«La parolata»

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sempervirens
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«La parolata»

Intervento di sempervirens » sab, 18 lug 2015 12:48

Buongiorno! Segnalo questo sito che mi pare utile e interessante.
Prima di inserirlo in questa lista ho cercato se c'era già ma non l'ho trovato.

Ora, dopo quanto esposto metto qui il collegamento, poi se qualcuno si accorge che è un doppione, perché il sito era stato a suo tempo già segnalato, allora pazienza! Tutto questo non lo faccio per i punti della Mira Lanza, ma per la comunità. Come tutti voi.

http://www.parolata.it/Utili/Etimologie ... econdo.htm

P.S. Vero o no, è interessante sapere che diospiro significa Frutto degli Dei. Almeno stando a quanto si dice nel sito. :)
Io nella mia lingua ci credo.

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Scilens
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Intervento di Scilens » sab, 18 lug 2015 14:07

Diòsperi credo che sia il nome forse solo fiorentino di quelli che qui chiamiamo loti e che in italiano sono i cachi. DiospIri, con la i non mi è mai capitato di sentirlo, potrebbe essere un refuso. Quanto all'etimo non lo conosco e al massimo posso azzardare un qualche legame con 'spera' (specchio o piccola zona illuminata), legata alla semitrasparenza del frutto, ma forse è fantasia.
Saluto gli amici, mi sono dimesso. Non posso tollerare le contraffazioni.

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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu » sab, 18 lug 2015 14:36

Scilens ha scritto:Diòsperi credo che sia il nome forse solo fiorentino di quelli che qui chiamiamo loti e che in italiano sono i cachi. DiospIri, con la i non mi è mai capitato di sentirlo, potrebbe essere un refuso.
Non solo non è un refuso, ma è la forma normale: veda il Treccani s.v. «Diospiro». Diospero è una variante.

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Scilens
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Intervento di Scilens » sab, 18 lug 2015 19:55

Grazie Ferdinand, vedo che stranamente viene dal greco, quasi così com'è.
Saluto gli amici, mi sono dimesso. Non posso tollerare le contraffazioni.

Carnby
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Intervento di Carnby » dom, 19 lug 2015 0:33

Scilens ha scritto:Diòsperi credo che sia il nome forse solo fiorentino di quelli che qui chiamiamo loti e che in italiano sono i cachi...
...e che qui si chiamano pomi. Credo che sia uno dei frutti con più nomi locali (anche nella stessa Toscana).

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Intervento di Fausto Raso » dom, 19 lug 2015 1:20

Ferdinand Bardamu ha scritto:
Scilens ha scritto:Diòsperi credo che sia il nome forse solo fiorentino di quelli che qui chiamiamo loti e che in italiano sono i cachi. DiospIri, con la i non mi è mai capitato di sentirlo, potrebbe essere un refuso.
Non solo non è un refuso, ma è la forma normale: veda il Treccani s.v. «Diospiro». Diospero è una variante.
Si veda anche qui.
«Nostra lingua, un giorno tanto in pregio, è ridotta ormai un bastardume» (Carlo Gozzi)
«Musa, tu che sei grande e potente, dall'alto della tua magniloquenza non ci indurre in marronate ma liberaci dalle parole errate»

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Scilens
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Intervento di Scilens » dom, 19 lug 2015 7:03

Carnby ha scritto:Credo che sia uno dei frutti con più nomi locali (anche nella stessa Toscana).
E questo denuncerebbe un'introduzione recente del frutto. Infatti, dalla lettura del collegamento di Fausto, che riporto:
"significa letteralmente frumento di Giove o frumento divino (dal greco Dios genitivo di Zeus , Giove , e pyros , frumento), indica Teofrasto un frutto della forma e grandezza d' una ciriegia."
sarei portato a credere che non fosse la stessa pianta oggi detta cachi.
Saluto gli amici, mi sono dimesso. Non posso tollerare le contraffazioni.

sempervirens
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Intervento di sempervirens » lun, 20 lug 2015 0:57

Scilens ha scritto:
Carnby ha scritto:Credo che sia uno dei frutti con più nomi locali (anche nella stessa Toscana).
E questo denuncerebbe un'introduzione recente del frutto.
Ha ragione. L'esistenza materiale del frutto in Italia risale a tempi relativamente recenti. La "Mela d'Oriente!, altro nome del diospiro, o diospero, sembra aver fatto la prima comparsa nel Giardino di Boboli nel 1871.

http://blog.selvanova.com/2012/11/17/st ... del-cachi/

Comunque questa discussione mi ha fatto capire che il collegamento "La parolata" si è rivelato utile, e che non era un doppione. Bene. Mi autoringrazio. :)

P.S Anche io lo chiamo pomo. In Giappone il diospiro è duro e dev'essere tagliato col coltello.
Io nella mia lingua ci credo.

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Intervento di Sixie » lun, 20 lug 2015 14:51

Davvero in Giappone si mangiano i cachi duri?
E come fanno - non è allappante, non gli si allegano i denti?
Non amo il cachi e i suoi frutti, direi quasi per niente, nemmeno quando è maturo e si può mangiare col cucchiaio.
Da noi è molto comune, ogni corte di campagna ne ha uno o più, però ho come una sensazione che non sia molto gradito o per lo meno non alla stregua di altri frutti tradizionali : gli armellini, le mele, le pere, le noci, i fichi...
e se il diòspero indicasse, oltre al cachi, anche la mela cotogna?
Si assomigliano anche, almeno fin quando la buccia non assume quel bel colore arancione. In quanto a durezza e alleganza, siamo lì. :)
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Vediamo le cose non come sono, ma come siamo.

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Intervento di valerio_vanni » lun, 20 lug 2015 15:28

Io li ho sempre sentiti chiamare "cachi".
A me piacciono anche quando legano leggermente. Duri no, perché in quel caso sono meno saporiti.

sempervirens
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Intervento di sempervirens » lun, 20 lug 2015 16:28

Sixie ha scritto:Davvero in Giappone si mangiano i cachi duri?
È così. Cambia la consistenza ma il sapore è praticamente lo stesso. È ugualmente maturo anche se mantiene una certa durezza come quelli nostri quando sono ancora acerbi.
Io nella mia lingua ci credo.

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Intervento di Millermann » lun, 20 lug 2015 16:41

Anche in Calabria, per quel che ne so, si chiamano cachi, e sono quelli rosso aranciato, morbidi e quasi fondenti.
Quelli "duri" credo siano invece i cachi vaniglia, o cachi mela, dal colore più chiaro, che pare siano coltivati tradizionalmente in Campania. Si tratta di una varietà differente, meno dolce, ma non per questo astringente come i frutti acerbi, che può essere consumata sbucciata e tagliata a fette come una mela.
In Italia, dotta, Foro fatto dai latini

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Intervento di u merlu rucà » lun, 20 lug 2015 18:53

Caco (uso volutamente la forma in uso in Liguria) maturo con Cointreau... 8)
Largu de farina e strentu de brenu.

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