*«C’ho»

Spazio di discussione su questioni di grafematica e ortografia

Moderatore: Cruscanti

Avatara utente
G. M.
Interventi: 3250
Iscritto in data: mar, 22 nov 2016 15:54

Re: *«C’ho»

Intervento di G. M. »

G. M. ha scritto: sab, 28 feb 2026 21:48 […] (per cui *gl'ho è più raro di *c'ho).
…Più raro in proporzione rispetto a gli ho e ci ho.
Avatara utente
Infarinato
Amministratore
Interventi: 5730
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 10:40
Info contatto:

Re: *«C’ho»

Intervento di Infarinato »

Millermann ha scritto: sab, 28 feb 2026 21:52 Nel senso che, allora, potremmo scrivere arbitrariamente tj amo, e sarebbe accettabile?
Nel senso che (1) il passaggio da [i] a [j] a ritmo allegro è normalissimo e non c’è bisogno di notarlo e che (2) l’[j] non arriva a palatalizzare (completamente) la [t], quindi il digramma tj non servirebbe nemmeno a denotare (convenzionalmente) un fono terzo. ;)
Millermann ha scritto: sab, 28 feb 2026 21:52 [I]l DiPI indica proprio questa pronuncia (/ˈtjamo/) come la piú consigliata.
Allora, con tutta la stima per il buon Luciano, io mi sarei anche stufato di sentir citare il DiPI come autorità ortoepica suprema… Non è cosí. Di là dalla parziale incoerenza col nostro sistema ortografico, il «neutro moderno» canepariano, al contrario del «neutro tradizionale», è un costrutto in parte artificiale, in quanto frutto, non già della naturale evoluzione della pronuncia tradizionale, bensí dell’ignoranza della stessa o della sua spesso arbitraria semplificazione da parte dei cosiddetti professionisti della voce. A ciò si aggiungano l’estrapolazioni dell’autore (logiche e certo foneticamente ben motivate, ma pur sempre estrapolazioni).

E qui siamo in uno di quei casi, tant’è vero che nella nuova edizione il Canepàri corregge il tiro (e i refusi), e /ˈtjamo/(*) rimane la pronuncia moderna, ma /ˈtamo/ diventa «intenzionale» e /tiˈamo/ è correttamente registrata come tradizionale (seppur «trascurata» in un contesto moderno :roll:).

E nel classificare /ˈtamo/ come «intenzionale» al pari di /masˈpɛtta/ (e quindi presumibilmente come /tasˈpɛtta/), quando dovrebbe essere invece «aulica» (chi dice t’amo oggi fuor di poesia?), sta una delle difficilmente giustificabili estrapolazioni dell’autore. Altre stanno, ad esempio, nel promuovere (in virtú d’un’artificiale coerenza del [neo]sistema?) a «neutro moderno» pronunce schiettamente romane, che —al contrario di altre come léttera— nessun professionista della voce si sognerebbe [per ora] d’usare… D’altra parte, /masˈpɛtta/ e /tasˈpɛtta/ sono del tutto normali (altro che «intenzionali»!) in molte varietà d’italiano (tra cui la toscana), perlomeno a ritmo allegro… cioè lo stesso ritmo che giustificherebbe un /ˈtjamo/. ;)

Per concludere, salve tutte le considerazioni fatte qui, per le mie Tuscae aures c’è una differenza abissale tra ti amo e l’ultimo segmento di sentiamo.
Millermann ha scritto: sab, 28 feb 2026 21:52 Ma ciò che m'interesserebbe sapere da lei, in particolare, è se abbia senso o no l'intuizione (chiamiamola cosí) secondo cui il cambio d'una vocale con una semiconsonante sarebbe assimilabile a una sorta d'elisione «parziale», e quindi ortograficamente meritevole di essere segnalato con un apostrofo aggiuntivo. Ciò giustificherebbe la grafia che vede insieme la j e l'apostrofo proposto da Anaxicrates, che a me sembra la piú leggibile.
L’apostrofo segna un’elisione di una vocale (o, piú di rado, di una sillaba) grafica, cui corrisponde l’elisione di uno o piú fonemi, mentre qui c’è semplicemente un [i] che a ritmo allegro passa a [j], che a sua volta viene immediatamente riassorbito nel [ʧ] precedente: nessuna elisione a livello fonetico, quindi, nemmeno parziale. A livello grafico, ni… ma allora o si scrive cj ho o si scrive qualcosa tipo č’ho, grafia, quest’ultima, assai poco italiana. Oppure, considerando che in alcuni casi (come non ci ho pensato) non solo la pronuncia oscilla (perlomeno in un eloquio molto lento e formale) ma soprattutto nessuno si sognerebbe mai di scrivere ci ho diversamente, si rinuncia a qualsiasi rappresentazione grafica della pronuncia con riassorbimento di [i → j], che è sostanzialmente la posizione del DOP

_____
(*) In questo intervento, per evitare fraintendimenti, seguo fedelmente il modello di trascrizione fone[ma]tica canepariano anche laddove non coincida con quello da me comunemente impiegato.
Intervieni

Chi c’è in linea

Utenti presenti in questa sezione: Google [Bot] e 2 ospiti