Un articolo di Andrea Camilleri su anglismi e dialetti
Moderatore: Cruscanti
Mi son preso la briga d'inviare all'ANSA il seguente messaggio:
Gentile redazione dell'ANSA,
vi scrivo in merito al titolo di due notizie da voi recentemente pubblicate e poi riprese da molti altri siti: «Camilleri a Monti, stop anglicismi» e «Standing ovation per Camilleri a Urbino», dove si racconta del grande favore riscosso dallo scrittore siciliano in occasione di un suo discorso presso l'Università di Urbino riguardo alle precarie condizioni della lingua italiana, intaccata, in particolare, dall'eccessivo ricorso a parole straniere da parte di istituzioni, mezzi di comunicazione e, per conseguenza, gente comune.
In virtù del contenuto stesso di quegli articoli, penso che sarebbe stato più giusto (e, forse, più rispettoso nei confronti di Camilleri) optare per dei semplici e italianissimi «basta» e «ovazione» al posto di «stop» e «standing ovation», e mi chiedo per quale motivo si sia invece preferito adoperare dei forestierismi.
In attesa di una vostra risposta, vi ringrazio sentitamente per l'attenzione e vi auguro buon lavoro.
Distinti saluti
Jonathan Gironi
Dovessero rispondere, non mancherò di farvelo sapere.
Gentile redazione dell'ANSA,
vi scrivo in merito al titolo di due notizie da voi recentemente pubblicate e poi riprese da molti altri siti: «Camilleri a Monti, stop anglicismi» e «Standing ovation per Camilleri a Urbino», dove si racconta del grande favore riscosso dallo scrittore siciliano in occasione di un suo discorso presso l'Università di Urbino riguardo alle precarie condizioni della lingua italiana, intaccata, in particolare, dall'eccessivo ricorso a parole straniere da parte di istituzioni, mezzi di comunicazione e, per conseguenza, gente comune.
In virtù del contenuto stesso di quegli articoli, penso che sarebbe stato più giusto (e, forse, più rispettoso nei confronti di Camilleri) optare per dei semplici e italianissimi «basta» e «ovazione» al posto di «stop» e «standing ovation», e mi chiedo per quale motivo si sia invece preferito adoperare dei forestierismi.
In attesa di una vostra risposta, vi ringrazio sentitamente per l'attenzione e vi auguro buon lavoro.
Distinti saluti
Jonathan Gironi
Dovessero rispondere, non mancherò di farvelo sapere.
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- Moderatore «Dialetti»
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- GianDeiBrughi
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Camilleri ha proprio ragione. Tante storie contro i dialetti o contro la gente che parlava in dialetto, e poi ora anche per un articolo in merito alla critica sull'uso dei forestierismi non si riesce manco più a scrivere in italiano. 
Robe da chiodi!
Nel mio piccolo comunque io ho già cominciato da un po' a trattare e a considerare chi manifesta tramite l'uso smodato di anglicismi la sua incapacità di esprimersi in italiano, come un tempo veniva ingiustamente trattato e considerato chi parlava in dialetto.

Robe da chiodi!
Nel mio piccolo comunque io ho già cominciato da un po' a trattare e a considerare chi manifesta tramite l'uso smodato di anglicismi la sua incapacità di esprimersi in italiano, come un tempo veniva ingiustamente trattato e considerato chi parlava in dialetto.

PersOnLine ha scritto:La sua è una lodevole iniziativa. Però, finché certe “strigliate” o raccomandazioni non verranno, al mondo giornalistico, direttamente la Crusca, saranno sempre prive di peso.
Ha ragione, ma quei titoli sono cosí sfacciati (quasi uno sfottò voluto) che non ho resistito.
La mia mamma la fece grossa quel giorno... da ora in poi mi firmerò con uno pseudonimo!Brazilian dude ha scritto:Peccato che la firmi qualcuno chiamato Jonathan.È uno scherzo, niente di personale!

Ultima modifica di Jonathan in data dom, 18 nov 2012 19:56, modificato 1 volta in totale.
- Ferdinand Bardamu
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- Località: Legnago (Verona)
Ritiro fuori il filone per dire che nel frattempo ho cambiato idea e sono decisamente a favore della grafia brandi (pronunciato come si scrive), come è stato suggerito anche per lo spagnolo (con poco successo). Per il portoghese ho trovato brande ma non so quanto sia diffuso nel mondo lusofono.Carnby ha scritto:Il Devoto lo mette a lemma come brandi
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- Interventi: 599
- Iscritto in data: gio, 23 apr 2015 15:14
Acquavite non va bene? Troppo generica?
Comunque brandi, b-r-a-n-d-i, che tutti noi possiamo leggere senza tentennamenti, timori o lacune, personalmente lo accetto volentieri, giusto per avere la scelta tra termini e sinonimi. Ed anche a ennesima dimostrazione che volendo qualsiasi parola si può adattare.
Comunque brandi, b-r-a-n-d-i, che tutti noi possiamo leggere senza tentennamenti, timori o lacune, personalmente lo accetto volentieri, giusto per avere la scelta tra termini e sinonimi. Ed anche a ennesima dimostrazione che volendo qualsiasi parola si può adattare.
Io nella mia lingua ci credo.
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- Moderatore «Dialetti»
- Interventi: 726
- Iscritto in data: sab, 14 mag 2005 23:03
Il brandi corrisponde ad acquavite di vino. Un nome troppo lungo per imporsi nella nostra era brachilogica. In ogni caso, acquavite di vino si trova correntemente sulle etichette fiscali.sempervirens ha scritto:Acquavite non va bene? Troppo generica?
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- Interventi: 599
- Iscritto in data: gio, 23 apr 2015 15:14
Ha messo in rilievo un fatto a cui non avevo fatto molto caso. Il fisco tende ad usare effettivamente terminologia nostrana, affinché il contribuente capisca e paghi.Carnby ha scritto:Il brandi corrisponde ad acquavite di vino. Un nome troppo lungo per imporsi nella nostra era brachilogica. In ogni caso, acquavite di vino si trova correntemente sulle etichette fiscali.sempervirens ha scritto:Acquavite non va bene? Troppo generica?

P.S. Credo che se anche nel linguaggio del fisco adottassero anglicismi non adattati – a sproposito come fanno i giornalisti –, le persone comuni si sentirebbero libere di non pagare giustificandosi con l'ignoranza, attendibile, delle parole di una lingua aliena.

Io nella mia lingua ci credo.
- bertrand822
- Interventi: 33
- Iscritto in data: gio, 11 set 2008 0:19
- Località: Roma
il bel paese dove il sì deve suonare
Un interessante articolo di Roberto Pecchioli sul sito di Maurizio Blondet:
Il Bel Paese là dove ‘YES’ suona
Il Bel Paese là dove ‘YES’ suona
- Animo Grato
- Interventi: 1384
- Iscritto in data: ven, 01 feb 2013 15:11
Re: il bel paese dove il sì deve suonare
Peccato che sia un articolo "posted in Friends", e che la pagina accolga il lettore con un bel "you are here"...bertrand822 ha scritto:Un interessante articolo di Roberto Pecchioli sul sito di Maurizio Blondet:
Il Bel Paese là dove ‘YES’ suona

«Ed elli avea del cool fatto trombetta». Anonimo del Trecento su Miles Davis
«E non piegherò certo il mio italiano a mere (e francamente discutibili) convenienze sociali». Infarinato
«Prima l'italiano!»
«E non piegherò certo il mio italiano a mere (e francamente discutibili) convenienze sociali». Infarinato
«Prima l'italiano!»
Mentre leggevo il filone, senza pensarci troppo, m'è venuto in mente che l'Italia ha sempre ceduto alle invasioni, eccetto la disperata difesa sul Piave nel '17.
Nello stesso modo cede al “vincitore” e si adegua, la lingua. Spero di sbagliarmi e che il mio pensiero sia solo frutto della frettolosità con cui l’ho considerato.
Nello stesso modo cede al “vincitore” e si adegua, la lingua. Spero di sbagliarmi e che il mio pensiero sia solo frutto della frettolosità con cui l’ho considerato.
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