«Con a portata di mano»
Moderatore: Cruscanti
«Con a portata di mano»
Buona sera. Avrei bisogno di un aiuto sulla seguente frase, per capire se sia corretta o no:
"Occorre leggere questi versi con la musica a portata di orecchi, e magari con a portata di mano il libro che li raccoglie".
Quel secondo "con" è accettabile o pleonastico?
Grazie!
"Occorre leggere questi versi con la musica a portata di orecchi, e magari con a portata di mano il libro che li raccoglie".
Quel secondo "con" è accettabile o pleonastico?
Grazie!
Re: «Con a portata di mano»
Non è pleonastico, va espresso il con, ma bisogna evitare d’inserirlo in quel punto lí, davanti a un’altra preposizione: ...e magari con il libro che li raccoglie a portata di mano.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
- Freelancer
- Interventi: 1930
- Iscritto in data: lun, 11 apr 2005 4:37
Re: «Con a portata di mano»
Non mi piacciono granché i due a portata così vicini l'uno all'altro né mi convince la musica a portata di orecchi. Significa, m'immagino, mentre si ascolta la musica. E in tal caso si può usare un più canonico ...e magari tenendo a portata di mano il libro...
Re: «Con a portata di mano»
La ripetizione può non piacere ma qui si tratta, in fondo, di un (sia pur) facile gioco di parole, visto che a portata di orecchi è ricalcato su a portata di mano.
Luciano Satta non amava questa sequenza (e neanch’io) consistente nell’uso di con seguito da preposizione. Ne cito solo un breve passo:
Fra i grandissimi, non è contro di noi solo il Manzoni [...]. Ma qui come in tanti altri casi il fastidio della zeppa può essere eliminato da [io avrei scritto con, per chiarezza] una proposizione relativa, se proprio si vuole che la frase non cambi ordine di costruzione: invece di «Apparve il presidente, con a destra la figlia», meglio «Apparve il presidente, che aveva a destra la figlia». In altri casi va benissimo la costruzione assoluta: invece di «Tizio, con alle spalle una brillante carriera» si faccia, elegantemente, «Tizio, alle spalle una brillante carriera». (Luciano Satta, Scrivendo e parlando, Firenze, Sansoni, 1988)
Luciano Satta non amava questa sequenza (e neanch’io) consistente nell’uso di con seguito da preposizione. Ne cito solo un breve passo:
Fra i grandissimi, non è contro di noi solo il Manzoni [...]. Ma qui come in tanti altri casi il fastidio della zeppa può essere eliminato da [io avrei scritto con, per chiarezza] una proposizione relativa, se proprio si vuole che la frase non cambi ordine di costruzione: invece di «Apparve il presidente, con a destra la figlia», meglio «Apparve il presidente, che aveva a destra la figlia». In altri casi va benissimo la costruzione assoluta: invece di «Tizio, con alle spalle una brillante carriera» si faccia, elegantemente, «Tizio, alle spalle una brillante carriera». (Luciano Satta, Scrivendo e parlando, Firenze, Sansoni, 1988)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
Re: «Con a portata di mano»
Ma, per leggere quei versi, «occorre» proprio un sottofondo musicale? 

Re: «Con a portata di mano»
Grazie! In effetti il suggerimento di Marco è identico a quanto, ruminando sulla questione, avevo nel frattempo elaborato. Sì, "occorre" proprio il sottofondo musicale. Grazie ancora!
-
- Interventi: 354
- Iscritto in data: sab, 05 set 2020 17:08
Re: «Con a portata di mano»
In effetti, abbastanza cacofonica e stoppacciosa la doppia preposizione. Semplicemente espressivo e di "concinnitas" il doppio "a portata di".
Chi c’è in linea
Utenti presenti in questa sezione: Nessuno e 4 ospiti