«Totem»

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methao_donor
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«Totem»

Intervento di methao_donor »

Noto l'assenza di "totem" nella lista.
Come vi comportate con questo termine?
A quanto ho capito, l'uscita in -m è accettabile (anche se non me ne vengono in mente occorrenze in parole italiane).
Cionondimeno, direi che sarebbe semplice e pacifico adattarlo. O no?
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Sarebbe. Ma se propongo tòtemo prevedo un bocío interminabile... ;)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
methao_donor
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Intervento di methao_donor »

Mi sorge un dubbio tuttavia. C'è una ragione di adattare in -o piuttosto che in -e (o viceversa)?
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Come dice il Castellani:
A -o è preferibile -e nel caso degli anglicismi radicati nell’uso da tempo, nei quali la pronuncia popolare toscana e del resto dell’Italia centro-meridionale, che non tollera uscite in consonante, fa sentire una e finale (filme, sporte e simili).
Totem è nell’uso dal 1854 ma non è tra le circa 7050 parole del vocabolario di base (cfr Tullio De Mauro), non è insomma una parola d’uso proprio quotidiano; inoltre le parole in -eme sono 42 (di cui nessuna sdrucciola, se non erro), mentre quelle in -emo sono 81 (con lo sdrucciolo èremo, oltre a neottòlemo). Per questo preferisco tòtemo a tòteme o tòtemme.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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Roberto Crivello
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Intervento di Roberto Crivello »

Marco1971 ha scritto:...la pronuncia popolare toscana e del resto dell’Italia centro-meridionale, che non tollera uscite in consonante...
Da correggere come segue: ...che decenni fa non tollerava uscite in consonante...

Riguardo a totem si può poi fare qualche considerazione spicciola: si consideri l'aggettivo totemico, formato con il suffisso -ico che nell'italiano moderno permette di coniare nuovi aggettivi di relazione da sostantivi senza connotazioni accessorie e morfologicamente si può unire a parole comuque terminate (vedi Migliorini, Fortuna moderna degli aggettivi in -ico), quindi ad esempio film --> filmico, islam --> islamico, totem --> totemico.

È così ovvio che totem resti invariato per la quasi totalità dei parlanti che non sarebbe quasi necessario spiegarlo.
:wink:
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Non capisco il senso del suo intervento. Se era per ribadire che alcuni considerano normali le terminazioni consonantiche non ce n’era punto bisogno. ;)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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Roberto Crivello
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Intervento di Roberto Crivello »

Non capisco il senso del suo intervento. Se era per ribadire che alcuni, tra cui lei, considerano anormali le terminazioni consonantiche, non ce n'era alcun bisogno. :wink:
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

E invece il mio intervento ha un senso preciso: rispondeva a una precisa domanda di methao_donor.

Non avrei aperto un filone su totem, che si può tollerare, ma visto che è stato aperto, non potevo non proporre l’adattamento che mi sembra piú acconcio, cioè tòtemo.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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Roberto Crivello
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Intervento di Roberto Crivello »

Vedo che la mia ironia è andata sprecata. Mi riferivo alla sua risposta al mio intervento, non al suo intervento iniziale, del tutto legittimo.

Comunque si può osservare che la domanda era "...sarebbe semplice e pacifico adattarlo. O no?"

E la mia risposta sarebbe: no; è più semplice e naturale non adattarlo.
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Roberto Crivello ha scritto:Mi riferivo alla sua risposta al mio intervento, non al suo intervento iniziale, del tutto legittimo.
E il mio terzo è figlio illegittimo? :D
Roberto Crivello ha scritto:Comunque si può osservare che la domanda era "...sarebbe semplice e pacifico adattarlo. O no?"

E la mia risposta sarebbe: no; è più semplice e naturale non adattarlo.
Piú semplice, sí, perché è difficile cambiare la forma d’una parola di cosí lunga data; piú naturale, non direi, non per quanto riguarda gl’italofoni scrii scrii. ;)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
fabbe
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Intervento di fabbe »

Marco1971 ha scritto:E invece il mio intervento ha un senso preciso: rispondeva a una precisa domanda di methao_donor.

Non avrei aperto un filone su totem, che si può tollerare, ma visto che è stato aperto, non potevo non proporre l’adattamento che mi sembra piú acconcio, cioè tòtemo.
A me tòtemo piace.

In ogni modo, sul cosa adattare suggerirei un approccio panlatino.
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Sí, Fabbe, concordo con lei. Tuttavia bisogna anche tener conto del fatto che lingue come lo spagnolo, il portoghese e il francese sono, credo, intrinsecamente piú aperte a certe terminazioni che in italiano tradizionale non sarebbero ammissibili.

Felice di sapere che le garbi tòtemo. :)
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
methao_donor
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Intervento di methao_donor »

Roberto Crivello ha scritto:
Marco1971 ha scritto:...la pronuncia popolare toscana e del resto dell’Italia centro-meridionale, che non tollera uscite in consonante...
Da correggere come segue: ...che decenni fa non tollerava uscite in consonante...
Non sono del tutto convinto di questa sua affermazione. A meno che non quantifichi quanti decenni intende.
Se è vero che oggi si tollera l'uscita in consontante, io posso dirle di conoscere molte persone (tra cui mio padre) che fanno sentire una -e finale.
Riconosco che si tratta solitamente di persone o di "non rinomata" cultura o di una certa età.
Del resto, parlo dalla trentina in su (e non mi sembra lecito dire che un trentenne è tanto vetusto da non essere preso in considerazione), e ancora vale per quei (pochi) giovani che non hanno frequentato scuole superiore.
In realtà, in effetti, direi che a livello popolare la sua affermazione è valida solo per i giovani (effetto televisione o Rete? ).
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Roberto Crivello
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Intervento di Roberto Crivello »

Mi limito a questa osservazione di Bruno Migliorini fatta nel 1938:
...vermut s'è imparato, attraverso la scrittura, a pronunziare con la t finale, e vermutte suona paesano o strapaesano.
Per evitare di ripetere cose già dette, la rimando al filone sul terzo sistema fonologico, in cui si è parlato molto delle terminazioni consonantiche. Mi riprometto di riportare, non appena ne trovo il tempo, alcune illuminanti osservazioni in merito fatte da Gianfranco Folena già nel 1964.
Avatara utente
Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Però bisogna anche ricordare – per chi non ha letto gli articoli – che il Migliorini considerava meteche le parole uscenti in consonante, o di serie B.

E passino pure alcune eccezioni. Quel che si combatte qui è l’abuso, e il compiacimento crescente per quei termini forestieri che entrano, senza filtro, anche nei dizionari.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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