«Su la» ~ «sulla»

Spazio di discussione su questioni di fonetica, fonologia e ortoepia

Moderatore: Cruscanti

Intervieni
Cembalaro
Interventi: 94
Iscritto in data: sab, 02 nov 2013 14:46

«Su la» ~ «sulla»

Intervento di Cembalaro »

Più leggo del raddoppiamento fonosintattico o - come vedo preferito qui - sulla cogeminazione, meno mi par di capire. Devo essere un caso irrecuperabile.
Su + la si legge sulla, giusto? Così ho capito. Se è così, la regola vale anche per l'italiano primosettecentesco? E anche per il napoletano dello stesso periodo?
Vi ringrazio fin d'ora.
Avatara utente
Infarinato
Amministratore
Interventi: 5800
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 10:40
Info contatto:

Intervento di Infarinato »

In realtà, qui il raddoppiamento fonosintattico non c’entra. E la risposta alla sua domanda è senz’altro sí per l’italiano di base fiorentina: in fiorentino le preposizioni articolate che nella grafia italiana moderna presentano una doppia l cominciano a pronunciarsi sempre con /ll/ già dalla metà del Trecento. In parole povere, Dante in alcuni contesti (si veda il sopraccitato articolo di Larson) le pronunciava ancora con /l/ scempia, mentre Boccaccio, comunque le scrivesse, le pronunciava già come noi, i.e. con /ll/ in tutt’i contesti.

Per il napoletano [antico] non mi pronuncio, ma propenderei per la pronuncia scempia…
Cembalaro
Interventi: 94
Iscritto in data: sab, 02 nov 2013 14:46

Intervento di Cembalaro »

La ringrazio molto, la lettura è istruttiva.

Immagino che a saper leggere tra le righe dell'articolo (o forse le righe) si troverebbe anche il motivo per cui lei tende a credere che la pronuncia fosse scempia nel napoletano primosettecentesco. Le dispiacerebbe esplicitarlo?

"A orecchio" direi che le edizioni a stampa presentano per lo più la forma scempia con grafia staccata: de la, mentre i manoscritti sono molto vari e senza particolare prevalenza di una forma sull'altra: de la - dela - della, e perciò io tendevo a pensare che la pronuncia fosse rafforzata.

(ma ormai mi sono rassegnato al fatto che di solito quando tendo a pensare qualcosa in linguistica la realtà è opposta :?)
Avatara utente
Infarinato
Amministratore
Interventi: 5800
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 10:40
Info contatto:

Intervento di Infarinato »

Cembalaro ha scritto:Immagino che a saper leggere tra le righe dell'articolo (o forse le righe) si troverebbe anche il motivo per cui lei tende a credere che la pronuncia fosse scempia nel napoletano primosettecentesco. Le dispiacerebbe esplicitarlo?

"A orecchio" direi che le edizioni a stampa presentano per lo più la forma scempia con grafia staccata: de la, mentre i manoscritti sono molto vari e senza particolare prevalenza di una forma sull'altra: de la - dela - della, e perciò io tendevo a pensare che la pronuncia fosse rafforzata.
Ripeto: non sono un esperto di napoletano, né antico né moderno, quindi prenda le considerazioni che seguono cum grano salis.

In primo luogo, il napoletano è un dialetto centromeridionale e, come tale, non ha subíto la degeminazione consonantica propria della Romània occidentale (e quindi dell’italoromanzo settentrionale) e della Daco-Romània.

In secondo luogo, non essendo un dialetto toscano (fanno eccezione l’aretino-cortonese e, parzialmente, il lucchese) né toscanizzato (romanesco e còrso), non presenta raddoppiamento fonosintattico «regolare» (cioè fonologico), ma solo quello «irregolare» (cioè morfolessicale).

Le consonanti autogeminanti in italiano [ʎ, ɲ, ʃ, ʣ, ʦ] sono tali anche in napoletano (con [ʃ] allofono di /ʃʃ/), che vi aggiunge [b ʤ].

Orbene, ciò premesso, in napoletano sembra tuttora vigere una regola tipo la Donati-Porena-Castellani (si veda in particolare p. 10 dell’articolo collegato)(*). In tal quadro scrizioni quali de la ~ dela ~ della parrebbero testimoniare l’incertezza dello scrivente nel rendere con l’ortografia della lingua nazionale una consonante che nel contesto protonico rimane doppia, ma che altrove non solo si è ridotta a scempia, ma si è addirittura cancellata.

In altre parole: diversamente che nel fiorentino trecentesco, dove (dopo un iniziale scempiamento /-ll-/ > /-l-/ della laterale anteprotonica) c’è poi stato un livellamento analogico /-l- ~ -ll-/ > /-ll-/, in napoletano non solo non c’è stato, ma anzi si è avuta un’ulteriore differenziazione /-l- ~ -ll-/ > /∅ ~ -ll-/.

________________________________
(*) Del resto, la «légge di Porena» vale per il romanesco moderno, il cui trattamento delle preposizioni articolate (e cancellazione della /l/), come si vede anche dal sopraccitato articolo della Bafile, ha molti punti in comune col napoletano.
Avatara utente
Scilens
Interventi: 1097
Iscritto in data: dom, 28 ott 2012 15:31

Intervento di Scilens »

Le rotelline vanno, ma a volte s'inceppano e rallentano. Morfolessicale è equivalente ad analogico? Cioè fondato sull'imitazione e somiglianza?
Saluto gli amici, mi sono dimesso. Non posso tollerare le contraffazioni.
Avatara utente
Infarinato
Amministratore
Interventi: 5800
Iscritto in data: gio, 04 nov 2004 10:40
Info contatto:

Intervento di Infarinato »

Scilens ha scritto:Morfolessicale è equivalente ad analogico? Cioè fondato sull'imitazione e somiglianza?
No, qui equivale sostanzialmente a «etimologico» (e solo occasionalmente analogico), cioè laddove c’era una consonante finale in latino.

È «morfolessicale» perché, non essendoci piú quella consonante in italiano, sincronicamente quel tipo di raddoppiamento fonosintattico può essere unicamente interpretato come una proprietà morfolessicale della parola raddoppiante in questione.
Avatara utente
Scilens
Interventi: 1097
Iscritto in data: dom, 28 ott 2012 15:31

Intervento di Scilens »

La ringrazio, etimologico è chiarissimo :)
Saluto gli amici, mi sono dimesso. Non posso tollerare le contraffazioni.
Intervieni

Chi c’è in linea

Utenti presenti in questa sezione: Bing [Bot] e 1 ospite