Uso degli articoli in italiano antico

Spazio di discussione dedicato alla storia della lingua italiana, alla sua evoluzione e a questioni etimologiche

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Apothikon
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Uso degli articoli in italiano antico

Intervento di Apothikon »

Buongiorno,
sto cercando di comprendere quali norme (o consuetudini) regolavano la scelta degli articoli nell'italiano antico.
Mi è venuta questa curiosità iniziando a leggere il Novellino, nel quale ho notato una decisa preponderanza, rispetto all'uso corrente, di lo e li, in luogo di il, i e gli, nonché di uno invece di un.
Tuttavia, mi sembra che quest'uso non sia del tutto sistematico, o quantomeno non mi sembra evidente quali siano i contesti in cui erano ammissibili (o obbligatori) il, i, gli o un.

In una risposta di Luca Serianni, pubblicata sulla Crusca per Voi n° 12 (aprile 1996) e ripubblicata nel volume La Crusca risponde. Dalla carta al web (1995-2005) (a cura di Marco Biffi e Raffaella Setti, 2013, Le Lettere, Firenze) alle pp. 28-29, si legge:
L'attuale distribuzione di lo e il è il risultato di complessi fenomeni di assestamento, che hanno lasciato immutato dalle origini sino ad oggi solo l'uso – obbligatorio e incontrastato – della forma elisa l' davanti a parola cominciante per vocale […]. Davanti a consonante le cose sono molto più complicate. Basterà dire che nell'italiano antico la scelta tra il e lo dipendeva sostanzialmente non dalla parola seguente ma dalla parola precedente: se questa terminava per vocale, l'articolo era ilPoi ch'èi posato un poco il corpo lasso»); se terminava per consonante, l'articolo era loMi volsi a retro a rimirar lo passo»): un relitto dell'antica servitù sopravvive nelle locuzioni cristallizzate per lo meno e per lo più, che in base alla norma vigente dovrebbero sonare *per il meno e *per il più. […].
Questo però determinerebbe una netta prevalenza di il rispetto a lo, dato che la maggior parte delle parole italiane terminano per vocale. Prevalenza che non mi sembra trovare riscontro nei testi. Chiedo quindi lumi ai più esperti.

Inoltre, sono rimasto stupito dall'incontro con forme quali lo 'mperadore, lo 'ngegno ecc.
Si tratta di semplici alternative stilistiche rispetto a l'imperadore e l'ingegno, oppure di forme arcaiche poi sostituite dalla norma odierna?
valerio_vanni
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Re: Uso degli articoli in italiano antico

Intervento di valerio_vanni »

E' curiosa la scelta dell'articolo in base alla parola precedente.
Come va inteso il "sostanzialmente non"?

Che dove oggi abbiamo lo ci sarebbe il, a prescindere da quello che segue?
Oppure le due regole si combinano, per cui ci sarebbe comunque lo?
Apothikon
Interventi: 25
Iscritto in data: mer, 05 ago 2026 11:25

Re: Uso degli articoli in italiano antico

Intervento di Apothikon »

Ho trovato questo articolo che aiuta a dirimere la questione con un'analisi del corpus letterario più antico.
Ecco perché il Serianni scriveva che «davanti a consonante le cose sono molto piú complicate».
Peraltro, proseguendo con la lettura del Novellino mi sono reso conto che la prevalenza di lo rispetto a il, pur essendo reale, è meno eclatante di quanto mi fosse sembrata a prima vista.
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