«Script»

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Marco1971
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«Script»

Intervento di Marco1971 » mar, 19 ago 2008 23:29

«Programma o sequenza di istruzioni che viene interpretata o eseguita da un altro programma» (GRADIT).

Nella lista abbiamo: sequenza automatica d’istruzioni; programmino, automatismo; copione.

Io non sono informatico, ma penso che se lo fossi non mi andrebbe bene nessuna di queste proposte per sostituire script: una circonlocuzione e tre parole, tra le quali riterrei eventualmente plausibile un copione risemantizzato.

Perché non scritta?
Il Treccani ha scritto:scritta 1. a. Insieme di caratteri, parole, frasi, ecc. scritte su un cartello, un foglio, un muro, una lapide, per lo più allo scopo di informare, indicare, ricordare e sim.
E per il verbo, farei scrittare. Non può funzionare?
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di Daniele » mar, 02 set 2008 0:09

Non si usa listato? C'è nel De Mauro in linea, anche se con un significato un po' diverso. A me pare che sui libri e sulle riviste di informatica listato sia usato proprio per «sequenza di istruzioni».
Visto che nella lista c'è anche copione vorrei proporre di aggiungere sceneggiatura, anche se i traducenti per i significati diversi da quello informatico non mi paiono necessari. Leggo adesso sul Longman che script significa anche alfabeto…

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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » mar, 02 set 2008 0:23

Bentornato, Daniele. :)

Io, per quanto può valere, mi accontento di qualsiasi parola italiana possa fare alla bisogna. E se gl’informatici usano listato per script e tra loro s’intendono, non c’è nulla da obiettare.

Per un’uniformizzazione della terminologia informatica corrente, occorrerebbe però che chi ha il potere di tradurre le interfacce traduca appunto!
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di Daniele » mar, 02 set 2008 0:41

Neanch'io sono un informatico, ma un semplice appassionato. Solo nel corso degli anni mi pare di avere letto spesso listato su libri e riviste. Cercando nei dizionari di informatica in linea ho trovato questa definizione: elenco delle istruzioni che costituiscono un programma e loro eventuale traduzione in codice operativo.

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Intervento di Infarinato » mar, 02 set 2008 10:52

Daniele ha scritto:…mi pare di avere letto spesso listato su libri e riviste. Cercando nei dizionari di informatica in linea ho trovato questa definizione: elenco delle istruzioni che costituiscono un programma e loro eventuale traduzione in codice operativo.
In realtà, listato è listing («[a] printed or displayed copy of a program or the contents of a file» [OED, Additions Series 1997, s.v. «script, vbl. n.²»]), non script («[a] program, esp. a short or simple one, in the form of a sequence of commands stored in a text file that is executable as it stands, without having to be compiled» [OED, Draft Additions November 2004, s.v. «script, n.¹»] …e, talora, traduce semplicemente printout, i.e. «[a] sheet or strip of printed matter produced by a computer or other automatic apparatus» [OED, Draft Revision June 2007, s.v. «printout, adj. and n.»]), ma soprattutto listato, con quella sua desinenza participiale, è un nomen rei actae, cui manca (a mio avviso) quel che di «attivo» insito in script (o perlomeno nella sua accezione informatica attuale). Ovvero, [oggi] possiamo dire [se proprio vogliamo]: ?«ho eseguito un listato», ma non *«il risultato di questo listato». Dovremo dire —e in effetti diciamo: «il risultato di questo programma».

Certo, propriamente, non si tratta nemmeno del «risultato d’un programma», ma dell’esecuzione dello stesso. Il fatto è che programma, etimologicamente/originariamente non cosí dissimile da listato, ha ormai acquisito quel carattere agentale che listato non ha [ancora].

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Intervento di methao_donor » ven, 13 mar 2009 11:35

Un "lista di comandi" è troppo lungo/brutto?
Intervengo, dopo tanto tempo, proprio in questa discussione perché sto appunto lavorando su alcuni script, che in un futuro non troppo (spero) remoto vorrei pubblicare.
Purtroppo, mi pare, proprio script è un anglicismo particolarmente tenace, come dimostra anche questa discussione...
Quel "lista di comandi" mi viene in mente trasponendo il finlandese "komentosarja" (elenco di comandi), e il relativo "komentosarjakieli" (linguaggio di elenco di comandi, alias linguaggio di scripting.
Non è che mi garbi tanto, invero, soprattutto mi sembra poco chiaro a chi vi si imbatte la prima volta.
Ho notato che in ispagnolo si dice guion, qualcuno sa donde viene questa parola, e se ha un corrispondente letterale in italiano?

PS: un saluto agli amici sul foro, spero presto di essere un po' piú libero dagli impegni e fare un saluto piú decente. :)
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Intervento di Marco1971 » ven, 13 mar 2009 12:22

Bentornato, carissimo Methao_donor! :)

Guion o guión in spagnolo vale ‘piano’, ‘copione’ (e anche ‘trattino’). Potremmo dunque avvalerci di copione risemantizzato.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

Brazilian dude
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Intervento di Brazilian dude » ven, 13 mar 2009 14:39

Ho notato che in ispagnolo si dice guion, qualcuno sa donde viene questa parola, e se ha un corrispondente letterale in italiano?
E in portoghese diciamo roteiro. Non capisco perché script sia necessario nelle lingue romanze.

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Intervento di Marco1971 » ven, 13 mar 2009 16:18

Copione or dunque sia. :) Abbiamo anche le espressioni secondo copione ‘come previsto’ e
Il Treccani ha scritto:estens. e fig., parlare, agire a c., senza spontaneità, secondo quanto già stabilito in precedenza, o seguendo indicazioni e prescrizioni esterne.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di methao_donor » mar, 17 mar 2009 7:49

Grazie Marco. :)
Sia copione, allora, però...
Bisogna dire che, fintantoché non entrerà nell' uso (e se lo farà), va detto che non è propriamente trasparente...
Ad esempio, nel mio sito c'è una piccola sezione crediti del tipo:
"impaginazione a cura di... grafica a cura di... "
Se metto semplicemente "copione/i di Tizio Sempronio", sarebbe senza dubbio di difficile comprensione a chiunque non abbia letto questo filone (sottoscritto compreso).
Se si usasse un'aggiunta "di transizione", del tipo copione di comandi?
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Intervento di Marco1971 » mar, 17 mar 2009 15:37

Il Lessico Panlatino di Internet traduce script con sequenza di comandi. E sta bene, ma siamo di nuovo confrontati alla lunghezza della locuzione, che farà sempre preferire lo spiccio script... :(

P.S. Ho dimenticato di precisare che copione è la traduzione letterale di script.
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Intervento di Roberto Crivello » mer, 18 mar 2009 2:14

Marco1971 ha scritto:P.S. Ho dimenticato di precisare che copione è la traduzione letterale di script.
Mi sembra di ricordare, ma non ho provato a cercare i filoni pertinenti, che abbiamo parlato del fatto che quando una traduzione letterale non è un calco, la sua estensione semantica risulta difficoltosa. In questo momento non mi sovvengono molti esempi, anche se l'informatica ne offre parecchi; i due più banali sono, naturalmente, mouse e file per i quali non si sono affermati (o non si è mai fatto il tentativo) topo e incartamento/pratica/documento. Un controesempio è naturalmente window --> finestra.

Sarebbe interessante esaminare quante traduzioni letterali che non siano calchi si sono imposte risemantizzandosi, rispetto ai calchi o ai prestiti integrali.

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Intervento di Marco1971 » mer, 18 mar 2009 21:00

Ricordo che topo in senso informatico era nel DISC prima edizione (1997). Io credo che stia agl’informatici solleciti di buona lingua immettere nell’uso gli equivalenti, che possono anche essere, come per lo spagnolo guión e il portoghese roteiro, calchi semantici.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di Marco1971 » ven, 25 set 2015 18:55

O, ripensandoci (ma so che è tutto vano), perché non il semplice adattamento scripto, con mantenimento del nesso consonantico latino per tenerlo distinto dallo scritto?
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Intervento di Carnby » ven, 25 set 2015 20:40

Marco1971 ha scritto:O, ripensandoci (ma so che è tutto vano), perché non il semplice adattamento scripto, con mantenimento del nesso consonantico latino per tenerlo distinto dallo scritto?
Nel gergo degl'informatici è già attestato scriptino. E comunque... :wink:
Spostandoci dal campo informatico a quello stettamente linguistico, ho notato come sulla Guichipedia si faccia distinzione tra script e alphabet: si dice Latin script ma Italian, French, English alphabet. Per fare un esempio, lo script ([sistema di] scrittura? tipo di alfabeto?) latino moderno ha ventisei lettere, mentre l'alphabet (alfabeto? alfabeto corrente?) italiano ne ha (aveva?) solo ventuno. Quello tedesco aggiunge ä, ö, ü e ß (sebbene non siano sempre considerate lettere distinte); altri alfabeti (norvegese/danese, islandese, croato, turco, vietnamita) aggiungono altre lettere o modificazioni di lettere, pur rimanendo sempre di tipo latino.

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