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Inviato: gio, 28 mar 2013 22:41
di Souchou-sama
Grazie della precisazione! :) In effetti la frase con cinque era solo un esempio; la domanda riguarda in generale qualsiasi orario «x:y» con 30 < y < 60.

Inviato: ven, 29 mar 2013 0:14
di Don Lisander
Marco1971 ha scritto:
Don Lisander ha scritto: 1) È più consigliabile dire Sono le quattro e mezzo o Sono le quattro e mezza?
È piú consigliabile e mezzo.
Aggiungo questo collegamento.
Perfetto, grazie!

Re: Orari: «son le … meno cinque» vs. «cinque alle …»

Inviato: ven, 29 mar 2013 1:34
di Animo Grato
Io uso abitualmente la forma col meno: tre meno cinque, tre meno un quarto, tre meno dieci.
Freelancer ha scritto:Devo però aggiungere che anche se dalle mie parti si dice normalmente le tre meno cinque, meno dieci, meno un quarto e così via, sarebbe strano dire o sentire le tre meno tre / meno sette / meno sedici ecc. Questo mi sembra, chiaramente, perché quando si vuole essere così precisi è importante l'ora (si sta per perdere un appuntamento importante ad esempio) e quindi è più naturale dire mancano tre minuti / sette minuti / sedici minuti alle tre.
In questi casi io dico rispettivamente due (o quattordici) e 57, e 44. Aggiungo che personalmente avverto una differenza fra tre meno cinque (o cinque alle tre) e due e 55: mentre nelle prime due espressioni (soprattutto nella prima) la presenza di un multiplo di cinque mi porta a pensare a un arrotondamento (e quindi a un'informazione approssimativa), l'ultima non ha margini di tolleranza. In altre parole, se chiedo l'ora a qualcuno e quello mi risponde "le tre meno cinque", non mi sento defraudato se in realtà sono le due e 54 o 56. Se invece dice "le due e 55", devono essere proprio le due e 55.

Re: Orari: «son le … meno cinque» vs. «cinque alle …»

Inviato: ven, 29 mar 2013 8:04
di domna charola
Animo Grato ha scritto: Aggiungo che personalmente avverto una differenza fra tre meno cinque (o cinque alle tre) e due e 55: mentre nelle prime due espressioni (soprattutto nella prima) la presenza di un multiplo di cinque mi porta a pensare a un arrotondamento (e quindi a un'informazione approssimativa), l'ultima non ha margini di tolleranza.
Bella osservazione. Nel campo scientifico, è il concetto di "precisione della misura", ovvero, se dico che un tavolo è lungo "un metro e venti" significa che può essere fra 115 e 125 cm, poichè ho approssimato all'ordine di grandezza del dm; viceversa se specifico i centimetri, il che indica una maggiore "precisione" della misura.
Se consideriamo i cinque minuti come entità discreta, sottomultiplo dell'ora (percezione sostenuta da molti orologi che mostrano solo le tacche dei cinque minuti), il ragionamento è analogo: approssimo ai cinque minuti, ma se scendo alla precisione del minuto, minuto deve essere!

Per tornare al quesito iniziale, io dico e sento dire in casa abbastanza indifferentemente "cinque all'una" o "una meno cinque". Forse in accordo con la totale assenza di pedigrì linguistico... nonna di Venezia, nonno di Catania, padre bresciano, nata a Milano, cresciuta a Sanremo, quasi-bergamasca valligiana per motivi di lavoro... comunque prevale "a Nord del Po"...

A Venezia mia nonna diceva "un boto" per l'una, e "do boti" per le due, non ricordo la forma analoga per le tre.

Inviato: sab, 30 mar 2013 8:19
di SinoItaliano
Souchou-sama ha scritto:Grazie della precisazione! :) In effetti la frase con cinque era solo un esempio; la domanda riguarda in generale qualsiasi orario «x:y» con 30 < y < 60.
Io direi 40 ≤ y < 60. Infatti con 35 minuti si dice semplicemente le due e trentacinque. Non ho mai sentito le tre meno venticinque (o forse dalle sue parti è comune dire venticinque alle tre?).
Infatti dai quaranta minuti in poi, si comincia la sottrazione (come hanno detto gli altri: approssimata al multiplo di cinque minuti).

Per la variante «settentrionale» sarei curioso di sapere come s'inserisca nella frase completa. Son(o) le cinque alle tre? Oppure Mancano cinque (minuti) alle tre?

Inviato: sab, 30 mar 2013 10:01
di Ferdinand Bardamu
SinoItaliano ha scritto:Son(o) le cinque alle tre? Oppure Mancano cinque (minuti) alle tre?
Per quanto mi riguarda, tutt’e due, con una prevalenza della seconda.

Inviato: sab, 30 mar 2013 10:50
di Andrea Russo
SinoItaliano ha scritto: Infatti con 35 minuti si dice semplicemente le due e trentacinque. Non ho mai sentito le tre meno venticinque.
Almeno delle mie parti non è raro sentire manca venticinque alle tre; soprattutto, evidentemente, se è importante il fatto d'avvicinarsi alle tre.

Inviato: sab, 30 mar 2013 11:05
di Infarinato
Una nota a margine: la mancanza di accordo in toscano (cioè manca per mancano) si spiega con quanto ricordato qui (secondo punto).

Re: Orari: «son le … meno cinque» vs. «cinque alle …»

Inviato: sab, 30 mar 2013 11:53
di Jonathan
Animo Grato ha scritto:Aggiungo che personalmente avverto una differenza fra tre meno cinque (o cinque alle tre) e due e 55: mentre nelle prime due espressioni (soprattutto nella prima) la presenza di un multiplo di cinque mi porta a pensare a un arrotondamento (e quindi a un'informazione approssimativa), l'ultima non ha margini di tolleranza. In altre parole, se chiedo l'ora a qualcuno e quello mi risponde "le tre meno cinque", non mi sento defraudato se in realtà sono le due e 54 o 56. Se invece dice "le due e 55", devono essere proprio le due e 55.
Il suo ragionamento non fa una piega; dubito però che tale distinzione venga avvertita e osservata spesso, a parte quando si chiede l'ora esatta in maniera esplicita — e anche in quel caso vatti a fidare degli orologi altrui... :D

Scusate, non ho resistito.

Inviato: sab, 30 mar 2013 15:48
di valerio_vanni
Io solitamente uso la versione estesa (le due e cinquantacinque), ma ho chiesto in casa riguardo alle altre due e mi è stato risposto senza esitazione "cinque alle tre".

Re: Orari: «son le … meno cinque» vs. «cinque alle …»

Inviato: sab, 30 mar 2013 15:55
di Carnby
domna charola ha scritto:A Venezia mia nonna diceva "un boto" per l'una, e "do boti" per le due, non ricordo la forma analoga per le tre.
Questo ricorda la forma toscana il tocco, che io uso ancora, sebbene molti ormai la considerino «non italiana».