Anche per questo filone rischio di andare "fuori fòro", ma sento che debbo porre la questione.
Allora: in base agli esiti dell'italiano io deduco che in latino la lettera ⟨I, i⟩ a inizio di parola prima di vocale potesse rappresentare 2 fonemi distinti:
1) o /j/, che trovandosi prima di vocale ha dato come esito in italiano /d͡ʒ/: si veda Iuno, Iunonis > Giunone, iuniperus, -i > ginepro.
2) o /i/, che però trovo soltanto – così mi pare – nelle parole che derivano dal greco: Iesus < Ἰησοῦς, iambus < ἴαμβος, Iulus < Ἴουλος, Ionius < Ἴων, Ἴωνος.
La questione che mi pongo è: come mai anche quando in latino vi era il nesso "/i/+vocale" in italiano si ha avuto comunque come esito /d͡ʒ/? Per citare i miei stessi esempi: Iesus > Gesù, iambus > giambo. Inoltre, ho notato che anche hyacinthus, che deriva da ὑάκινθος (con /y/ breve), ha dato come esito /d͡ʒ/, giacinto!
Si può forse affermare che nel cosiddetto "latino volgare" il nesso "/i/+vocale" sia stato semplificato in "/j/+vocale" e che per questo si sia verificato l'esito al punto 1? Ciò varrebbe anche per il nesso "/y/ breve+vocale"?
Grazie mille per la vostra attenzione.
Valore della lettera ⟨I, i⟩ in latino a inizio di parola prima di vocale: /j/ o /i/?
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Re: Valore della lettera ⟨I, i⟩ in latino a inizio di parola prima di vocale: /j/ o /i/?
Approssimativamente tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C. si ha il passaggio di Ě, Ĭ prevocalici (asillabici, non accentati) da [ɛ̝, ɪ] a [j] (il primo attraverso una fase [e > ɪ]). In posizione iniziale, questo confluisce con l’esito di [dj] e quello di [ɡj]. Ma ciò vale solo per le voci popolari come ginepro e gioco, non per quelle dotte (tutte le altre parole da Lei citate), in cui l’associazione [j-] latino ecclesiastico/medievale ~ [ʤ‑] italiano è meramente convenzionale/analogica.
Re: Valore della lettera ⟨I, i⟩ in latino a inizio di parola prima di vocale: /j/ o /i/?
Il suo gesto con la mano suscita in me somma deferenza. Ma non riesco a capire perché ho detto una castroneria: Lei intende dire che non si può parlare di esiti dell'italiano, ma di esiti del "latino volgare"? o del proto-romanzo?
La restante parte della Sua risposta è chiarissima – come al solito – e La ringrazio tanto. È straordinaria la precisione con cui si è riusciti a ricostruire la pronuncia di Ĕ come [ɛ̝]: mi potrebbe fornire indicazioni bibliografiche in merito? Sono molto interessato alla fonetica del latino, proprio perché parlo e studio l'italiano.
Quindi anche [y-] (breve) di hyacinthus (suppongo che questa parola fosse pronunciata con tale suono dalle persone colte) si è evoluto in [j-]? È giusto affermare ciò?
La restante parte della Sua risposta è chiarissima – come al solito – e La ringrazio tanto. È straordinaria la precisione con cui si è riusciti a ricostruire la pronuncia di Ĕ come [ɛ̝]: mi potrebbe fornire indicazioni bibliografiche in merito? Sono molto interessato alla fonetica del latino, proprio perché parlo e studio l'italiano.
Quindi anche [y-] (breve) di hyacinthus (suppongo che questa parola fosse pronunciata con tale suono dalle persone colte) si è evoluto in [j-]? È giusto affermare ciò?
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Re: Valore della lettera ⟨I, i⟩ in latino a inizio di parola prima di vocale: /j/ o /i/?
Risalire a «2 fonemi distinti» del latino («a inizio di parola») «in base agli esiti dell'italiano» è impresa assai ardua. Perdipiú gli esiti in italiano negli esempi citati sono tutti [ʤ] (tranne che in Iulo e ionio, che però sono voci dotte e quindi non fanno testo). Sappiamo che in latino Ĭ atono iniziale (anche prevocalico) era pienamente vocalico (= [ɪ]) nei grecismi (altrove, se prevocalico, sempre [j]), ma questo lo sappiamo perlopiú in base a considerazioni metriche, non agli esiti romanzi, che presuppongono tutti un’unica fase iniziale (protoromanza) con [j].पाणिनि ha scritto: mar, 03 feb 2026 12:25 Il suo gesto con la mano suscita in me somma deferenza. Ma non riesco a capire perché ho detto una castroneria: Lei intende dire che non si può parlare di esiti dell'italiano, ma di esiti del "latino volgare"? o del proto-romanzo?
Basta vedere i PDF del Canepàri gratuitamente disponibili sulla Rete, ma non è nulla di rivoluzionario: è una cosa che risponde a banali princípi di fonetica generale. Se Ĕ valeva [ɛ] sotto accento ed è poi confluito con l’esito di Ĭ [ɪ] in posizione atona prevocalica, fuor d’accento doveva essere [ɛ̝].पाणिनि ha scritto: mar, 03 feb 2026 12:25 La restante parte della Sua risposta è chiarissima – come al solito – e La ringrazio tanto. È straordinaria la precisione con cui si è riusciti a ricostruire la pronuncia di Ĕ come [ɛ̝]: mi potrebbe fornire indicazioni bibliografiche in merito?
Sí, certo. La resa latina [y(ː)] dell’υ greco era confinata ai parlanti cólti (quando ci stavano attenti!), e poi anche l’υ greco ha presto cominciato a pronunciarsi [i(ː)]. Insomma, a un certo punto y = [i(ː)] in qualsiasi contesto per tutt’i parlanti.पाणिनि ha scritto: mar, 03 feb 2026 12:25 Quindi anche [y-] (breve) di hyacinthus (suppongo che questa parola fosse pronunciata con tale suono dalle persone colte) si è evoluto in [j-]? È giusto affermare ciò?
Re: Valore della lettera ⟨I, i⟩ in latino a inizio di parola prima di vocale: /j/ o /i/?
Grazie mille per tutte le Sue risposte. Sto leggendo i .pdf sul sito di L. Canepari e sto imparando molte nozioni di fonetica che non conoscevo. 
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