«Ziqqurat», «ziggurat»

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G. M.
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«Ziqqurat», «ziggurat»

Intervento di G. M. »

Treccani:
ziqqurat 〈∫ìḳḳurat〉 (meno com. zigguràt) s. f. o m. [dall’assiro ziqquratu da una radice zqr «eleare, innalzare»]. – Nome delle torri templari mesopotamiche, di origine sumerica, formate da piani sovrapposti e decrescenti, varî di numero e di altezza, talora arricchite, si ritiene, da giardini pensili, con un sacello alla sommità raggiungibile da grandi scalinate esterne sorrette da bastioni e interrotte da elaborati portali: la più famosa è la E-temen-an-ki («Casa del fondamento del Cielo e della Terra») di Babilonia, alta quasi 100 m. Nella sua struttura è evidente la funzione sacra e simbolica (cui è collegata la tradizione biblica della Torre di Babele) di comunicazione tra terra e cielo, e di centro o «asse» del mondo.
Il DiPI ha, per entrambe le forme, esclusivamente pronunce italianizzate e sdrucciole, /*ʣi̍kkurat/ e /*ʣi̍ɡɡurat/.

Non ho trovato adattamenti italiani.

Nelle lingue sorelle: portoghese zigurate, spagnolo zigurat, catalano zigurat.
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Carnby
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Re: «Ziqqurat», «ziggurat»

Intervento di Carnby »

Direi ziggurate, sul modello del portoghese. L’adattamento «toscano» zigguratte temo che avrebbe ancora meno possibilità.
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G. M.
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Re: «Ziqqurat», «ziggurat»

Intervento di G. M. »

Vocabolario Treccani ha scritto:[…] dall’assiro ziqquratu […]
Visto che parecchi dizionari danno il termine originale con -u finale (perché è stata abbandonata nell'importarlo nelle lingue moderne?), e si trovano persino forme con -um che a noi ricordano il latino, forse ziggurato in italiano non istonerebbe…
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Millermann
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Re: «Ziqqurat», «ziggurat»

Intervento di Millermann »

Carnby ha scritto: gio, 30 nov 2023 19:01L’adattamento «toscano» zigguratte temo che avrebbe ancora meno possibilità.
G. M. ha scritto: sab, 17 ott 2026 13:03 [F]orse ziggurato in italiano non istonerebbe…
Io, in questi casi, ho la tendenza ad andare «a orecchio»: c'è sempre una forma che mi suona istintivamente piú italiana e naturale delle altre, anche se a volte per motivi poco «scientifici». Nel caso in questione, non so perché (anzi, in realtà lo so, e lo dirò tra un momento) mi piace e mi suona meglio la forma *zigguratto (che prende un po' dell'una, un po' dell'altra delle proposte precedenti). ;)

Dunque con la o finale, ma con la doppia t: mi piace il suo suono, che mi ricorda la serie degl'ipercubi n-dimensionali: il tesseratto, il penteratto, l'eseratto e via via gli altri (etteratto, otteratto, enneratto, decheratto)…

Non c'è un motivo valido, ma in mezzo a tanti… «ratti» (la maggior parte dei quali analogici) mi suona bene anche lo zigguratto; è una sciocchezza, lo so, perché l'etimologia e il campo scientifico sono totalmente diversi, ma l'orecchio ne trae ugualmente godimento. :)
In Italia, dotta, Foro fatto dai latini
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Carnby
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Re: «Ziqqurat», «ziggurat»

Intervento di Carnby »

In effetti l’analogia con tesseratto potrebbe funzionare.
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Lorenzo Federici
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Re: «Ziqqurat», «ziggurat»

Intervento di Lorenzo Federici »

Tesseratto ha altra origine ovviamente, ma in questo caso terrei in considerazione anche il genere. Ziggurat è unicamente femminile, forse per accostamento visivo a piramide, in questo caso la ziggurate, le ziggurati, come se derivasse da un ipotetico vocabolo latino *siguras, siguratis, mi sembra l'alternativa migliore.

Se l'accentuazione piana desse fastidio o risultasse insolita, si potrebbe valutare di aggiungere una n arbitrariamente e ottenere la ziggurante, le zigguranti, che potrebbe essere inizialmente più accettabile vista l'analogia con la figurante, ma non è così assurda in realtà, dato che abbiamo già la nipote e la salute, sempre da -s, -tis in latino.

Se guardiamo poi i vari la palude, l'erede, la mercede, la custode, si potrebbe pensare addirittura a una soluzione come la ziggurade, che sarebbe anche vagamente una parola canguro visto che conterrebbe Ade al suo interno, ma non ne vedo così tanto il bisogno.

Non escluderei nemmeno la ziggurata, le ziggurate, per l'analogia più evidente coi participi passati.

Un'ultima opzione è la zíggura, le zíggura, forse la più sociolinguisticamente accettabile.
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