«Kite surf»

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«Kite surf»

Intervento di Marco1971 » dom, 10 set 2006 17:50

Detto anche fly surf, è una «pratica sportiva che consiste nel muoversi sulla superficie dell’acqua su una tavola da surf sfruttando la spinta di una sorta di grosso aquilone» (GRADIT, Supplemento).

Sul modello del castellaniano velopattino (windsurf), proporrei deltapattino. :D In fondo abbiamo già il deltaplano, oltre al ciclopattino e al monopattino...

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Intervento di Federico » lun, 11 set 2006 15:36

Inevitabile contrapporre a una serie un'altra serie, perciò bene deltapattino, ma pure il piú semplice tavola ad aquilone (che personalmente preferisco, come sempre).

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Intervento di Marco1971 » lun, 11 set 2006 17:53

Lo svantaggio di tavola a aquilone, oltre alla lunghezza, è che non permette derivazioni. Invece da deltapattino si fa deltapattinare, deltapattinista, deltapattinistico.

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Intervento di Federico » lun, 11 set 2006 22:35

Certo. Infatti tavola ad aquilone serve solo a chi non sente il bisogno di risparmiare fiato (come me), e che quindi potrà eventualmente dire andare in tavola ad aquilone, gli appassionati della tavola ad aquilone ecc.

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Intervento di Marco1971 » mar, 12 set 2006 0:05

È rassicurante che ci siano persone come lei, pronte a adottare anche le circonlocuzioni. Ma non le sembra che tavola a aquilone (per me la d eufonica qui è disfonica) sia un po’ pesante? Ci sarebbero gli appassionati, ma come chiamerebbe i professionisti? Bisogna trovare un termine che incontri il favore del pubblico e che questo lo giudichi adatto a sostituire kite surf. Di solito, i sostituti che, storicamente, hanno attecchito (o dobbiamo, anche qui, ammettere l’ausiliare ‘essere’?) sono stati concisi. Deltapattino, secondo me, còniuga il breve col tecnico. :)

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Intervento di Federico » mar, 12 set 2006 0:36

Marco1971 ha scritto:È rassicurante che ci siano persone come lei, pronte a adottare anche le circonlocuzioni. Ma non le sembra che tavola a aquilone (per me la d eufonica qui è disfonica) sia un po’ pesante? Ci sarebbero gli appassionati, ma come chiamerebbe i professionisti?
«Coloro che vanno in tavola a[d] aquilone», semplicemente. :)
Marco1971 ha scritto:Bisogna trovare un termine che incontri il favore del pubblico e che questo lo giudichi adatto a sostituire kite surf. Di solito, i sostituti che, storicamente, hanno attecchito (o dobbiamo, anche qui, ammettere l’ausiliare ‘essere’?) sono stati concisi. Deltapattino, secondo me, còniuga il breve col tecnico. :)
Ma io sono perfettamente d'accordo: la sua proposta è ottima proprio per questo.
Solo che a me va benissimo anche usare qualche parola in piú, perciò mi sembra opportuno aggiungere alla lista la circonlocuzione per coloro che come me non ritengono tanto preziosi i propri polmoni.

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Intervento di Roberto Crivello » mar, 12 set 2006 0:42

Marco1971 ha scritto:...tavola a aquilone (per me la d eufonica qui è disfonica)...
Perché è disfonica? Non c'è nessun'altra d nelle vicinanze.

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Intervento di Marco1971 » mar, 12 set 2006 0:49

Come a lei suona antiquato l’adattamento, cosí a me suona poco moderna quest’aggiunta. E Manzoni le tolse quasi tutte nella revisione del suo romanzo.

Relatività del tutto, onda dopo onda. :)

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Intervento di Roberto Crivello » mar, 12 set 2006 1:07

Marco1971 ha scritto:Come a lei suona antiquato l’adattamento, cosí a me suona poco moderna quest’aggiunta. E Manzoni le tolse quasi tutte nella revisione del suo romanzo.

Relatività del tutto, onda dopo onda. :)
Ma cosa c'entra la modernità con l'eufonia? Mi sembra che lei faccia confusione.
Devo premettere che io sono per l'eliminazione della d (dis/eu)fonica quanto più possibile. È però anche vero che si contano sulle punta delle dita le persone che non la usano mai eccetto nell'incontro tra due vocali identiche, come nel nostro caso. Bruno Migliorini stesso, che ha proposto la regola, ogni tanto inserisce la d eufonica anche nell'incontro tra vocali diverse. Insomma, la d eufonica scappa ogni tanto al 99% degli scriventi. Mi è capitato di vederla anche negli scritti di Giacomo Devoto, che non la usa quasi mai e il più delle volte non la usa neanche nell'incontro tra vocali identiche. Che però la si trovi disfonica in un caso come questo dove di disfonia non se ne vede traccia - a meno che lei non mi dimostri il contrario - è un po' buffo.

P.S. A me l'adattamento non suona antiquato, bensì semplicemente strano. Ma pur essendo impressione soggettiva, mi conforta il pensiero che è condivisa dalla maggior parte dei parlanti, che infatti non lo praticano.

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Intervento di Marco1971 » mar, 12 set 2006 1:20

Ma quale confusione? Direi che si tratta di gusto, o, piú precisamente, di buon gusto.

Non vedo cosa ci sia di buffo, ma certamente me lo espliciterà.

Vede, io sono condizionato dalla mia formazione, e dalle cose apprese dal mio maestro, allievo proprio del Migliorini, come ho ripetuto oltre il dovuto. E il mio maestro diceva proprio che le d eufoniche non si usano piú. ;)

P.S. Sugli adattamenti, allora, ha già fatto (per me) un passo avanti! :)

P.P.S. La maggior parte dei parlanti non è un punto di riferimento, mi scusi, ma dovevo aggiungerlo: che una moda sia in corso è innegabile; ma che si accetti cosí senza reagire, per me è un segno di povertà spirituale, prima che linguistica.

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Intervento di Roberto Crivello » mar, 12 set 2006 1:38

Marco1971 ha scritto:Ma quale confusione? Direi che si tratta di gusto, o, piú precisamente, di buon gusto.
Continuo a non capire: se è questione di gusto, mi sa spiegare o no in base a quale criterio cassa la la d eufonica nel caso in oggetto? Stride forse? O che altro? Se invece lo fa solo per applicazione automatica di una regola appresa da un insegnante (vedi sotto) allora mi accontento di questa spiegazione.
Marco1971 ha scritto:E il mio maestro diceva proprio che le d eufoniche non si usano piú. ;)
Mi sembra che assomigli a uno di quelle tante regole senza fondamento che venivano (vengono?) insegnate: non si comincia un periodo con il gerundio, non si comincia con una E e così via.
Non bisogna mai essere assolutisti. Migliorini non ha detto che la d eufonica non si deve mai usare, bensì ha suggerito - e concordo con lui - che sarebbe bene usarla solo nell'incontro tra vocali uguali. Ripeto, Migliorini stesso la usa ogni tanto, sembra quindi che non riuscisse a conformarsi sempre alla regola da lui stesso proposta!
Marco1971 ha scritto:P.S. Sugli adattamenti, allora, ha già fatto (per me) un passo avanti! :)
Questa non l'ho capita.
Marco1971 ha scritto:P.P.S. La maggior parte dei parlanti non è un punto di riferimento, mi scusi, ma dovevo aggiungerlo: che una moda sia in corso è innegabile; ma che si accetti cosí senza reagire, per me è un segno di povertà spirituale, prima che linguistica.
Invece la maggior parte dei parlanti è senz'altro un punto di riferimento, quando la maggior parte si identifica con l'uso. Lo diceva - sono sicuro che lei lo sa - lo stesso Manzoni che lei porta a esempio.
E lo scomparsa dell'adattamento non è una moda, è una tendenza, rilevata e riconosciuta da tutti - o dovrei dire quasi tutti? - gli osservatori della lingua.
Non confonda la scomparsa dell'adattamento con l'abuso degli anglismi, so che ha questo in mente, certamente tra i due esiste una relazione, ma è di causa ed effetto, di influenza reciproca o di semplice concomitanza? Ecco qualcosa che varrebbe la pena di studiare, anziché lanciarsi in geremiadi sulla povertà linguistica e spirituale dei parlanti.

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Intervento di Marco1971 » mar, 12 set 2006 12:32

Roberto Crivello ha scritto:E lo scomparsa dell'adattamento non è una moda, è una tendenza...
No: è un trend. :mrgreen:

Comunque qui siamo fuori tema. Se vuole una mia risposta alle sue domande, apra un nuovo filone nell’apposita sezione. Altrimenti, qui, mi parli di deltapattino – senza infantilismi.

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Intervento di Federico » mar, 12 set 2006 14:50

A me sembra che la d eufonica sia questione di gusti: attualmente sembra che sia obbligatorio metterla praticamente sempre (e per non sbagliare la si mette anche prima dei segni di punteggiatura), ma non credo che Marco applichi una regola uguale e opposta; nel mezzo c'è tutta una varietà di preferenze personali.
Ad esempio, a me danno un po' fastidio quelle tra a di fila; se non vogliamo mettere la d e rinunciamo a mantenere una separazione netta, tanto vale compiere un'univerbazione: tavolaquilone; ma abbiamo già deltapattino, perciò non ci servono altri sostantivi.

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Intervento di Roberto Crivello » mar, 12 set 2006 17:10

Marco1971 ha scritto:
Roberto Crivello ha scritto:E lo scomparsa dell'adattamento non è una moda, è una tendenza...
No: è un trend. :mrgreen:

Comunque qui siamo fuori tema. Se vuole una mia risposta alle sue domande, apra un nuovo filone nell’apposita sezione. Altrimenti, qui, mi parli di deltapattino – senza infantilismi.
Infantilismi? Se non ha le risposte, Marco, almeno cerchi di mantenere la calma.

Su *deltapattino, ossia sulla solita solfa, non ho niente che voglia dire.

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