Ferdinand Bardamu ha scritto:Pento, dovrebbe fornire delle prove che in Veneto si è sempre parlato il «venetico» e non il latino. Non l’ha ancora fatto. ...
Gentile Fertinand Bardamu
non ho mai scritto da nessuna parte e nemmeno mai detto né mi sono mai sognato l’assurdita, che in Veneto “si è sempre parlato il «venetico» e non il latino” e sà perché:
0) quando si parla di venetici (i veneti della preistoria) e di veneti (i “venetici” della storia) si dovrebbe sempre avere il buon senso di considerarli come un insieme di genti multietnico: per esempio, a parte minoranze di varia provenienza italica, europea e mediterranea, nell’area veneta preistorica erano presenti maggioranze euganee, retiche e celtiche oltre che ai venetici propriamente detti apportatori o della lingua venetica o del nome o di entrambi; consideri che all'inizio del II secolo a.C. in area veneta vi potevano essere supergiù dalle 600mila alle 800mila persone spartite in centinaia di villaggi e decine di città;
1) perché nell’area veneta preistorica e storica (tra cui il Veneto odierno) non si parlava soltanto il «venetico» (che è soltanto la variante linguistica attestata nelle iscrizioni venetiche) e più tardi soltanto il «latino» ma nel corso dei millenni si sono parlate anche altre lingue in contemporanea;
2) il «venetico» era soltanto una delle varianti linguistiche presenti nell’area veneta, ed era la lingua del ceto dominante, quella adoperata e attestata nelle iscrizioni lapidee e bronzee dei santuari, dei cimiteri e nei cippi confinari, per vari secoli;
3) il «venetico» come lingua dello “stato veneto/venetico” è stata poi abbandonata e sostituita dal latino durante l’epoca dello “stato romano”, dopo un periodo di bilinguismo scritto, ma le genti venete hanno continuato a parlare le loro varianti linguistiche venete o d’area veneta che avevano influenzato prima il venetico e successivamente il latino parlato;
4) il «venetico» a sua volta come superstrato al pari poi del latino, ha influenzato le varianti linguistiche dell’area veneta, sue contemporanee e sensatamente ha influenzato anche il “latino parlato” dal ceto dominante;
5) il «venetico» attestato nelle iscrizioni, a sua volta testimonia di varianze linguistiche nell’area veneta, cioè dell’influenza dei sostrati (mai scomparsi);
6) durante il secolare periodo dello “stato romano” in area veneta oltre al latino (che non è una molteplicità di lingue ma una e una soltanto) adoperato dal ceto veneto e veneto-romano dominante si sono continuate ad adoperare nel parlare le varianti linguistiche venete che poi sono continuate nelle lingue che verso la fine del I millennio d.C. si sono incominciate a scrivere e che oggi continuano nelle lingue dette dialetti;
7) al venetico e al latino poi si sono aggiunte come superstrati le varianti linguistiche germaniche, non il germanico che mi pare nel Medioevo veneto (che amo definire periodo germanico) non esistesse come lingua unitaria, ma le varianti linguistiche che si attribuiscono all’area germanica; l’apporto di tali superstrati germanici non arriva necessariamente nelle lingue dette dialetti attraverso il latino, molte parole delle lingue dette germaniche sono passate sia al latino che alle lingue locali o dialetti in parallelo, una parte del lessico “germanico”, dei migranti goti-longobardi-franchi-sassoni-normanni ecc. arriva alle lingue locali anche passando dal latino e poi dall’italiano;
8 ) successivamente vi è l’apporto del superstrato italiano;
9) va inoltre distinto quello che è l’apporto vero del latino alle varianti linguistiche venete tenendo conto delle preesistenze dovute a certa omogeneità linguistica assestatasi nel Paleolitico, nel Mesolitico, nel Neolitico e nell’Età dei Metalli ... anche il latino è una lingua che prende forma in area italica e va considerata come una variante linguistica dell’area italica al pari di tutte le altre attestate nelle iscrizioni e parimenti di quelle non attestate, con li apporti oschi, umbri, etruschi, sardi, sabini, celti, grechi, ecc. ;
10) altro ...
Per il momento mi fermo.
Ke bela ke la xe la me lengoa veneta, na lengoa parlà co' piaser anca dal bon Dio!
Alberto Pento