Forma passiva con ausiliare 'andare'

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Giorgio1988
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Forma passiva con ausiliare 'andare'

Intervento di Giorgio1988 » gio, 19 feb 2009 17:58

Nella Grammatica Italiana di Serianni (XI, 16) si dice che la costruzione passiva con l’ausiliare andare può comportare, tra gli esiti possibili:
«una rettifica blandamente espressa nei confronti di affermazioni precedenti», in cui «il significato originario passivo sembra slittare verso un senso impersonale, ma lasciando sfocati i contorni tra passivo e impersonale» (HERCZEG 1966: 63; di qui l’esempio che segue): «non occorre esemplificazione alcuna […]; va solo notato che pare non esista in antico, come non esiste oggi, un uso riflessivo» (da un saggio linguistico).
Qualcuno riuscirebbe a fornirmi altri esempi in cui il costrutto viene applicato con questa medesima funzione?

Giorgio

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » gio, 19 feb 2009 18:55

Mi sembra che in questi casi, il valore impersonale equivalga a una formulazione con esser[ci] + ‘da’ + ‘infinito’ (Va detto che = C’è da dire che; Andrebbe osservato che = Sarebbe da osservare che; Andrà rilevato che = Sarà da rilevare che, ecc.), e interessi participi passati di verbi che pertengono al campo semantico dell’osservazione (notato, detto, sottolineato, rilevato, osservato...). Eccone tre esempi pescati in rete con Google Libri:

E se, in quella interpretazione, le due figure convivono sin dall’origine, va detto che, nello svolgersi del tempo storico, il ruolo creativo di Prometeo viene ad affievolirsi, mentre emerge sempre piú nitida e dominante la figura di Narciso. (Il cinema di Paolo e Vittorio Taviani)

A rigore, andrebbe osservato che è improprio adottare la formulazione di «conversione del codice» per indicare tutti i cambiamenti di varietà adottata nel corso di un evento comunicativo... (G. Berruto, La sociolinguistica)

A questo proposito, andrà rilevato che il De contractibus è in linea con l’orientamento tipico dell’etica-economica medievale. (Studi medievali).
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Giorgio1988
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Intervento di Giorgio1988 » gio, 19 feb 2009 19:08

Grazie mille. È riuscito ad essere perfino più chiaro di Serianni.

Giorgio

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