«Diletto» nel senso di «abile»
Moderatore: Cruscanti
«Diletto» nel senso di «abile»
Buongiorno,
nella novella LXVII del Novellino (ed. a cura di Guido Favati Genova, Bozzi, 1970) si legge: «Papirio fu romano, uomo potentissimo e savio e dilettissimo molto in battaglia».
Il significato di quel dilettissimo è chiaramente abilissimo, valentissimo, ma non trovo attestazioni di questo significato per la parola diletto, nemmeno nel TLIO.
Per un confronto, nell'edizione annotata del testo (G. Tasso, Venezia, 1852; a pagina 97) si trova la seguente nota:
«Dilettissimo, arcaismo per delettissimo, e vale espertissimo, eccellentissimo. Manca in tal significato a' Vocabolarii».
Qualcuno sa fornire altre occorrenze della parola usata con quest'accezione? E per quale motivo un aggettivo che normalmente significa tutt'altro dovrebbe aver assunto questo significato, peraltro così sporadico?
nella novella LXVII del Novellino (ed. a cura di Guido Favati Genova, Bozzi, 1970) si legge: «Papirio fu romano, uomo potentissimo e savio e dilettissimo molto in battaglia».
Il significato di quel dilettissimo è chiaramente abilissimo, valentissimo, ma non trovo attestazioni di questo significato per la parola diletto, nemmeno nel TLIO.
Per un confronto, nell'edizione annotata del testo (G. Tasso, Venezia, 1852; a pagina 97) si trova la seguente nota:
«Dilettissimo, arcaismo per delettissimo, e vale espertissimo, eccellentissimo. Manca in tal significato a' Vocabolarii».
Qualcuno sa fornire altre occorrenze della parola usata con quest'accezione? E per quale motivo un aggettivo che normalmente significa tutt'altro dovrebbe aver assunto questo significato, peraltro così sporadico?
Re: «Diletto» nel senso di «abile»
Mi viene allora in mente una derivazione da "delectus", che però significa "scelto".
Re: «Diletto» nel senso di «abile»
Beh, forse allora ci siamo.
Scelto viene usato anche oggi nel senso di pregiato, di qualità superiore alla media. Un soldato scelto è un soldato particolarmente abile o esperto in determinate tattiche militari. Quindi, il dilettissimo molto del Novellino potrebbe significare pregiatissimo, e quindi abilissimo.
Resta però il fatto che nei vocabolarî non ci sono attestazioni (a me note) di quest'accezione della parola diletto.
Scelto viene usato anche oggi nel senso di pregiato, di qualità superiore alla media. Un soldato scelto è un soldato particolarmente abile o esperto in determinate tattiche militari. Quindi, il dilettissimo molto del Novellino potrebbe significare pregiatissimo, e quindi abilissimo.
Resta però il fatto che nei vocabolarî non ci sono attestazioni (a me note) di quest'accezione della parola diletto.
Re: «Diletto» nel senso di «abile»
In realtà la parola "deletto" è stata registrata da Giovanni Gherardini. Si trova sia "deletto", dal latino "delectus, -us", per "scelta", "selezione", specialmente di soldati, ad esempio in Machiavelli, che "deletto", dal latino "delectus, -i", per "scelto", nel senso di "deputato" o "eletto", ad esempio nell'Iliade del Monti.
Re: «Diletto» nel senso di «abile»
«Noi dunque riguardando alla persona del magnifico uomo dilettisimo Nobile Nostro, conte Girolamo Savorgnano…» (I Savorgnani, storia di B. Vollo, pag. 117).
Gli Usa importano merci ed esportano parole e dollàri.
Re: «Diletto» nel senso di «abile»
Buonasera,lorenzos ha scritto: sab, 05 set 2026 19:47 «Noi dunque riguardando alla persona del magnifico uomo dilettisimo Nobile Nostro, conte Girolamo Savorgnano…».
la ringrazio della segnalazione, ma ho l'impressione che nell'esempio da Lei fornito la parola dilettissimo abbia il significato ordinario di carissimo, amatissimo. C'è qualche motivo per cui ritiene che sia invece da interpretare anche in questo caso come abilissimo?
Tra l'altro, chiedo a chi è più addentro di me in quest'ambito, sarebbe opportuno segnalare l'esempio del Novellino da me fornito sopra, e di conseguenza l'accezione aggiuntiva di diletto, ai redattori del TLIO?
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Re: «Diletto» nel senso di «abile»
Gli unici esempi (rilevanti) sicuri sono quelli registrati dal Gherardini, s.v., come opportunamente segnalato da Brg.
Re: «Diletto» nel senso di «abile»
Gentile Apothikon, legga qualche riga dopo:
"esso conte Girolamo non degenerrando da’ suoi progenitori, anzi con magnanimo ec., si restrinse nella fortezza di Osopo, dove con elezione di anzi morire, che viver diviso da questa Nostra dolcissima Repubblica; dopo aver sofferto un lungo e durissimo assedio, e senza essersi punto spaventato per i molti gagliardissimi assalti dati e sprezzate con altissimo animo le ampissime offerte e condizioni a Lui fatte dai nemici, forte e virilmente la mantenne, fintanto che la fede e valore dell’assediato superò la forza degli assediatori."
"esso conte Girolamo non degenerrando da’ suoi progenitori, anzi con magnanimo ec., si restrinse nella fortezza di Osopo, dove con elezione di anzi morire, che viver diviso da questa Nostra dolcissima Repubblica; dopo aver sofferto un lungo e durissimo assedio, e senza essersi punto spaventato per i molti gagliardissimi assalti dati e sprezzate con altissimo animo le ampissime offerte e condizioni a Lui fatte dai nemici, forte e virilmente la mantenne, fintanto che la fede e valore dell’assediato superò la forza degli assediatori."
Gli Usa importano merci ed esportano parole e dollàri.
Re: «Diletto» nel senso di «abile»
Buonasera @lorenzos,
sinceramente, non sono tuttora convinto del Suo esempio.
Nulla vieta, mi sembra, che il testo in questione lodi le virtù, il valore e l'abilità del dilettissimo (cioè amatissimo) conte Girolamo.
Ma soprattutto, forse ho preso un granchio in partenza; in un'altra edizione del Novellino (Il Novellino: Le ciento novelle antike, introduzione di Giorgio Manganelli; 5. edizione; collezione BUR, 50; Biblioteca Universale Rizzoli; Milano, 2002), la frase citata nel mio primo messaggio è riportata come:
«Papirio fu romano, uomo potentissimo e savio, e dilettossi molto in battaglia».
Non sono in grado di stabilire quale sia il testo più affidabile. Non ora, quanto meno. Mi sembrava comunque corretto segnalare da subito questo mio possibile errore, prima di sviare altri frequentatori del foro.
sinceramente, non sono tuttora convinto del Suo esempio.
Nulla vieta, mi sembra, che il testo in questione lodi le virtù, il valore e l'abilità del dilettissimo (cioè amatissimo) conte Girolamo.
Ma soprattutto, forse ho preso un granchio in partenza; in un'altra edizione del Novellino (Il Novellino: Le ciento novelle antike, introduzione di Giorgio Manganelli; 5. edizione; collezione BUR, 50; Biblioteca Universale Rizzoli; Milano, 2002), la frase citata nel mio primo messaggio è riportata come:
«Papirio fu romano, uomo potentissimo e savio, e dilettossi molto in battaglia».
Non sono in grado di stabilire quale sia il testo più affidabile. Non ora, quanto meno. Mi sembrava comunque corretto segnalare da subito questo mio possibile errore, prima di sviare altri frequentatori del foro.
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