"In" prognosi riservata

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Fausto Raso
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"In" prognosi riservata

Intervento di Fausto Raso » dom, 14 gen 2007 1:37

I giornali e le varie radiotelevisioni scrivono e dicono sempre che il Tizio è "ricoverato in prognosi riservata". A me sembra un'espressione errata. La "prognosi" non è un reparto ospedaliero come potrebbe essere "ortopedia", "cardiologia" e via dicendo: il Tizio è ricoverato "in" ortopedia. La prognosi, come tutti dovrebbero sapere, indica la durata e l'esito di una malattia o di un trauma. Secondo me si deve dire, correttamente, che il Tizio è ricoverato (in ospedale) con prognosi riservata.
«Nostra lingua, un giorno tanto in pregio, è ridotta ormai un bastardume» (Carlo Gozzi)
«Musa, tu che sei grande e potente, dall'alto della tua magniloquenza non ci indurre in marronate ma liberaci dalle parole errate»

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Intervento di amicus_eius » lun, 15 gen 2007 17:32

Credo che lei abbia pienamente ragione. Prima di buttare completamente l'espressione, credo però si debba tentare di scoprire se l'uso di "in" non sia legittimato da altri usi analoghi, o non sia un semplice arcaismo burocratico cristallizzato.

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Re: "In" prognosi riservata

Intervento di bubu7 » lun, 15 gen 2007 18:19

Fausto Raso ha scritto: A me sembra un'espressione errata.
Secondo me anche in prognosi riservata è un'espressione corretta.
Si tratta di una locuzione ellittica in cui la preposizione introduce uno stato in luogo figurato. La frase: il Tizio è in prognosi riservata equivale a il Tizio è in [uno stato per cui la] prognosi [è] riservata.
La lingua è un guado attraverso il fiume del tempo. Essa ci conduce alla dimora dei nostri antenati.
V. M. Illič-Svitič

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Re: "In" prognosi riservata

Intervento di Fausto Raso » lun, 15 gen 2007 18:29

bubu7 ha scritto: La frase: il Tizio è in prognosi riservata equivale a il Tizio è in [uno stato per cui la] prognosi [è] riservata.
Mi perdoni, bubu7, la sua tesi mi sembra poco convincente. :?
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » lun, 15 gen 2007 18:59

Per una volta devo riconoscermi d’accordo con bubu7, e alla stessa conclusione ero giunto qualche sera fa, senza tuttavia scriverne qui (Barbara m’è teste! :D).

Un’analoga ellissi avremmo, ad esempio, nell’espressione vivere in solitudine (vivere in [uno stato di] solitudine).
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di Fausto Raso » lun, 15 gen 2007 20:39

La tesi secondo la quale "Si tratta di una locuzione ellittica in cui la preposizione introduce uno stato in luogo figurato" non mi convince punto.
Lei e bubu7 direste, quindi, "il Tizio è ricoverato (in ospedale) in prognosi di quindici giorni"?? :lol:
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Intervento di Marco1971 » lun, 15 gen 2007 20:52

Credevo si trattasse della locuzione con/in prognosi riservata... :roll:
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di Federico » lun, 15 gen 2007 23:14

Marco1971 ha scritto:Credevo si trattasse della locuzione con/in prognosi riservata... :roll:
...di cui Fausto vuole dimostrare appunto l'[ingiustificata ]eccezionalità.
Secondo me si tratta bensí di stato in luogo figurato, possibile però solo in quanto prognosi riservata è usato in ambito giornalistico per indicare genericamente le presunte condizioni gravi del malato, cosicché dire «Tizio è ricoverato in prognosi riservata» equivale a dire «Tizio è in ospedale in condizioni gravi».

Fausto Raso
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Intervento di Fausto Raso » mar, 16 gen 2007 1:10

Federico ha scritto:Secondo me si tratta bensí di stato in luogo figurato, possibile però solo in quanto prognosi riservata è usato in ambito giornalistico per indicare genericamente le presunte condizioni gravi del malato, cosicché dire «Tizio è ricoverato in prognosi riservata» equivale a dire «Tizio è in ospedale in condizioni gravi».
Concordo. :D Si dica "è in ospedale in gravissime condizioni" e si usi prognosi solo con riferimento al decorso della malattia: ha una prognosi di cinque giorni.
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Intervento di bubu7 » mar, 16 gen 2007 10:53

Federico ha scritto: ... cosicché dire «Tizio è ricoverato in prognosi riservata» equivale a dire «Tizio è in ospedale in condizioni gravi».
Le due espressioni non sono equivalenti. Una persona può essere in condizioni gravi e la prognosi può essere certa. Viceversa si può essere in condizioni non gravi ed essere in prognosi riservata perché non si riesce ancora a capire la natura del male.
Mettetevi il cuore in pace. La locuzione in prognosi riservata non ha carattere d'eccezionalità ma rispetta normali regole linguistiche codificate dalle grammatiche: l'ellissi e l'uso in senso figurato dello stato in luogo introdotto dalla preposizione in.
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Intervento di Federico » gio, 18 gen 2007 18:01

bubu7 ha scritto:
Federico ha scritto: ... cosicché dire «Tizio è ricoverato in prognosi riservata» equivale a dire «Tizio è in ospedale in condizioni gravi».
Le due espressioni non sono equivalenti. Una persona può essere in condizioni gravi e la prognosi può essere certa. Viceversa si può essere in condizioni non gravi ed essere in prognosi riservata perché non si riesce ancora a capire la natura del male.
Ehm, credevo fosse chiaro che mi riferivo esclusivamente all'uso invalso nella cronaca giornalistica...
bubu7 ha scritto:Mettetevi il cuore in pace. La locuzione in prognosi riservata non ha carattere d'eccezionalità ma rispetta normali regole linguistiche codificate dalle grammatiche: l'ellissi e l'uso in senso figurato dello stato in luogo introdotto dalla preposizione in.
È naturale, però mi pare che abbia ragione Fausto facendo notare che probabilmente non diremmo mai «il Tizio è ricoverato (in ospedale) in prognosi di quindici giorni»: qualche differenza ci sarà pure.

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