Altra sciatteria: ‹numero› «punto» ‹numero›

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Carnby
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Altra sciatteria: ‹numero› «punto» ‹numero›

Intervento di Carnby »

Sentita in bocca a professori universitari, politici ecc.
In Italia (e in genere in tutta l'Europa continentale) le cifre decimali si dividono con la virgola: su questo sono d'accordo tutti i manuali di stile e tutte le regole degli editori più prestigiosi. Vale anche per la magnitudo1 dei terremoti, che è una grandezza decimale. Non vale invece per l'indicazione dell'ora che è una grandezza sessagesimale: lì si può usare il punto, invece dei più «internazionali» due punti (ma l'ISO prevederebbe di scrivere 06:05, che non è il massimo dell'eleganza in un testo non tecnico; meglio 6.05, a meno che non sia un manuale specifico; evitare anche di scrivere in cifre – ma in lettere va benissimo – il sistema a dodici ore, popolare ma ambiguo).
Per quanto riguarda la divisone dei numeri grandi, l'uso italiano è quelo di usare il punto: 10.500 m ecc. I francesi consigliano, per evitare possibili ambiguità con il sistema anglosassone, l'uso dello spazio non divisibile: quindi 10 500 m ecc. Mi paiono entrambe soluzioni accettabili.

1Ho scritto magnitudo invece di un più corretto magnitudine perché invalso nell'uso e per non creare ambiguità con la magnitudine astronomica.
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Zabob
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Intervento di Zabob »

Ovvio che si tratta di un "forestierismo numerico" (o dovrei dire digitale?): gli anglosassoni adoperano il punto per separare le unità dai decimali? Facciamolo anche noi! Mi è persino capitato di trovare la virgola per separare le migliaia dalle centinaia (appena rinvengo un esempio lo collego).
Prima o poi diremo che oggi è il maggio 26.
Oggi com'oggi non si sente dire dieci parole, cinque delle quali non sieno o d'oltremonte o nuove, dando un calcio alle proprie e native. (Fanfani-Arlìa, 1877)
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SinoItaliano
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Intervento di SinoItaliano »

Purtroppo in informatica e in statistica ci abituiamo a usare il punto nel parlato, perché viene letto così in calcolatori e calcolatrici.
In Italia vedo spesso l'ora e i minuti separati dalla virgola: 6,05.
Invece non le piacciono i due punti in un testo non scientifico? Io sono abituato a scrivere 6:05 di solito.
Questo di sette è il piú gradito giorno, pien di speme e di gioia: diman tristezza e noia recheran l'ore, ed al travaglio usato ciascuno in suo pensier farà ritorno.
Carnby
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Intervento di Carnby »

SinoItaliano ha scritto:In Italia vedo spesso l'ora e i minuti separati dalla virgola: 6,05.
È un errore.
SinoItaliano ha scritto:Invece non le piacciono i due punti in un testo non scientifico? Io sono abituato a scrivere 6:05 di solito.
Io scriverei 6.05 in un testo non scientifico e 06:05 in un testo scientifico.
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Animo Grato
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Re: Altra sciatteria: ‹numero› «punto» ‹numero›

Intervento di Animo Grato »

Carnby ha scritto:Per quanto riguarda la divisone dei numeri grandi, l'uso italiano è quelo di usare il punto: 10.500 m ecc.
Da quel che mi ricordo dai tempi delle elementari, il punto si metteva in alto. È così o si tratta di un uso destituito di ogni fondamento?
«Ed elli avea del cool fatto trombetta». Anonimo del Trecento su Miles Davis
«E non piegherò certo il mio italiano a mere (e francamente discutibili) convenienze sociali». Infarinato
«Prima l'italiano!»
PersOnLine
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Intervento di PersOnLine »

Io avevo/ho una vecchia calcolatrice che usava il puntino alto per separare le migliaia: soluzione a mio avvico più elegante (e meno ambigua) di quello basso, ma si tratta di gusti personali. [Non ho invece ancora igerito la separazione con lo spazio (sottile), in cui mi sembra sempre d'intravedare il puntino mediano (operatore moltiplicativo).]
Carnby
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Re: Altra sciatteria: ‹numero› «punto» ‹numero›

Intervento di Carnby »

Animo Grato ha scritto:Da quel che mi ricordo dai tempi delle elementari, il punto si metteva in alto. È così o si tratta di un uso destituito di ogni fondamento?
Si usava a scuola, è vero, ma nella composizione tipografica professionale non è certo diffuso (anzi non riesco nemmeno a trovarlo nell'insieme Unicode, a parte ˙, che però dovrebbe servire come elemento per formare lettere con diacritico: esempio «abusivo» 123˙456).
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Zabob
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Intervento di Zabob »

A Casa Leopardi :cry: (ma magari così si usava :roll:).
Oggi com'oggi non si sente dire dieci parole, cinque delle quali non sieno o d'oltremonte o nuove, dando un calcio alle proprie e native. (Fanfani-Arlìa, 1877)
Carnby
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Intervento di Carnby »

Zabob ha scritto:A Casa Leopardi (ma magari così si usava).
In passato l'uso (calligrafico o tipografico) era abbastanza libero.
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Zabob
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Iscritto in data: sab, 28 lug 2012 19:22

Intervento di Zabob »

Bisognerebbe guardare l'autografo della lettera. Su Google libri la cifra è riportata da 7 fonti come "12 mila" e da una come "12.000".
Oggi com'oggi non si sente dire dieci parole, cinque delle quali non sieno o d'oltremonte o nuove, dando un calcio alle proprie e native. (Fanfani-Arlìa, 1877)
Carnby
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Intervento di Carnby »

In testi ottocenteschi si può trovare l'uso «anglosassone», ovvero virgola per le migliaia e punto per i decimali. Oggi però, anche per legge, in Italia è obbligatorio l'uso «continentale».
Mi sento però di fare alcune precisazioni. Non esiste nessun motivo per cui si deva scrivere (e leggere) «pH 5.5» e «ML (Richter) 6.0». Si tratta infatti di numeri decimali, esattamente come 15,5 °C e 15,2 km. Alla mostra di Ai Weiwei a Palazzo Strozzi ho trovato scritto un pannello «Alle 14,28 del 12 maggio 2008 un terremoto di magnitudo 8.0 gradi sulla scala Richter [...]» che corrispondeva al testo inglese «At 14:28 on 12 May 2008 an earthquake [...] measured at 8.0 Ms on the Richter scale [...]». A parte il fatto che la scala Richter non ha «gradi» (a differenza della Mercalli-Cancani-Sieberg) e che il simbolo della magnitudo locale Richter è ML (MS è la magnitudo delle onde superficiali), i punti e le virgole del testo italiano andavano esattamente scambiati e io avrei scritto così: «Alle 14.28 del 12 maggio 2008 un terremoto di magnitudo locale/delle onde superficiali 8,0 (scala Richter) [...]».
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