«Evidenza»

Spazio di discussione su questioni di lessico e semantica

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Federico
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«Evidenza»

Intervento di Federico »

Non dà fastidio anche a voi il calco semantico dall'inglese evidenza per prova?
Talvolta è (malamente) sopportabile in contesto scientifico, ma leggere qui «È l'evidenza. Manca una strategia sul trasporto» mi fa rizzare i capelli.

Non vedo come possa diventare concreta una parola tanto astratta, specie con questa terminazione.
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Non mi scandalizzerei di ciò: evidenza nel senso di ‘testimonianza, prova’ risale, in italiano, alla Bibbia volgarizzata:

Il spirito di Dio onnipotente fece una grande evidenza di dimostrazione, per tale modo che tutti quelli che furono arditi d’ubbidirli, per la virtú di Dio precipitando, loro furono convertiti in grande paura.

Mi fa maggior senso questo: «Pollution charge in centro. L’Atm si sfila dalla bagarre e precisa che l’azienda...». Dove sono i dovuti corsivi, ammesso che tali barbari termini siano necessari?
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
Brazilian dude
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Intervento di Brazilian dude »

Anche in portoghese mi ha sempre dato fastidio quest'uso di evidência come prova, ma mi sono confortato vedendo l'esempio riportato da Marco.

Brazilian dude
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Aggiungo quest’altra citazione, di Fracchia (1889-1930):

Dove non ci conducono le disillusioni? Io non dovevo credere piú a nulla, nemmeno all’evidenza dei miei poveri occhi di idiota.

È davvero innocuo – anche se avviene per influsso anglosàssone – che si ripeschino, in forma italiana, antichi significati (o anche forme). E magari anche che un termine assuma un nuovo significato. È invece dannoso che s’adottino termini stranieri crudi disconoscendo le risorse della lingua, come si tende a fare quasi sempre.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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Federico
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Intervento di Federico »

Sinceramente l'evidenza delle due frasi che ha citato non mi sembra paragonabile a quello della prima: nella frase dalla Bibbia è sempre un'evidenza astratta (l'intuizione di Dio le sembra paragonabile all'ordinanza di un'azienda?), cosí come nella seconda frase citata, dove fra l'altro si sente l'eco di locuzioni come negare l'evidenza (quale evidenza? quella data dai miei poveri occhi).
Ma evidenza usato per significare un oggetto concreto, e soprattutto senza nessuna specificazione, da solo (sarà un caso che in entrambe le frasi da lei citate sia seguito da un complemento di specificazione?), non riesco proprio a mandarlo giú.

Poi, ovviamente, la lingua evolve ecc. ecc., però ora come ora non mi sembra buon italiano.
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Evidenza significa anche un oggetto concreto, nel linguaggio burocratico (si veda l’accezione 4 nel Garzanti in linea). Il passaggio, poi, dall’astratto al concreto è cosí palese, diffuso e antico che non mette conto esemplificare distesamente (basta pensare a sciocchezza). Infine, una prova non è sempre un oggetto concreto (come l’arma del delitto); può essere anche astratta (un ragionamento che è la prova d’un’affermazione).

Ora, naturalmente, non sarò certo io a dire che quest’uso sia «buon italiano» giusta la vigente norma. Sol dico che non sarebbe scandaloso se, in un futuro anche prossimo, lo diventasse.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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Federico
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Intervento di Federico »

Marco1971 ha scritto:Evidenza significa anche un oggetto concreto, nel linguaggio burocratico (si veda l’accezione 4 nel Garzanti in linea).
C'è qualche esempio? Vorrei vedere se in questa accezione è usato isolatamente o ha qualche appoggio come in tutti gli altri casi che ho incontrato finora.

Intanto, dando un'occhiata ai risultati di Google ho trovato due esempi dell'uso in campo scientifico:
Sandro ha scritto:La ricerca scientifica non necessariamente deve partire da una ipotesi per poi validarla (spesso questo e' la fonte di tutti i mali della scienza perche' per validare una teoria si "forzano" le situazioni) spesso si parte da una evidenza pratica e la si porta avanti con lo studio.
CNR ha scritto:Le linee guida per la pratica clinica, nate come strumento per sintetizzare e rendere fruibile l'evidenza disponibile nella pratica clinica
È curiosa l'espressione evidenza pratica, che unisce due metodi opposti (sperimentazione e dimostrazione) grazie alle sfumature e all'ambiguità di quell'evidenza, come a voler richiamare le «sensate esperienze e necessarie dimostrazioni» galileiane.
Il secondo invece è uno di quei casi in cui il passaggio da concreto ad astratto è facilissimo e non si possono nemmeno stabilire dei confini certi.
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Ho talvolta l’impressione che lei si crei inutili difficoltà: se una parola è registrata con un dato significato non è certo per capriccio di qualche lessicografo, ma perché è effettivamente usata in quel senso (colle eventuali marche d’uso, qui burocratico).

Ora si può biasimare questo o quell’uso stabilito, ma nel caso che ci occupa, ribadisco, non mi sembra che ci sia alcunché di strano: come da sciocchezza ‘l’essere sciocco’ si passa a ‘azione che manifesta sciocchezza’ e poi a ‘oggetto di cosí poco valore da apparire sciocco’, cosí da evidenza si potrebbe passare da ‘l’esser evidente’ a ‘oggetto o fatto che appare evidente’.

Non lo auspico, ma neanche l’avverserei.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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Intervento di Federico »

Marco1971 ha scritto:Ho talvolta l’impressione che lei si crei inutili difficoltà: se una parola è registrata con un dato significato non è certo per capriccio di qualche lessicografo, ma perché è effettivamente usata in quel senso (colle eventuali marche d’uso, qui burocratico).
Desidero solo capire meglio qual è l'uso attuale.
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Intervento di Incarcato »

Marco, anch'io accetto evidenza in questa accezione recuperata, però la frase citata da Federico è quantomeno ambigua.
I' ho tanti vocabuli nella mia lingua materna, ch'io m'ho piú tosto da doler del bene intendere le cose, che del mancamento delle parole colle quali io possa bene esprimere il concetto della mente mia.
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Daniele
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Intervento di Daniele »

Su Repubblica:
Nel nostro paese, ha riferito il ministro parlando della situazione dei bambini migranti, ci sono "evidenze di traffici di organi di minori che sono presenti e sono stati rintracciati sul territorio". Ma L'Aido, l'associazione italiana per la donazione di organi, si dissocia: "Nessuna evidenza e nessuna denuncia. Solo false notizie".
Insomma, qui è proprio sinonimo di "prova". Come dire: non bastano gli indizi, ci vogliono le evidenze.
Forse va bene così, ma sono d'accordo con Federico, a me pare un calco fastidioso.
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Ma almeno è evidenza/evidenze e non evidence, mentre performance non s’è adattato in performanza. E siccome piú sopra ho riportato accezioni antiche, forse dovremmo accontentarci d’un’importazione che non istride col sistema morfologico e semantico della nostra lingua.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Esiste anche la locuzione a evidenza, all’evidenza «a dimostrazione, a prova, a conferma (di una verità, di una dottrina)», che troviamo in Dante e in Ottimo:

Dante, Conv., II-VII-3: Ad evidenza dunque de la sentenza de la prima divisione, è da sapere che le cose deono essere denominate da l’ultima nobilitade de la loro forma; sí come l’uomo da la ragione, e non dal senso né d’altro che sia meno nobile.

Ottimo, I-183: Ad evidenza del detto rimprovero è da sapere che nell’anno del Signore mille dugento cinquantanove... furono sconfitti li Guelfi di Firenze nel contado di Siena.


Non siamo quindi in un caso come quello di digitale, di cui tanto s’è discusso: qui l’aggancio col concetto di prova è reale e antico.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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