Effettivamente rimanda dal primo al secondo, ma forse solo per una questione di maggior diffusione…
«Il volt[a], i volt[a]»
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Re: «Il volt[a], i volt[a]»
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Re: «Il volt[a], i volt[a]»
Ecco il parere del DOP. (Dal momento che volta è attestato in italiano, è superfluo e controproducente cercare oltre.Carlo_Porta04 ha scritto: dom, 05 apr 2026 13:06 Pure il dizionario dello Zingarelli 2022 riporta la variante volta accanto al lemma volt senz'alcun commento di desuetudine o arcaicità.
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Carlo_Porta04
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Re: «Il volt[a], i volt[a]»
Ho trovata la seguente nuova in una rivista straniera: se venisse confermata, be', sarebbe l'impulso che tutti stavamo attendendo! Non è che forse la nostra Presidente abbia letto questo filone iniziato da Marco e abbia aspettato il momento propizio per la proposta?!
Non di meno, la prima reazione non pare cosí entusiasta.
Non di meno, la prima reazione non pare cosí entusiasta.
Re: «Il volt[a], i volt[a]»
Ho sentimenti contrastanti, faccio un rapido commento con quello che probabilmente pensiamo in molti (qui su Cruscate).
C'è in Italia l'idea che i nomi non possano cambiare da una lingua all'altra, e debbano essere nella lingua «originale». Così, nella nostrana anglicizzazione dell'universo, una specie di bizzarro palpito di nazionalismo ci fa usare i nomi italiani in inglese, producendo la Milano Fashion Week, i Milano Cortina 2026 Olympic Winter Games, e simili. È un sentimento che si trova diffuso anche all'estero, oggi: questa mossa del governo s'inserisce nel meccanismo e ha quindi, forse, buone possibilità di successo.
Ma tutto questo va contro ogni principio dell'adattamento e della traduzione, che è ciò che propugniamo noi qui. Come ha detto l'Infarinato, ciò che dev'essere uguale per tutti è il simbolo: il nome può (e dovrebbe, dico io da purista strutturale) essere adattato in ogni lingua. Invece qui siamo a poca distanza dalla Turchia che vuol essere chiamata Türkiye dappertutto, eccetera.
Quindi, la Meloni potrebbe riuscire, nei fatti, ad italianizzare volt in volta, ma il metodo mi sembra discutibile, financo controproducente come logica generale.
Non ho letto i commenti su X, ma immagino che sia il solito misto di populismo, benaltrismo, ignoranza e fascistomania, che lascia il tempo che trova.
C'è in Italia l'idea che i nomi non possano cambiare da una lingua all'altra, e debbano essere nella lingua «originale». Così, nella nostrana anglicizzazione dell'universo, una specie di bizzarro palpito di nazionalismo ci fa usare i nomi italiani in inglese, producendo la Milano Fashion Week, i Milano Cortina 2026 Olympic Winter Games, e simili. È un sentimento che si trova diffuso anche all'estero, oggi: questa mossa del governo s'inserisce nel meccanismo e ha quindi, forse, buone possibilità di successo.
Ma tutto questo va contro ogni principio dell'adattamento e della traduzione, che è ciò che propugniamo noi qui. Come ha detto l'Infarinato, ciò che dev'essere uguale per tutti è il simbolo: il nome può (e dovrebbe, dico io da purista strutturale) essere adattato in ogni lingua. Invece qui siamo a poca distanza dalla Turchia che vuol essere chiamata Türkiye dappertutto, eccetera.
Quindi, la Meloni potrebbe riuscire, nei fatti, ad italianizzare volt in volta, ma il metodo mi sembra discutibile, financo controproducente come logica generale.
Non ho letto i commenti su X, ma immagino che sia il solito misto di populismo, benaltrismo, ignoranza e fascistomania, che lascia il tempo che trova.
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Carlo_Porta04
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Re: «Il volt[a], i volt[a]»
Concordo, in effetti il processo d'italianizzazione che abbiamo incominciato e che continueremo non necessita minimamente dell'imposizione della versione italianizzata all'estero, anzi, la osteggia proprio. Certo è che potrebbe essere, per altro, l'opportunità per rilanciare una proposta di adattamento strutturale di tutte le unità di misura adoperate per lo meno dall'SI nella lingua italiana.
Fin tanto che, però, sia in italiano che al livello internazionale, si continuerà a usare il nome degli scienziati cui sono dedicati senz'adattamento, mi pare coerente che sia volt che farad divengano volta e faraday.
Fin tanto che, però, sia in italiano che al livello internazionale, si continuerà a usare il nome degli scienziati cui sono dedicati senz'adattamento, mi pare coerente che sia volt che farad divengano volta e faraday.
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Carlo_Porta04
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Re: «Il volt[a], i volt[a]»
Ci ha azzeccato in pieno.G. M. ha scritto: dom, 31 mag 2026 9:12 Non ho letto i commenti su X, ma immagino che sia il solito misto di populismo, benaltrismo, ignoranza e fascistomania, che lascia il tempo che trova.
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