«Ginkgo»

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Daphnókomos
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«Ginkgo»

Intervento di Daphnókomos »

GRADIT:
ginkgo /'dʒingo/ (gink·go) s.m.inv. TS bot. [1815; dal lat. scient. Ginkgo, dal giapp. gin ichō, comp. di gin "argenteo" e ichō "albero di ginkgo"] albero del genere Ginkgo, originario della Cina, coltivato come pianta ornamentale | con iniz. maiusc., genere della famiglia delle Ginkgoacee cui appartiene una sola specie comunemente detta ginco DER. ginkgoacea (v. etim.), ginkgoata (v. etim.), ginkgoina (v. etim.), ginkgolide SIN. salisburia.
ginco /'dʒinko/ (gin·co) s.m. TS bot.com. [1834 nella var. ant. gingo; da ginkgo] grande albero del genere Ginkgo (Ginkgo biloba) originario della Cina, con foglie a ventaglio e frutti globosi dall'odore disgustoso □ (13).
salisburia /saliz'burja/ (sa·li·sbu·ria) s.f. TS bot. [1895; dal lat. scient. Salisburĭa, der. di Salisbury, nome del botanico inglese R.A. Salisbury, sec. XVIII] ➛ ginkgo □ (19).
GDLI (qui e qui):
Ginkgo, v. GINCO.
Ginco (gingo, ginkgo, ginko), sm. (plur. -chi). Bot. Genere di conifere della classe Ginkgoine (Ginkgo biloba), originario della Cina; è un albero alto fino a 30 m, con due tipi di rami, lunghi e brevi, foglie piccole, a forma di flabelli, incise, spesso a due lobi; i fiori sono dioici, il seme è una drupa con polpa di odore disgustoso (ma la mandorla, abbrustolita, è commestibile); la fecondazione avviene per mezzo di spermi for­niti di molti cigli, originati in numero di due per ogni granello di polline.
Tramater [s. v.]: ′Gingo′, specie unica di questo ge­nere indigeno del Giappone, che è un albero la cui cor­teccia è grigia, e quella dei rami glabra e giallognola… Quest'albero ha rapporti coi noccioli e coi pistacchi. Forse in Europa non trovansi che degl'individui maschi. Linneo lo chiamò ′Ginko biloba′ per le foglie a due lobi; ora tutti hanno adottato la denominazione di ′Salisburia adianthifolia′.
= Voce dotta, lat. scient. gingko, da una voce giap­ponese (cfr. GINKGOINE).
Treccani:
ginco s. m. [dal nome lat. scient. del genere Ginkgo, e questo da una voce giapp.] (pl. -chi). – Pianta gimnosperma (lat. scient. Ginkgo biloba), unica rappresentante della classe ginkgoate, originaria della Cina, che costituisce una specie di fossile vivente e viene spesso coltivata per ornamento anche in Italia: è un albero alto fino a una trentina di metri, con due sorte di rami, lunghi e brevi, foglie flabelliformi, fiori dioici, frutto (che è propr. un seme) a drupa con polpa di odore disgustoso.
Si veda anche il DOP.
Avatara utente
G. M.
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Re: «Ginkgo»

Intervento di G. M. »

Ho finalmente letto da dove viene quel bizzarro gruppo -nkg-: fu un errore per quello che oggi sarebbe scritto ginkyō.
Avatara utente
Millermann
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Iscritto in data: ven, 26 giu 2015 19:21
Località: Riviera dei Cedri

Re: «Ginkgo»

Intervento di Millermann »

Trovo quantomeno strano che GRADIT, GDLI e Treccani mettano a lemma l'adattamento ginco e considerino secondaria o antiquata la grafia gingo.

Per quanto riguarda la pronuncia, il DOP indica, logicamente, [ˈʤiŋɡo], invece il DiPI consiglia /ˈʤinko/, mentre /ˈʤinɡo/ è ritenuta «accettabile».

Spulciando il corpus gugoliano, mi sembra che la grafia ginco (in riferimento a questa pianta) sia inesistente; si trovano, invece, alcune occorrenze di gingo biloba e gingo del Giappone.

Si noti, di passata, che perfino l'unico esempio citato dal GDLI alla voce ginco riguarda… gingo:P

In realtà, la grafia semplificata piú diffusa non è ginco ma ginko, che, oltre a non essere pienamente italiana, sembra, a mio parere, la forma adattata di *gingko e non di ginkgo. E questo problema si verifica ugualmente con ginco; proprio per questo motivo, gingo mi sembra l'unica grafia davvero corretta. Che ne pensate? :)
In Italia, dotta, Foro fatto dai latini
Avatara utente
G. M.
Interventi: 3324
Iscritto in data: mar, 22 nov 2016 15:54

Re: «Ginkgo»

Intervento di G. M. »

Millermann ha scritto: lun, 15 giu 2026 10:50 Spulciando il corpus gugoliano, mi sembra che la grafia ginco (in riferimento a questa pianta) sia inesistente […].
Forse c'è stato qualche problema tecnico nel sistema quando ha fatto la ricerca, perché, a parte qualche errore per giunco, in questo momento io vedo svariate attestazioni, anche recenti… Certo, non moltissime.

Ricordi che i dati in Ngram Viewer non corrispondono sempre con quelli dei libri concretamente visibili nel corpo. :wink:
Millermann ha scritto: lun, 15 giu 2026 10:50 In realtà, la grafia semplificata piú diffusa non è ginco ma ginko, che, oltre a non essere pienamente italiana, sembra, a mio parere, la forma adattata di *gingko e non di ginkgo. E questo problema si verifica ugualmente con ginco; proprio per questo motivo, gingo mi sembra l'unica grafia davvero corretta. Che ne pensate? :)
Considerando quanto è malfatta la latinizzazione a monte, non baderei troppo alla correttezza dell'adattamento… A qualcuno, fra l'altro, potrebbe anche piacere che ginco sia più simile (che gingo) al vocabolo giapponese originale.

Capisco comunque la logica del suo ragionamento. Personalmente non ho una chiara preferenza e mi vanno bene un po' entrambe le forme. :)
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