«Social» (aggettivo)

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G. M.
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«Social» (aggettivo)

Intervento di G. M. »

Nell'itanglese odierno, social (/sɔ̍ʧal/; /sɔ̍(ʃ)ʃal/ per i raffinatoni) è una frequentissima abbreviazione per social network (qui il filone dedicato), che di solito traduciamo senza tanti problemi come rete sociale (...anche senza specificare ogni volta virtuale, checché ne dicano la Gheno e D'Achille :P).

Social è però usato anche come aggettivo; dai Neologismi Treccani:
social agg. inv. Che utilizza la rete come luogo di condivisione e scambio di informazioni ed esperienze. ◆ In un anno triplicati i fan di Repubblica su Facebook: sono quasi 800mila. Nel mondo hanno più ‘follower’ soltanto il New York Times e il Times of India. Stando ai dati appena diffusi dal Poynter Institute, sono ormai decine di milioni gli utenti che scelgono di leggere le notizie dei giornali attraverso i nuovi canali “social”. (Espresso.it, 5 gennaio 2012, Sala Stampa) • [tit.] E anche la storia di “Repubblica” diventa social / Dal rapimento Moro all’11 settembre. Dallo scandalo P2 a Tangentopoli. Dall’elezione di Papa Wojtyla al crollo del muro di Berlino. Oltre trent’anni di storia dell’Italia e del mondo, che sono anche la storia di Repubblica, in una grande cronologia liberamente consultabile su internet. (Repubblica, 20 marzo 2012, p. 25, Cronaca).
Dall’ingl. social (‘sociale’), in un’accezione che deriva dall’uso come formante in locuz. riferite alla realtà della comunicazione di informazioni e della condivisione di esperienze in rete (social network, social media, ecc.).
Anche, con accezione leggermente più ristretta, viene usato per significare 'pertinente, relativo alle reti sociali'.

Proporrei di renderlo con socioretale, da retale col prefisso socio-.

Per esempio: «le strategie social delle grandi aziende» = «le strategie socioretali delle grandi aziende»; «un nuovo fenomeno social» = «un nuovo fenomeno socioretale». Mi sembra avere un sapore abbastanza "serio", come neologismo, per poter attecchire con relativa facilità.

Già da qualche tempo ho adottato il termine per il mio uso personale (assieme al solo retale per Rete e interretale per Interrete), e devo dire che mi ci trovo abbastanza bene. Come vi sembra?
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Infarinato
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Re: «Social» (aggettivo)

Intervento di Infarinato »

Devo dire che *retale non mi ha mai fatto impazzire… :? Poi vediamo cosa direbbero gli anglofoni: parlerebbero di social media strategies etc. Io opterei pertanto per socialmediatico. ;)
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Carnby
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Re: «Social» (aggettivo)

Intervento di Carnby »

Ma nessuno ha mai pensato alla strana somiglianza di questa parola straniera (pronunciata «all’italiana» /ˈsɔʧal/, anziché /ˈsɔʃal/, più «inglese») con il troncamento di sociale /soˈʧal/, che in teoria potrebbe essere usato in poesia?
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G.B.
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Re: «Social» (aggettivo)

Intervento di G.B. »

Si trova anche socialmediale. Qualche esempio:
Realizzare una campagna in materia di comunicazione socialmediale per il Servizio di Raccolta Rifiuti Urbana destinato al territorio del Comune di Lecce vuol dire aprire e gestire tre tipi di presenza socialmediale... (FONTE)

La pervasività del rating [sic], la digital death (la persistenza socialmediale di un morto), la gestione spettacolare della politica, la privacy [sic], sono alcuni dei temi attualissimi e che hanno impressionato di più gli spettatori... (FONTE)

Ma come ogni contenuto socialmediale, anche le foto della #10yearschallenge creano divisione e polarizzazione del consenso tra gli utenti... (FONTE).

...implementare e gestire, in modo professionale, la comunicazione sulle piattaforme digitali e socialmediali... (FONTE)

Tabella 1 – Esempi di impiego di UGC in Strategie Socialmediali di Destinazioni Turistiche... (FONTE)
Socialmediale e socialmediatico forse potrebbero avere il vantaggio di essere reinterpretate come «forme piene» di social /ˈsɔʧal/ (agg.).
G.B.
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Ferdinand Bardamu
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Re: «Social» (aggettivo)

Intervento di Ferdinand Bardamu »

L’unica obbiezione è che sociale è un aggettivo di relazione che non può essere anteposto al sostantivo a cui si riferisce, contrariamente alla sintassi inglese. Socialmediale si può accettare solo se si è consapevoli che deroga all’ordine delle parole normale in italiano: lo potremmo accogliere, insomma, obtorto collo, come accogliamo calciomercato o tossicodipendente.
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Re: «Social» (aggettivo)

Intervento di G. M. »

Carnby ha scritto: ven, 21 gen 2022 7:47 Ma nessuno ha mai pensato alla strana somiglianza di questa parola straniera (pronunciata «all’italiana» /ˈsɔʧal/, anziché /ˈsɔʃal/, più «inglese») con il troncamento di sociale /soˈʧal/, che in teoria potrebbe essere usato in poesia?
La «social catena» di Leopardi... :)

Il nostro amico Gabriele Valle ci ha fatto caso.
Ferdinand Bardamu ha scritto: ven, 21 gen 2022 10:42 L’unica obbiezione è che sociale è un aggettivo di relazione che non può essere anteposto al sostantivo a cui si riferisce, contrariamente alla sintassi inglese. Socialmediale si può accettare solo se si è consapevoli che deroga all’ordine delle parole normale in italiano: lo potremmo accogliere, insomma, obtorto collo, come accogliamo calciomercato o tossicodipendente.
Non mi è chiarissima quest'osservazione. Quindi termini come nazionalpopolare o liberaldemocratico (o, per l'appunto, socialdemocratico) sono da considerarsi "non ottimali"? :?:
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Ferdinand Bardamu
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Re: «Social» (aggettivo)

Intervento di Ferdinand Bardamu »

G. M. ha scritto: ven, 21 gen 2022 10:52
Ferdinand Bardamu ha scritto: ven, 21 gen 2022 10:42 L’unica obbiezione è che sociale è un aggettivo di relazione che non può essere anteposto al sostantivo a cui si riferisce, contrariamente alla sintassi inglese. Socialmediale si può accettare solo se si è consapevoli che deroga all’ordine delle parole normale in italiano: lo potremmo accogliere, insomma, obtorto collo, come accogliamo calciomercato o tossicodipendente.
Non mi è chiarissima quest'osservazione. Quindi termini come nazionalpopolare o liberaldemocratico (o, per l'appunto, socialdemocratico) sono da considerarsi "non ottimali"? :?:
Gli aggettivi di relazione «sono obbligatoriamente posposti al nome» («Aggettivi di relazione», Enciclopedia dell’italiano Treccani). Nazional-popolare e liberaldemocratico sono giustapposizioni di due aggettivi, e non presuppongono la derivazione da *nazionale popolo o da *liberale democrazia (sebbene sia in uso liberaldemocrazia, che mi pare una retroformazione da liberaldemocratico).
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Re: «Social» (aggettivo)

Intervento di G. M. »

Socialmediale e socialmediatico non si potrebbero parimenti considerare giustapposizioni di due aggettivi, ugualmente senza presumere l'esistenza di *sociali media (o qualcosa del genere)?
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Re: «Social» (aggettivo)

Intervento di G.B. »

Mi scuso col Moderatore: ho eliminato permanentemente un mio intervento alquanto impreciso. :oops:
Forse se ne potrebbero però salvare i contenuti fondamentali: se occorre un aggettivo derivato da un sintagma che contiene un aggettivo di relazione, bisogna porre in posizione di determinante l'aggettivo (mutandolo in prefisso) e creare un altro aggettivo per mezzo di un suffisso aggettivale. Quindi, se a fianco di calore solare ci può essere eliotermico, allora mèdia sociali potrebbe teoricamente dare sociomediale/sociomediatico.

Ovviamente, non socialmediale/socialmediatico, che invece potrebbero essere solo dei giustapposti (in cui social non determina mediatico/mediale), non potendo esserci il sostantivo *socialmèdia.
G.B.
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Re: «Social» (aggettivo)

Intervento di Infarinato »

Sí, forse, tirando le somme, sociomediatico (non sociomediale, che a rigore sarebbe anche piú latino) è la soluzione migliore.
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Ferdinand Bardamu
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Re: «Social» (aggettivo)

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Concordo anch’io su sociomediatico. Anche se… l’aggettivo che funge da modello, socioeconomico, non si riferisce alla socioeconomia o all’economia sociale, ma alle interrelazioni «sociali ed economiche», dunque è in buona sostanza una giustapposizione d’aggettivi non dissimile da nazional-popolare.
G. M. ha scritto: ven, 21 gen 2022 11:20 Socialmediale e socialmediatico non si potrebbero parimenti considerare giustapposizioni di due aggettivi, ugualmente senza presumere l'esistenza di *sociali media (o qualcosa del genere)?
Mi parrebbe una coppia d’aggettivi disomogenea, al contrario di nazional-popolare e liberaldemocratico. In piú, credo che farebbe venire in mente subito il collegamento con social media.

E d’altra parte… ragionandoci sopra all’impronta, il sostantivo socialdemocrazia e l’aggettivo socialdemocratico, presi a prestito direttamente dal tedesco (Sozialdemokratie, sozialdemokratisch), potrebbero fungere da modello per la creazione di socialmedia e socialmediatico. In fondo, abbiamo derogato alla norma una volta, possiamo farlo —consapevoli dell’eccezione— anche in questo caso. O no? :?:
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Re: «Social» (aggettivo)

Intervento di G.B. »

Ferdinand Bardamu ha scritto: ven, 21 gen 2022 14:33 Concordo anch’io su sociomediatico. Anche se… l’aggettivo che funge da modello, socioeconomico, non si riferisce alla socioeconomia o all’economia sociale, ma alle interrelazioni «sociali ed economiche», dunque è in buona sostanza una giustapposizione d’aggettivi non dissimile da nazional-popolare.
Non è l'unica interpretazione possibile, Ferdinand. D'altra parte, socio- non è solo in giustapposizioni: se socioculturale, socioeconomico, sociopolitico catturano l'aspetto sociale e quello culturale, economico, politico; diversamente, socioambientale, socioassistenziale, sociolessicale si riferiscono all'ambiente sociale, all'assistenza sociale e al lessico di un gruppo sociale, senza che vi sia bisogno di *socioambiente *socioassistenza *sociolessico.
Cosí —credo— ci potrà essere sociomediatico (o sociomediale) senza sociomedia (o sociomezzi), sibbene anche col semplice mèdia sociali.
Ferdinand Bardamu ha scritto: ven, 21 gen 2022 14:33 ...potrebbero fungere da modello per la creazione di socialmedia e socialmediatico.
Considerato che social-media già esiste (pronunciato —temo— perlopiú all'inglese), non sarebbe neppure un grande sforzo trarne l'aggettivo (avremmo, però, come Lei stesso ha detto, una deroga alla norma, la quale vede social usato come giustapposto). A ben vedere, la confusione si può creare in entrambi i casi. Tuttavia, delle due, mi sembra piú italiana la prima soluzione.
G.B.
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Ferdinand Bardamu
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Re: «Social» (aggettivo)

Intervento di Ferdinand Bardamu »

G.B. ha scritto: ven, 21 gen 2022 19:03Cosí —credo— ci potrà essere sociomediatico (o sociomediale) senza sociomedia (o sociomezzi), sibbene anche col semplice mèdia sociali.
Mi pare un buon argomento. Dunque l’accoppiata sarà media sociali e sociomediatico cosí come si ha assistenza sociale e socioassistenziale.
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Roberto Crivello
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Re: «Social» (aggettivo)

Intervento di Roberto Crivello »

G. M. ha scritto: ven, 21 gen 2022 0:28 Nell'itanglese odierno, social (/sɔ̍ʧal/; /sɔ̍(ʃ)ʃal/ per i raffinatoni) è una frequentissima abbreviazione per social network (qui il filone dedicato), che di solito traduciamo senza tanti problemi come rete sociale (...anche senza specificare ogni volta virtuale, checché ne dica[no ...] D'Achille :P).
Non mi è chiaro il punto checché ne dicano ecc., ci si riferisce a dove D'Achille scrive che l'uso di rete sociale è circoscritto?
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Re: «Social» (aggettivo)

Intervento di G. M. »

Ho un paio di domande, siate pazienti...
  1. Perché non vi piace retale? (Infarinato, ma anche tutti gli altri, visto che siete passati sùbito ai derivati di media). Io lo trovo così pratico... sarà perché la rete per me è un concetto suggestivo, per il quale trovo comodo avere un aggettivo preciso. :)
  2. Infarinato specificamente: perché meglio -mediatico che -mediale (tanto più se il secondo «a rigore sarebbe anche piú latino»)? Ipotizzavo, magari, per un fatto di maggiore assestamento storico; ma vedo che il De Mauro in linea data il primo al 1989 e il secondo al 1980, quindi presumo che il motivo sia un altro…
Roberto Crivello ha scritto: ven, 21 gen 2022 22:14 Non mi è chiaro il punto checché ne dicano ecc., ci si riferisce a dove D'Achille scrive che l'uso di rete sociale è circoscritto?
No, mi riferisco a quello che dice sùbito dopo: «[...] non c’è dubbio, però, che in italiano questa espressione [rete sociale] possa dar luogo a equivoci, perché era stata già usata in sociologia e psicologia [...]».
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