Questa del
roux è un'altra di quelle manie contemporanee di dover denominare ogni cosa con nomi esteri (francesi, se legati alla cucina) per «nobilitarli». Analogo è il caso dell'
appareil (miscuglio a base di uova e panna), che mai avrei pensato avesse bisogno d'un nome!
Ma se per
appareil si può accettare
«apparecchio», per
roux la cosa si fa un po' piú complicata. Intanto, sappiamo che
roux, in francese, non è propriamente il «rosso» (quello è
rouge, come c'insegnavano già alle medie): si riferisce piuttosto al rossiccio o, ancor meglio, al rosso dei capelli e, per estensione, alle persone dai capelli rossi.
Proprio per questo m'è venuta in mente una parola dialettale (che talvolta ho sentito, ma non dalle mie parti, poiché appartiene all'area centrale) che significa, appunto, «rosso di capelli» e che mi sembra particolarmente adatta come traduzione italiana di
roux:
«roscio».
«Per la preparazione d'una perfetta besciamella, iniziate a preparare il "roscio": fondete il burro in un pentolino e quindi, fuori dal fuoco, mescolatevi la farina…»
Come vi suona?

Sarà per la
-sci- che riprende quella di
besciamella (e il cui suono è presente anche in altre specialità culinarie d'oltralpe, come la
ganache o la
quiche), sarà per il termine inusuale, ma a me sembra perfetto, in questo contesto: ha proprio l'aria d'un termine tecnico del settore!
E anche il significato ricalca l'originale (ma in un'altra «lingua romanza»); del resto, non è la prima volta che i dialetti si rivelano un'inesauribile fonte cui attingere.
Infarinato ha scritto: mar, 07 apr 2026 11:37
Mi rendo peraltro benissimo conto che forse l’unica proposta con qualche possibilità di riuscita è l’adattamento *
rú (come
ragú per
ragoût).
L'avevo pensato anch'io, ma, in verità, immaginandolo senz'accento grafico: semplicemente *
ru (come
gru e
gnu); lei ritiene che con l'accento sarebbe piú accettabile, magari come coniazione popolare?
