«Qual’è» e/o «qual è»?

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«Qual’è» e/o «qual è»?

Intervento di Fausto Raso » mer, 23 gen 2019 19:31

Un interessante articolo del prof. Salvatore Claudio Sgroi, dell'Ateneo di Catania, sul non-errore del "qual'è".

Do il collegamento perché il "qual'è" non si apre (errore 400).

https://faustoraso.blogspot.com/2019/01 ... ual-e.html
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Marco1971
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Intervento di Marco1971 » mer, 23 gen 2019 23:00

Quante storie per un apostrofo! L’ortografia, come tutti sanno, è mera convenzione. Ma se si vuole scrivere qual’è, per coerenza, si scriva anche tal’è.

Io, per me, non userò mai l’apostrofo, né in qual è né in tal è. E temo che, in totale mancanza di normatività, non sia molto importante: non c’è piú alcun ente preposto a decretare la legge linguistica, quindi ognuno si regola come vuole.
Ma quella lingua si chiama d’una patria, la quale convertisce i vocaboli ch’ella ha accattati da altri nell’uso suo, et è sí potente che i vocaboli accattati non la disordinano, ma ella disordina loro.

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Millermann
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Intervento di Millermann » gio, 24 gen 2019 10:56

Un apostrofo che per qualcuno rappresenta un mezzo (o una scusa) per poter riconoscere l'altrui ignoranza! ;)

Si potrebbe, forse, far osservare che in italiano, da quanto mi è parso di capire, è [piú] corretto evitare l'apostrofo, se esso non è necessario. In altre parole, l'apocope (se applicabile) ha sempre la precedenza sull'elisione.
Un paio d'esempi evidenti sembra[no] dimostrarlo:
1) I nomi dei mari: cosí come diciamo Mar Ligure, Mar Tirreno, diremo anche Mar Adriatico e non già *Mar'Adriatico. E, ad esempio in una poesia, si dirà «il mar azzurro».
2) Il caso dei verbi servili: come dico saper nuotare, voler vedere, dirò anche saper usare, voler essere. Un ipotetico *poter'entrare sarebbe inguardabile! :P

Ciò m'induce a pensare che qual è e tal è (nonché qual altro, tal altro e simili) non siano sostituibili con le forme con l'apostrofo, anche nei casi in cui ci "vedremmo meglio" un'elisione.
Può esser valido come ragionamento? :)
In Italia, dotta, Foro fatto dai latini

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Intervento di GFR » dom, 24 mar 2019 21:40

Stesso discorso per pur'io quindi?

A me però dispiace vedere tante regolette sulle quali impazzivo da ragazzo andare in pensione.
La poesia è sfuggente al comando/ma so che esiste in ciò che mi circonda/timida basta la cresta di un'onda/per dir che l'attimo si sta annunciando/ A volte il lago mi si apre allorquando/nei suoni colgo il suo canto alla sponda/

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Millermann
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Intervento di Millermann » lun, 25 mar 2019 0:30

GFR ha scritto:Stesso discorso per pur'io quindi?
Si direbbe di sí. Il DOP cosí afferma: «sempre senz'apostrofo, anche davanti a vocale: pur essendo (non pur'essendo)». :)
In Italia, dotta, Foro fatto dai latini

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GFR
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Intervento di GFR » lun, 25 mar 2019 21:33

Grazie della segnalazione.

Nonostante tutto preferisco rimanere a presidiare la vecchia trincea del «senz'apostrofo». :)
La poesia è sfuggente al comando/ma so che esiste in ciò che mi circonda/timida basta la cresta di un'onda/per dir che l'attimo si sta annunciando/ A volte il lago mi si apre allorquando/nei suoni colgo il suo canto alla sponda/

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