«Safety way»

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Pugnator
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«Safety way»

Intervento di Pugnator »

Si sa che l'Italy sta affrontando uno style sempre più american quindi bisogna rottamare le parole più old per poter affrontare meglio il future. Infatti, chi più needare le oramai ancient e vecchie "Vie di sicurezza" avanzi di un barbaric past oramai supered. Infatti oramai ne "Il Fatt(accio) quotidiano" si legge:
E aggiunge: “I mezzi pesanti erano stivati troppo vicini gli uni agli altri e anche le safety ways erano difficilmente praticabili

e per remarkare sul concetto lo mettiamo pure in grasset ehm, scusate, in bold. (Infatti il grassetto non è mio ma direttamente del giornale).
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Ferdinand Bardamu
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Re: «Safety way»

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Ormai nemmeno il nostro lessico fondamentale è piú al sicuro. Purtroppo non mancano altri esempi (food, book, glass, ecc.).
Pugnator ha scritto:Infatti oramai ne "Il Fatt(accio) quotidiano" si legge…
Una piccola nota: i nomi propri che contengono un articolo non provocano la «disarticolazione» delle preposizioni cui s’accompagnano. E se a La, de La, ecc. possono trovare una (fragile) giustificazione nella tradizione grafica dei secoli passati, *ne Il è proprio un errore. Ne abbiamo discusso qui.
Pugnator
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Intervento di Pugnator »

Ma come si evince da una ricerca su google libri fin dal seicento viene disarticolato. Come in questo documento chiamato:
"I discorsi ne i sei libri della materia medicinale di P. Dioscoride"
(infatti l'autore del documento (Pietro Andrea Mattioli) ha disarticolato ne ed i parlando dell'opera di Dioscoride).
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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu »

Pugnator ha scritto:Ma come si evince da una ricerca su google libri fin dal seicento viene disarticolato.
No, caro Pugnator, mi spiace: non si può dire «fin dal Seicento», ma, semmai, «fino al Seicento». Le faccio notare inoltre che nel libro che cita la separazione tra preposizione e articolo non è dovuta alla necessità di mantenere integro un nome proprio, bensí all’uso del tempo. (E, in ogni caso, ne i va bene, ne il no.)

La grafia analitica delle preposizioni articolate è propria ormai solo della lingua antica, e si è mantenuta piú a lungo nell’uso poetico. Le abitudini scrittorie dei tempi passati non possono fornire una valida giustificazione per la riproposizione di questa grafia separata, che, oggi, è dettata solo dalla volontà di seguire pedissequamente la forma esatta di un nome proprio; d’altra parte, i casi in cui la separazione è indispensabile sono rarissimi, e nel parlato una pronuncia staccata sonerebbe affettata, artefatta. Per un approfondimento, legga il paragrafo IV. 84 della grammatica di Luca Serianni.

Non è però questa la sede in cui discutere di questo; sull’argomento, poi, abbiamo già detto tutto quel che c’è da dire nel filone il cui rimando ho fornito su.
Pugnator
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Intervento di Pugnator »

Dalla ricerca su google libri si nota che la forma dal seicento è stata utilizzata per tutto il '900 fino ai giorni nostri. https://www.google.it/search?tbm=bks&hl=it&q="ne+il"
Quello era solo uno degli esempi più antichi che presentava sia preposizioni articolate che disarticolate. Anche il treccani in linea riporta questa definizione di ne:
[C]osì in citazioni di titoli che cominciano con articolo: la notizia è apparsa ne «La Nazione».. Se un eventuale amministratore nota che il fuori argomento necessiti uno scorporamento lo faccia pure.
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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu »

Attenzione: che quello che ha seguito lei non sia un buon uso non significa che non sia un uso, con una sua storia. Il mio punto era un altro, cioè che questa grafia non ha alcuna giustificazione solida ed è pertanto sconsigliabile.

Come ho già detto su, l’argomento di questo fuori tema è già stato affrontato, e gli argomenti a favore della grafia analitica sono già stati abbondantemente esposti (e confutati). Ora è il caso di tornare in tema. :)
valerio_vanni
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Re: «Safety way»

Intervento di valerio_vanni »

Pugnator ha scritto:Infatti oramai ne "Il Fatt(accio) quotidiano" si legge:
E aggiunge: “I mezzi pesanti erano stivati troppo vicini gli uni agli altri e anche le safety ways erano difficilmente praticabili
Di cosa si parlava?
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Re: «Safety way»

Intervento di Carnby »

valerio_vanni ha scritto:Di cosa si parlava?
Del naufragio della Norman Atlantic.
Se non altro safety ways era in corsivo...
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Animo Grato
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Re: «Safety way»

Intervento di Animo Grato »

Pugnator ha scritto:"Vie di sicurezza" [...] Infatti oramai ne "Il Fatt(accio) quotidiano" si legge:
E aggiunge: “I mezzi pesanti erano stivati troppo vicini gli uni agli altri e anche le safety ways erano difficilmente praticabili
O vie di fuga?
«Ed elli avea del cool fatto trombetta». Anonimo del Trecento su Miles Davis
«E non piegherò certo il mio italiano a mere (e francamente discutibili) convenienze sociali». Infarinato
«Prima l'italiano!»
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Re: «Safety way»

Intervento di Carnby »

Animo Grato ha scritto:O vie di fuga?
In teoria sì, poi per trovare il traducente esatto bisognerebbe capire in che cosa consistono nel moderno gergo marinaresco (anglomane) queste safety ways.
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Ferdinand Bardamu
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Re: «Safety way»

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Carnby ha scritto:
valerio_vanni ha scritto:Di cosa si parlava?
Del naufragio della Norman Atlantic.
Se non altro safety ways era in corsivo...
Sí, e in piú il testo citato da Pugnator è inserito in un virgolettato. Si tratta, per l’appunto, di gergo marinaresco, ma il giornalista avrebbe fatto meglio a far lo sforzo di tradurlo…
valerio_vanni
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Re: «Safety way»

Intervento di valerio_vanni »

Animo Grato ha scritto:
Pugnator ha scritto:"Vie di sicurezza" [...] Infatti oramai ne "Il Fatt(accio) quotidiano" si legge:
E aggiunge: “I mezzi pesanti erano stivati troppo vicini gli uni agli altri e anche le safety ways erano difficilmente praticabili
O vie di fuga?
Visto che si parlava di mezzi pesanti, pensavo a quelle piste che si possono trovare nelle discese delle autostrade o superstrade alpine per fermare i mezzi pesanti coi freni rotti.

https://en.wikipedia.org/wiki/Runaway_truck_ramp

In Italiano le ho sentite chiamare "vie di fuga".
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