E già

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Daniele
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E già

Intervento di Daniele »

L'ho letto ieri su un quotidiano: "E già, perché Romano Prodi…"
Si doveva scrivere Eh già, vero? O ancora meglio Eh, già. Ho letto E già altre volte, e ho l'impressione che questa forma cerchi di farsi largo… Mi confermate che è sbagliata?

Ehm… forse dovevo inserire il quesito in Grafematica? :oops:

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Infarinato
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Re: E già

Intervento di Infarinato »

Daniele ha scritto:L'ho letto ieri su un quotidiano: "E già, perché Romano Prodi…"
Si doveva scrivere Eh già, vero? O ancora meglio Eh, già. Ho letto E già altre volte, e ho l'impressione che questa forma cerchi di farsi largo… Mi confermate che è sbagliata?
Sí, è sbagliata. Basta pensare alla pronuncia (oltre che, ovviamente, al significato): «e già» /edZ'dZa/ ~ «eh già» /,E(:) 'dZa/, /,e(:) 'dZa/.

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

E conferma – se ce ne fosse bisogno – delle giustissime parole d’Infarinato si trova nel DISC (Dizionario Italiano Sabatini-Coletti), alla voce già:

“Si è dileguato con tutte le sue promesse” “Eh già! Dovevamo immaginarlo”; “Lascia decidere a lui” “Eh già, cosí mi taglia fuori da tutti gli sviluppi dell’affare!”

Ma non bisogna piú stupirsi di quello che si vede scritto nei giornali.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Federico
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Intervento di Federico »

Probabilmente non si percepisce piú il valore autonomo di quell'eh rispetto al già.
Dunque, trovo quest'espressione nel DISC (già citato da Marco):
8 estens. Assoluto, o preceduto da un'interiezione, ha valore di affermazione, è vero, appunto, sì, infatti (derivato da una frase di risposta del tipo “lo sapevo già”); esprime accettazione sincera o ironica, con varie sfumature: “Vorrei venire a trovarti ma non mi hai dato l'indirizzo” “Già!”; “Lascia decidere a lui” “Eh già, così mi taglia fuori dall'affare!”; ripetuto “Già, già” indica rassegnazione
(Il Garzanti scopiazza.)
Il Treccani invece distingue, e non la mette in
2. Isolato, esprime assenso o conferma: [...] anche ripetuto: già, già, è proprio vero. [...] può esprimere concessione forzata [...], dubbio [...], ironia [...], equivalendo in quest'ultimo caso anche a negazione [...].
ma in
3. Con valore puramente rafforzativo: io non ci devo pensare più a quel poverino. Già si vede che non era destinato (Manzoni); eh, già, dovevo immaginarmelo!; spec. se preceduto da non: ho detto così per dire, non già per offenderti; e in correlazione con ma: ti consiglio non già come tuo direttore, ma come amico.
Non sono del tutto convinto della funzione meramente rafforzativa di quel già, dal momento che eh già è spesso detto ironicamente o con rassegnazione ecc., accezioni di già n. 8 del DISC e n. 2 del Treccani; se fosse cosí però non sarebbe a maggior ragione opportuna l'univerbazione? Sarebbe coerente colla pronuncia della locuzione?

Ah, però vedo che la e anche per Infarinato può essere aperta o chiusa; non credo però che ci sia normalmente una pausa, ed è per questo che in genere non si trova virgola (almeno ultimamente: forse la discordanza di DISC e Treccani su questo punto dipende proprio dalla cronologia).

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Daniele
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Iscritto in data: sab, 15 dic 2007 23:18

Intervento di Daniele »

Grazie!
Confesso che leggendo i vostri interventi mi sento sempre un ignorante.
Comunque, anch'io ho sempre pensato che sia giusto scrivere Eh già anche per la pronuncia, come giustamente nota Infarinato. Ma il fatto è che credo che chi scrive E già pensi proprio che sia giusto mettere una congiunzione. Forse in qualche regione Eh si pronuncia chiuso, e da qui la confusione.
E adesso vado a porvi un altro quesito, in Sintassi. :)

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