«Stare» = «trovarsi»
Moderatore: Cruscanti
«Stare» = «trovarsi»
Amici cruscanti, vorrei passare al vaglio un uso di stare che non mi convince piú di tanto, ma che non riesco a condannare su due piedi. Premetto che nel mio italiano regionale non si dice sto malato, sta furioso e affini. Insomma, da noi essere vale essere. Se però stare equivale a trovarsi, allora ne facciamo un grande uso: «Dove stai? Sto a Loreto», «I miei libri stanno sul tavolo», ecc. Vi chiedo dunque: quest'uso di stare tradisce la sua origine centro-meridionale, o le frasi portate a esempio sono italiane a tutti gli effetti?
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Il Treccani dice:
Gli usi locativi di stare e starci non creano particolari problemi, dunque. È consigliabile evitare l'uso di stare per essere, in quanto più fortemente caratterizzato in senso locale, quando si accompagni ad aggettivi indicanti stati d'animo, condizioni psichiche o mentali: sto angosciato, sto nervoso, sto contento.
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Non il Treccani, sibbene il consulente della sezione «Domande e risposte» della sezione «Lingua italiana» del sito della Treccani: è un po’ diverso!Pugnator ha scritto:Il Treccani dice…

Nello specifico, la risposta non è sbagliata, ma è un po’ superficiale: in particolare, non chiarisce all’utente che una frase quale ci stanno tre pesci in italiano normale può voler dire soltanto «ci entrano tre pesci» (e non di piú), non «ci sono tre pesci» (= «vi si trovano»).

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Se chiedo a qualcuno dove sei?, mi aspetto che mi dica una località; se gli chiedo dove stai?, mi aspetto che mi indichi dove alloggia.
L'uso del verbo stare con gli stati d'animo è certamente inelegante, tuttavia è innegabilmente indotto dalla domanda come stai? e ha pure una sua certa ruspantezza, molto accattivante con gli stati d'animo negativi (sto arrabbiato!).
L'uso del verbo stare con gli stati d'animo è certamente inelegante, tuttavia è innegabilmente indotto dalla domanda come stai? e ha pure una sua certa ruspantezza, molto accattivante con gli stati d'animo negativi (sto arrabbiato!).
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Francamente, non credo che la domanda c’entri in alcun modo (del resto, a come stai? si risponde normalmente con un avverbio: sto bene/male etc.): è semplicemente un modulo dell’italiano regionale centromeridionale (non toscano), e —ribadiamolo— non è italiano normale.PersOnLine ha scritto:L'uso del verbo stare con gli stati d'animo è certamente inelegante, tuttavia è innegabilmente indotto dalla domanda come stai? e ha pure una sua certa ruspantezza, molto accattivante con gli stati d'animo negativi (sto arrabbiato!).
Dunque in italiano si dovrà dire sono a Loreto e i libri sono sul tavolo? Ho trovato quest'intervento di Marco nel vecchio fòro della Crusca: il Nostro ci dice che «dove stai?» nel senso di «dove ti trovi?» è inaccettabile nell'italiano sovraregionale, mentre «le forbici stanno nel cassetto», equivalente a «i libri stanno sul tavolo», va piú che bene. Perché questa differenza? Come mai non posso stare da qualche parte ma le forbici possono stare tranquillamente nel cassetto?
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Io direi sono arrabbiato.PersOnLine ha scritto:L'uso del verbo stare con gli stati d'animo è certamente inelegante, tuttavia è innegabilmente indotto dalla domanda come stai? e ha pure una sua certa ruspantezza, molto accattivante con gli stati d'animo negativi (sto arrabbiato!).
Anch'io, e su questo non ci piove.valerio_vanni ha scritto: Io direi sono arrabbiato.
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Come «come mai»? Si rilegga per bene l’intervento di Marco, che la ringrazio di aver richiamato (me n’ero completamente dimenticato!Ivan92 ha scritto:Dunque in italiano si dovrà dire sono a Loreto e i libri sono sul tavolo? Ho trovato quest'intervento di Marco nel vecchio fòro della Crusca: il Nostro ci dice che «dove stai?» nel senso di «dove ti trovi?» è inaccettabile nell'italiano sovraregionale, mentre «le forbici stanno nel cassetto», equivalente a «i libri stanno sul tavolo», va piú che bene. Perché questa differenza? Come mai non posso stare da qualche parte ma le forbici possono stare tranquillamente nel cassetto?

tant’è vero che…[url=http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_12/interventi/5219.shtml.html]Marco1971[/url] (sottolineature mie) ha scritto:Nel senso di «trovarsi in un dato luogo», riferito a oggetti, c’è tra i due verbi una sfumatura: essere esprime la collocazione con riferimento al momento dell’enunciazione, mentre stare denota la collocazione abituale…
Piú chiaro di cosí?[url=http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_12/interventi/5219.shtml.html]Marco1971[/url] (sottolineature sempre mie) ha scritto:[s]e ci si riferisce a persone, il verbo stare, nell’uso moderno neutro […], ha generalmente il senso di «soggiornare», «risiedere», o indica la positura, o, ovviamente, le condizioni di salute.

Quindi, sto a Loreto va benissimo se intendo dire che «ci abito», non se voglio dire che «mi ci trovo in questo momento». Analogamente, i libri stanno sul tavolo è «equivalente» a le forbici stanno nel cassetto se il tavolo costituisce la collocazione abituale di quei libri: cioè, se uso il tavolo a mo’ di libreria; se invece voglio dire che i libri si trovano sul tavolo in questo momento, dovrò dire sono.
Un’ultima parola sul caso della «positura», che è forse il meno ovvio: le frasi dove stai? e sto qui diventano accettabili [anche] in italiano normale se, per esempio, si riferiscono a un gioco fra bimbi, come nel seguente dialogo immaginario:
- — Allora, io sto qui, e tu mettiti lí.
— Dove stai [tu]?
— Sto qui.
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Qui, hanno praticamente copiato l'intervento di Marco.
Riapro il filone e vi chiedo: nel caso in cui ci si riferisse a una struttura, come ci si dovrebbe comportare? Io, normalmente, ricorro a stare: il teatro sta in via Tizio, la scuola sta in via Caio. Anche in questo caso, però, ho l'impressione d'usare il verbo impropriamente. Inoltre, mi riesce difficile collocare astrattamente un edificio in uno dei due insiemi: non è di certo una persona, ma faccio fatica a considerarlo un semplice oggetto, ché non posso prenderlo e spostarlo a mio piacimento.
- marcocurreli
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La scuola è ubicata/situata in via Caio. Quindi qui ci sta «stare» (ma anche «essere», a parer mio).Ivan92 ha scritto: il teatro sta in via Tizio, la scuola sta in via Caio.
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