«Spatafiata»

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«Spatafiata»

Intervento di Federico » gio, 03 dic 2009 3:00

Una spatafiata è un po' come un papiro, cioè un «Documento, o in genere foglio di carta scritta o stampata, per lo più prolisso e noioso» (Treccani), ma una spatafiata è meno seria di un papiro, e spesso è illogica, incoerente e fuori luogo, oltre che lunga e prolissa in modo incongruo.
Il termine è registrato da qualche parte?

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Intervento di Marco1971 » gio, 03 dic 2009 18:45

Ho trovato solo, nel Battaglia, il termine antico spataffiata ‘dichiarazione solenne e pomposa’, derivato da spataffio, voce dialettale per ‘epitaffio’.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di Fausto Raso » gio, 03 dic 2009 19:14

Il termine si trova anche in questo libro (non so, però, con quale significato).
«Nostra lingua, un giorno tanto in pregio, è ridotta ormai un bastardume» (Carlo Gozzi)
«Musa, tu che sei grande e potente, dall'alto della tua magniloquenza non ci indurre in marronate ma liberaci dalle parole errate»

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Intervento di u merlu rucà » gio, 03 dic 2009 22:28

Spatafiada sf. (lombardo) 'Scritto lungo e noioso con pretese di solennità'. Degradazione del significato del latino epitaphium 'iscrizione sepolcrale'. Il mutamento della i atona in a è per assimilazione, come è avvenuto nel toscano pataffio 'epitaffio' e nel piacentino patafia 'grande cartello attaccato ai muri delle vie' (pataffio anche in italiano).

Cortelazzo-Marcato Dizionario etimologico dei dialetti italiani.

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Intervento di Federico » ven, 04 dic 2009 19:24

Grazie. Abbiamo dunque un termine antico ma propriamente italiano (e perciò registrato dal Battaglia) che solo in Lombardia è tuttora in uso, però con un significato estensivo/ironico?

Peraltro, anche la definizione del Cortelazzo-Marcato potrebbe essere superata, e lo «Scritto lungo e noioso» aver perso anche le «pretese di solennità»: questo potrebbe suggerire, visto che è stato citato, anche l'esempio della frase di Bukowski, dove si parla solo di testi molto lunghi (interi libri) prodotti in automatico da macchine. Del resto trattandosi di Bukowski può darsi che il traduttore (che non conosco) abbia usato apposta un termine dialettale pur sapendo che è tale, o senza pensare che è tale, o con un significato diverso da quello solito... Insomma, avevo evitato l'esempio perché mi confonde soltanto.

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