Epentesi

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Epentesi

Intervento di Carnby » dom, 05 nov 2017 16:13

Non avevo letto questa pagina tratta dall’Enciclopedia dell’italiano Treccani che contiene una marea di errori e imprecisioni. Mi fermo solo alle considerazioni sul toscano, che conosco abbastanza bene.
Luciano Romito ha scritto:In Toscana sono diversi i nessi sentiti come difficili. Essi sono soprattutto quelli il cui secondo segmento è una nasale o una laterale come in [zm], [pl], [tm] e [gl].
Per cominciare, /zm/ non pone particolari problemi in toscano; i nessi /pl-, bl-, -tl-, kl-, gl-/ nella parlata rustica passano a /-pr-, -br-, -kr-, -gr-/ (/tl/ è raro e *atreta e *atrante, seppur possibili, non li ho mai sentiti), mentre nel registro più formale restano intatti. Le parole che presentavano questi nessi in latino o nelle lingue germaniche hanno subito la palatilzzazione (più, bianco, chiave, ghiotto) tra il V e il VII secolo; più tardi una nuova palatalizzazione di /-lt-/ e nessi simili ha dato origine a forme come aittro > attro, aimmeno, uitimo > utimo e anche puicce > pucce. Tutti questi fenomeni non sono più produttivi. Il nesso /tm/ va considerato insieme a /ps-, -kt-, -pt-/, ovvero estraneo all’italiano «trecentesco» e come tale soggetto naturalmente all’assimilazione nel registro rustico.
Luciano Romito ha scritto:In Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Salento, Sicilia, Lazio, Abruzzo e Molise oltre al nesso [tm], come in atmosfera che si pronuncia [atəmoˈsfeːra], anche i nessi [kn], [pr] e [ml] subiscono anaptissi: tecnica si pronuncia [ˈtekːəniːka], proprietà [propərjeˈta] e Amleto sarà [aməˈleːto]
Come sopra, questi nessi (tranne /pr/) non appartengono all’italiano «di Dante» e come tali vengono adattati in vario modo in tutta l’Italia centromeridionale.
Luciano Romito ha scritto:in Toscana il crearsi di un nesso [nz] durante la produzione orale di in Svizzera porterà ad anaptissi di [ɪ] e quindi alla produzione di [inɪzviˈtːseːra], che ha un riflesso anche nella forma grafica (in Isvizzera)
Qui si fa molta confusione: è vero che in toscano non esiste /-nz-/ ma non è questa la causa di «in Isvizzera», tant’è che si presenta anche «in Ispagna» dove c’è /-ns-/ (nesso tolleratissimo a Firenze perfino nel registro rustico, nel resto della regione si pronuncia [nʦ]) ma il fatto che dopo /-ns-, -nz-/ ci sia un'altra consonante, venendo a creare incontri come /-nsp-, -nzv-/ che suonano veramente male in bocca toscana.
Luciano Romito ha scritto:Sempre in Toscana l’incontro tra due parole differenti con rafforzamento fonosintattico causa anaptissi: per es., è nudo diventerà [ɛ iˈɲːuːdo]
Qui veramente non ho parole: «è gnudo» è la vera voce vernacola toscana, mentre ignudo suona come dotto, letterario o arcaico. Che vuol dire «l’incontro tra due parole differenti con rafforzamento fonosintattico causa anaptissi»? A e dio sono due parole «attivanti» (per dirla con Canepari) eppure si dice normalmente «grazie a (d)Dio» e non «grazie a (id)Dio», forma possibile, meno comune, perché esiste Iddio lemmatizzato, ma non perché ci sarebbe un automatismo di epentesi vocalica tra due parole, una cogeminante e una pregeminante, consecutive.

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Intervento di Millermann » lun, 06 nov 2017 15:43

Riguardo allo spezzone citato relativo alle regioni meridionali, avrei una piccola obiezione da fare anch'io. D'accordo per i nessi "alieni" [kn] e [ml]: dalle mie parti si aggiunge [ɪ] e si dice, infatti, [ˈtɛkːɪniːka] e [am:ɪˈlɛːto], ma il nesso [pr] è presente anche in dialetto e quindi non subisce alcun'anaptissi!

Però, a proposito di inesattezze contenute in quell'articolo, non ha citato quella, a mio avviso, piú spassosa; eccola:
Nel caso particolare in Basilicata (a Muro, Lugano e Bella) e nella Puglia settentrionale si ha epentesi dell’occlusiva [g] nel caso di incontro tra due vocali: per es., due anatre si produrrà [dueˈgaːnatre]
Eh? Lugano in Basilicata? :shock: Forse intendeva dire Muro Lucano! :P
Lo so che non c'entra con la lingua, ma è proprio per questo che salta all'occhio.
Riguardo all'affermazione in sé, anche in Calabria è presente l'epentesi dell’occlusiva [g], però parlando in dialetto. Non l'ho mai sentita in italiano regionale! :?
In Italia, dotta, Foro fatto dai latini

Ligure
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Epentesi

Intervento di Ligure » lun, 06 nov 2017 19:57

Nello stesso testo: " . . . alga verrà realizzato come [aˈliːga] in quasi tutta l’Italia settentr. . . . " . . . ? ! ?

E valga, volga, Volga, colga, tolga, salga, porga?

E - poi - con l'accento proprio sulla vocale epentetica?

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marcocurreli
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Intervento di marcocurreli » lun, 06 nov 2017 22:53

Da noi (Campidano di Cagliari) aliga significa immondezza.
Per tecnica la dizione popolare dovrebbe essere tennica (almeno, così ho sentito qualche volta). Molte "epentesi" citate dal Treccani faccio fatica a pronunciarle.

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