[xLAZ] «Care!»

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Lorenzo Federici
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[xLAZ] «Care!»

Intervento di Lorenzo Federici »

Usato a Fiuggi e dintorni, credo fino a Trivigliano e non so se si usi ad Anagni. Si può tradurre con assolutamente sì e, a seconda dell'intonazione, può significare certo che sì, in senso letterale, come certo che no, usato quindi in modo sarcastico. Nel secondo senso, è simile al ma solo! di altri dialetti ciociari.

Qualcuno ha ipotesi sulla sua etimologia?
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12xu
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Re: [xLAZ] «Care!»

Intervento di 12xu »

Un'ipotesi è che derivi dal latino clare. Ma se così fosse non avrebbe dovuto evolversi in ciare?
Un'altra ipotesi, fonologicamente più convincente ma un po' meno semanticamente, è che derivi dal latino quare, nell'accezione di "per questa ragione".
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Infarinato
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Re: [xLAZ] «Care!»

Intervento di Infarinato »

12xu ha scritto: lun, 29 gen 2024 22:37 Un'ipotesi è che derivi dal latino clare. Ma se così fosse non avrebbe dovuto evolversi in ciare?
Semmai, chiare;)
12xu ha scritto: lun, 29 gen 2024 22:37 Un'altra ipotesi, fonologicamente più convincente […], è che derivi dal latino quare
Non mi sembra proprio. :? L’esito regolare di QU latino davanti ad A (in italiano e nei dialetti centrali e dell’Alto Meridione) è /kwa/.

Potrebbe anche trattarsi di un vocativo cristallizzato (o caro!), ma ovviamente ogni ipotesi (soprattutto che contempli esiti semanticamente o fonologicamente anomali) dovrebbe essere sempre adeguatamente motivata/documentata… La prima cosa a non essermi ben chiara è quanto sia antico questo care… :?
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Lorenzo Federici
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Re: [xLAZ] «Care!»

Intervento di Lorenzo Federici »

12xu ha scritto: lun, 29 gen 2024 22:37 Un'ipotesi è che derivi dal latino clare. Ma se così fosse non avrebbe dovuto evolversi in ciare?
Un'altra ipotesi, fonologicamente più convincente ma un po' meno semanticamente, è che derivi dal latino quare, nell'accezione di "per questa ragione".
Sono sue teorie o le ha trovate in qualche libro?
Infarinato ha scritto: mar, 30 gen 2024 12:12
12xu ha scritto: lun, 29 gen 2024 22:37 Un'altra ipotesi, fonologicamente più convincente […], è che derivi dal latino quare
Non mi sembra proprio. :? L’esito regolare di QU latino davanti ad A (in italiano e nei dialetti centrali e dell’Alto Meridione) è /kwa/.
Non so dire neanch'io quanto sia antico... e dubito sia anche solo documentato almeno una volta al di fuori del nostro foro.
Infarinato ha scritto: mar, 30 gen 2024 12:12 Potrebbe anche trattarsi di un vocativo cristallizzato (o caro!), ma ovviamente ogni ipotesi (soprattutto che contempli esiti semanticamente o fonologicamente anomali) dovrebbe essere sempre adeguatamente motivata/documentata… La prima cosa a non essermi ben chiara è quanto sia antico questo care… :?
Potrebbe essere anche, sempre come forma cristallizzata, care latino che passa da significare «a caro prezzo, a prezzo elevato» a «di valore» e infine «affermazione di valore, sì». Ipotizzo, come al solito da totale ignorante, sinceramente mi sembra più probabile che sia uno sviluppo non regolare di quārē piuttosto che una forma cristallizata, visto che abbiamo anche ca («che») da quod, [ac]cumm'è da *[ad] quōmodō est e il loro bellissimo ibrido [ac]cumm'è ca (letteralmente com'è che; vale perché, come mai), anche se questi sono tutte parole grammaticali e in una parlata veloce probabilmente venivano scandite meno chiaramente.
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Infarinato
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Re: [xLAZ] «Care!»

Intervento di Infarinato »

Lorenzo Federici ha scritto: mer, 31 gen 2024 0:50 Non so dire neanch'io quanto sia antico…
Se non è antico, allora non risale [direttamente] al latino volgare, e quindi tutti gli etimi proposti sono da scartare.
Lorenzo Federici ha scritto: mer, 31 gen 2024 0:50 Ipotizzo, come al solito da totale ignorante, sinceramente mi sembra più probabile che sia uno sviluppo non regolare di quārē piuttosto che una forma cristallizata, visto che abbiamo anche ca («che») da quod, [ac]cumm'è da *[ad] quōmodō est e il loro bellissimo ibrido [ac]cumm'è ca (letteralmente com'è che; vale perché, come mai), anche se questi sono tutte parole grammaticali e in una parlata veloce probabilmente venivano scandite meno chiaramente.
Appunto, sono esiti di QU latino davanti a O… In realtà, ca deriva da una forma [documentata] qua del latino volgare (< QUIA), ma le forme con perdita di /w/ da QUA tonico sono rarissime (inesistenti in italiano toscano), mentre, seppure sporadica, la perdita di /w/ in quel contesto è relativamente piú frequente in sillaba atona (anche in fiorentino, ma solo a livello popolare). Insomma, care da QUĀRĒ non è da escludersi a priori (anzi, semanticamente è ipotesi assai ragionevole), ma non è sviluppo regolare e, come tale, va adeguatamente giustificato.
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12xu
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Re: [xLAZ] «Care!»

Intervento di 12xu »

Lorenzo Federici ha scritto: mer, 31 gen 2024 0:50 Sono sue teorie o le ha trovate in qualche libro?
Sono ipotesi mie. La -e finale mi ha rammentato il suffisso avverbiale latino. Non ho né competenze né modo per provarle, quindi le riporto nella speranza che i dotti in materia possano confutarle, correggerle o confermarle come fatto da Infarinato.
Ho trovato un solo riferimento a questa esclamazione: in questo sito.

Riporto una terza ipotesi, sempre nella speranza che funga come punto di partenza per i dotti lettori di questo foro: potrebbe derivare dal greco χάρις/χάρῐν, nell'accezione di "di grazia/per grazia (di Dio)".
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Carnby
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Re: [xLAZ] «Care!»

Intervento di Carnby »

Non potrebbe essere da (ma)cari! forma centromeridionale o ipercorretta di magari! (l’etimo greco mi ha ispirato)?
Ligure
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Re: [xLAZ] «Care!»

Intervento di Ligure »

Sotto l'aspetto metodologico, ritengo che, prima di prendere in considerazione interpretazioni "difficiliores" (almeno, in senso probabilistico), occorrerebbe esser certi che si possano escludere significati banali. Mi spiego, tutti quelli del tipo "(ci) manca!, (ci) mancherebbe!" et al., un tempo frequentissimi nel senso di affermazione incondizionata.

E' poco probabile che, se esistono davvero, derivati locali (o in altre zone) di "carere" - da cui si sarebbe potuto ottenere "care(t)!" - non siano stati studiati.

Ad es., da autori locali. Ma anche in opere a carattere generale. Personalmente non mi sono mai occupato di etimologia, ma se provo interesse per qualche argomento è molto più probabile che io riesca a trovare tre o quattro fonti dedicate ai relativi aspetti etimologici anziché una sola caratterizzata da "solide" informazioni fonetiche e fonologiche.

Oggigiorno, inoltre, esiste - in rete - almeno un sito per ogni varietà linguistica locale italiana (anche per paesini distanti pochi chilometri!).

Sono d'accordo che, relativamente all'etimologia, vi si leggano molte stupidaggini.

Ma non si è necessariamente obbligati a porre domande su un etimo specifico. Si può chiedere se esistono lessici, testi per la zona d'interesse o quali sono le persone ritenute più competenti. Normalmente contattabili. Talora, nell'interattività del dialogo, possono venire in mente idee . . . che difficilmente affiorano in un contesto molto più generale dedicato alla lingua italiana, a meno che il nesso non risulti abbastanza immediato.

Per riuscire a padroneggiare un linguaggio locale (ammesso che questo sia l'obiettivo) la conoscenza dell'italiano non è - evidentemente - sufficiente, ma, al tempo stesso, vanno evitati molti degli etimologisti locali del passato e le loro "favole" sulle derivazioni dal fenicio, dal berbero, dall'azteco e da chissà che altro . . . ma anche il loro avvalersi "disinvolto" del latino o del greco in modalità non adeguate per le realtà locali in esame.
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