondere la realtà - cosa (solo) leggermente diversa -: dietro ad un'etichetta come "devolution" si può nascondere qualsiasi cosa: e infatti cosí è stato fatto. Non a caso adesso che si vuole vantare di quanto contiene questa riforma costituzionale (potenziamento del Presidente del Consiglio ecc.) Fini non la chiama piú "devoluscion", dicendo «ma non è solo la devoluzione»*: in questo modo toglie il velo che l'etichetta "devoluscion" era stata...
E siccome i telegiornali e chi fa informazione devono chiamare le cose col loro nome per fare il proprio mestiere, non dovrebbero parlare di "devoluscion": assurdo poi accampare rischi di fraintendimento, dato che il fraintendimento è causato proprio da "devoluscion".

*almeno una volta l'ha fatto: non so se continui

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Incarcato
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Intervento di Incarcato » lun, 13 feb 2006 17:40

Ampliando le vostre giuste considerazioni, io credo che la latente ignoranza e noncuranza per le cose di lingua siano le ataviche responsabili della devoluscion e della vision e del sentiment del mercato eccetera eccetera eccetera.

Manca in larga misura un'estetica della lingua. Chi dice vision aziendale crede di essere "innovativo" solo perché alla base gli manca del tutto la capacità di sentire che dire cosí non solo è una banalità e una nuova forma di ecolalia, ma che appare piú o meno come chi indossa sull'abito da sera gli anfibi inzaccherati; quest'uso endemico dell'inlgese è come portare nei ristoranti di classe le porzioni da caserma. Stucca.

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giulia tonelli
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Intervento di giulia tonelli » mar, 14 feb 2006 10:29

...sul forum di Severgnini è apparsa questa lettera sulla vision; non l'ho scritta io, sebbene avrei potuto benissimo firmarla :-)
http://www.corriere.it/solferino/severg ... -14/11.spm

fabbe
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Intervento di fabbe » mar, 14 feb 2006 12:05

giulia tonelli ha scritto:...sul forum di Severgnini è apparsa questa lettera sulla vision; non l'ho scritta io, sebbene avrei potuto benissimo firmarla :-)
http://www.corriere.it/solferino/severg ... -14/11.spm
Grazie per il collegamento.

Divertente quadretto dello stato attuale delle cose.

Che stia diventando anche l'inglese ridicolo? beh, forse adesso sto esagerando.

fabbe
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Intervento di fabbe » mar, 14 feb 2006 13:46

giulia tonelli ha scritto: Però, se in parlamento la chiamano devoluscion, il telegiornale non può far altro che chiamarla devoluscion anch'esso, pena il rischio di creare ambiguità.
Probabilmente abbiamo una concezione diversa sulla funzione dei media.

Per tornare al suo esempio, come mai é diventato di moda l'inglese tanto che anche i politici cominciano ad usarlo?

Ecco, l’effetto semplificazione ed amplificazione che alimenta se stesso: una distorsione del sistema comunicativo.

Insomma secondo me i media non sono semplicemente uno specchio della società, ma finiscono (loro malgrado) con l’influire su di essa.

Ripeto, si tratta di concezioni sulla funzione dei media. Sono cosciente che ce ne sono varie ;)

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giulia tonelli
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Intervento di giulia tonelli » mar, 14 feb 2006 14:10

fabbe ha scritto:Per tornare al suo esempio, come mai é diventato di moda l'inglese tanto che anche i politici cominciano ad usarlo?
Credo di averlo ripetuto fino alla nausea, ma se vuole glielo ridico. È perché l'inglese è la lingua dei vincitori, in tutti i sensi. Infatti, gli anglosassoni sono i padroni del mondo dal punto di vista economico e militare, e anche la scienza e la tecnologia si sviluppano quasi esclusivamente in Paesi di lingua inglese (tranni sporadiche eccezioni), e quindi vengono prodotte e pubblicate in inglese. E la lingua dei vincitori mondiali è ganza per definizione.

fabbe
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Intervento di fabbe » mar, 14 feb 2006 14:30

giulia tonelli ha scritto:
fabbe ha scritto:Per tornare al suo esempio, come mai é diventato di moda l'inglese tanto che anche i politici cominciano ad usarlo?
Credo di averlo ripetuto fino alla nausea, ma se vuole glielo ridico. È perché l'inglese è la lingua dei vincitori, in tutti i sensi. Infatti, gli anglosassoni sono i padroni del mondo dal punto di vista economico e militare, e anche la scienza e la tecnologia si sviluppano quasi esclusivamente in Paesi di lingua inglese (tranni sporadiche eccezioni), e quindi vengono prodotte e pubblicate in inglese. E la lingua dei vincitori mondiali è ganza per definizione.

Ecco, secondo me quest’effetto è stato moltiplicato dai media come consegenza di alcuni meccanismi comunicativi derivanti dalle inevitabili distorsioni che esistono nel mondo della comunicazione per soddisfare ncesssità basilari come l’ascolto, la concorrenza, l’attrattiva, la novitá ecc.

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Incarcato
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Intervento di Incarcato » mar, 14 feb 2006 15:49

Ringrazio Giulia del collegamento.

Non so se tutti lo sanno, ma coloro che oltreoceano sfornano manuali di... (e non tiratemi pomodori) marketing, con queste « sofisticate teorie » sulla trascendenza del concetto di vendita e sulle sue applicazioni all'ontologia del mercato, sono venerati e ricoperti d'oro come pochi altri.

Vorrei far notare che chi ha scritto quell'intervento si cura di lingua, a giudicare da come scrive:
[...](altrimente sarebbe una banalissima mission).
A confermare a contrario la mia tesi: alla base della « teoria dei vincitori » di Giulia sussite una diffusa ignoranza della propria lingua madre.

Avatara utente
giulia tonelli
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Intervento di giulia tonelli » mar, 14 feb 2006 15:52

fabbe ha scritto:Ecco, secondo me quest’effetto è stato moltiplicato dai media [omissis] per soddisfare ncesssità basilari come l’ascolto, la concorrenza, l’attrattiva, la novitá ecc.
E questo che lei dice significa che infilare parole inglesi a proposito o a sproposito in tv fa aumentare gli ascolti, favorisce una rete televisiva rispetto alla concorrenza, è considerato dal pubblico come una cosa attraente e nuova. Che è esattamente quello che dico io. Siamo d'accordo!

fabbe
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Intervento di fabbe » mar, 14 feb 2006 16:54

giulia tonelli ha scritto:
fabbe ha scritto:Ecco, secondo me quest’effetto è stato moltiplicato dai media [omissis] per soddisfare ncesssità basilari come l’ascolto, la concorrenza, l’attrattiva, la novitá ecc.
E questo che lei dice significa che infilare parole inglesi a proposito o a sproposito in tv fa aumentare gli ascolti, favorisce una rete televisiva rispetto alla concorrenza, è considerato dal pubblico come una cosa attraente e nuova. Che è esattamente quello che dico io. Siamo d'accordo!
Bene!

A proposito. Buon San Valentino a tutti!

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