«Paventare»

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Marco1971
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«Paventare»

Intervento di Marco1971 »

Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
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Ferdinand Bardamu
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Intervento di Ferdinand Bardamu »

Dall'articolo sembra non ci siano sufficienti indizi per sostenere l'impropria estensione semantica; se fosse confermata, però, ci troveremmo di fronte a un'altra dimostrazione di sciatteria nel giornalismo.

(Di sfuggita, un'annotazione personale: l'uso, in àmbito giornalistico, del verbo paventare nel significato proprio di «temere» mi pare molte volte un'ostentazione compiaciuta, essendo disponibili molti e meno inutilmente preziosi sinonimi.)

P.S. Sul Devoto-Oli 2002-2003, si marca come improprio l'uso di ventilare nell'accezione di «affacciare in modo vago o quantomeno informale o ufficioso»; la Crusca, invece, lo considera sinonimo di «prospettare». Cosí anche il Treccani in linea.
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Re: «Paventare» *= «ventilare»

Intervento di Infarinato »

Marco1971 ha scritto:Un’insolita estensione...
La segnalava già [con giusta riprovazione] nel 2002 la Castellani Pollidori nel suo «Aggiornamento sulla ‹lingua di plastica›» (SLI 27[2] 2002, 161–96: pp. 194–6).
Ultima modifica di Infarinato in data ven, 31 gen 2014 14:40, modificato 2 volte in totale.
Andrea Russo
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Intervento di Andrea Russo »

Quando ho letto «paventare» pensavo di aver trovato proprio quello che stavo cercando. Qualche tempo fa mi era stato detto di notare un'estensione di questo verbo, che dall'originario «temere» passerebbe a significare «minacciare», in frasi di tipo giornalistico come «il ministro paventò le dimissioni», nel senso appunto di «minacciò di dare le dimissioni».

Questa è ancora un'altra estensione evidentemente (nessuna delle due è riportata nel Devoto-Oli 2012). A dir la verità inizialmente m'era garbata poco, e mi sembrava di non averla mai letta o udita. Eppure ricordo che un docente universitario avesse detto qualcosa come «la riforma paventata da molti»: escluderei sia il significato originario «temere» sia l'estensione «minacciare», e a questo punto credo che il docente abbia usato il termine intendendo qualcosa come «prevedere», «prospettare».
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 »

Salve, Andrea Russo, e benvenuto fra noi! :)

Non so, forse è un refuso dovuto al cambiamento del verbo, ma lo segnalo lo stesso, pregandola di scusarmi se è come sospetto:
Andrea Russo ha scritto:Eppure ricordo che un docente universitario avesse detto qualcosa come...
Qui ci vorrebbe l’indicativo (ricordo che... aveva detto...).
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.
Andrea Russo
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Iscritto in data: dom, 23 ott 2011 22:37

Intervento di Andrea Russo »

La ringrazio per avermelo fatto notare. Sì, si tratta di un refuso.

Grazie del benvenuto!
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