Un anglicismo che ormai circola da qualche tempo, nei giornali, è strike (con significato diverso da quelli sportivi):
Non è la prima volta del resto che succede: in passato Hamas ha già tentato di accedere ai dati dei telefoni dei militari e a maggio dello scorso anno l’esercito israeliano per la prima volta ha risposto con uno strike fisico a un attacco cibernetico, colpendo un edificio nella striscia di Gaza che è stato definito dagli israeliani il quartier generale delle cyberoperazioni del gruppo palestinese. (La Repubblica, 2020)
D'altronde, da parte occidentale c'è stata nei giorni scorsi una fortissima pressione affinchè[sic]Israele non reagisse allo strike di Teheran o, almeno, fosse una reazione contenuta. (La Stampa, 2024)
Siamo davvero vicini all'attacco? Strike mirati, «opzione-Caracas»: i possibili scenari (Corriere della sera, 2026)
Mi pare un anglicismo gratuito, che si può rendere semplicemente, a seconda dei casi, con attacco, colpo, incursione, azione, aggressione, offensiva e simili.
Lo usano perché scrivere "bombardamento" pare brutto.
In ambito militare ha un significato preciso, che ovviamente questi scribacchini non sono in grado di cogliere. Indica un'azione di bombardamento, quello che si chiamava "raid", in contrasto con un attacco sostenuto. Tuttavia un attacco sostenuto può essere composto da più "strike", che è come dire che un'offensiva si compone di più bombardamenti.