«Set»

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Ferdinand Bardamu
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«Set»

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Apro questo filone per chiedervi come tradurreste set nell’accezione usata nel settore dei giocattoli, in particolare delle costruzioni. Per fare qualche esempio, esistono diversi set tematici, con ambientazioni ispirate a pellicole di supereroi, saghe cinematografiche, ecc.

Sul sito della Lego, set è set in «italiano» e stranamente anche in ispagnolo; in francese invece è ensemble e in portoghese conjunto. Considerando che set designa ogni singola confezione, serie sarebbe adatto? Io ho qualche dubbio. E del resto nemmeno gruppo, complesso e insieme mi convincono. Che dite?

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G. M.
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Re: «Set»

Intervento di G. M. »

Assortimento? Ha un po' il problema di tutti gli altri... 🤔

Avatara utente
Ferdinand Bardamu
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Re: «Set»

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Sí, in effetti. Se dovessimo seguire l’esempio di francese e portoghese, direi insieme, ma non mi entusiasma…

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Infarinato
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Re: «Set»

Intervento di Infarinato »

Non è un sinonimo perfetto, ma, quando il contesto lo consente, io userei linea (n. 24).

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Millermann
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Re: «Set»

Intervento di Millermann »

Focalizzandosi sui prodotti Lego, presi a esempio, è anche importante cercare di capire che cosa si intenda, comunemente, con la parola set; nella classificazione dei prodotti si usano già, infatti, anche i termini linea e serie.

Dalla Guichipedia:
La linea Lego City , nota anche come Legoland, Lego Town e Lego World City, è una serie basata sulla vita cittadina, ed include numerosi set riferiti a polizia, vigili del fuoco, guardia costiera, ospedali e treni.
A quanto pare, dunque, esiste una specie di "gerarchia", in cui i set sono le diverse "scatole", o meglio il loro contenuto: l'insieme di mattoncini e accessori che permettono di costruire un'ambientazione facente parte d'una certa "serie" o "linea". :)

Oltre all'ovvia proposta di scatola («vorrei la scatola ‹auto della polizia›»), in certi casi in cui si voglia porre l'attenzione sul contenuto (e per non differenziarsi troppo dal francese e dal portoghese), io proporrei «assieme». :)
Mi suona meglio di insieme, sia perché è una parola meno comune sia perché mi dà maggiormente l'idea di un assieme "coeso" e non di un gruppo di oggetti distinti. Che ne dite? :?
In Italia, dotta, Foro fatto dai latini

Ligure
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Re: «Set»

Intervento di Ligure »

Normalmente mi astengo dall'intervenire negli argomenti relativi alla traduzione.

Ed è un po' che non gioco coi prodotti della Lego.

Già, in casa mia s'è sempre parlato della Lego, della Fiat, della Stampa e della Repubblica, nonostante i miei sapessero benissimo che - per risultare più "à la page" - avrebbero dovuto omettere l'articolo. Da loro sempre adoperato in tutto il corso dell'istruzione - fino alla laurea -. Com'era anche stato nelle generazioni precedenti.

Ma, bando alle polemiche e ai ricordi!

Essendo di formazione criticamente scientifica - e non per voler risultare impopolare a ogni costo - sinceramente non ravviso molta differenza tra "insieme" e "assieme". Voci che ci riconducono nell'ambito logico e matematico della teoria degli insiemi, dove, appunto, nei test scritti in inglese, "set" assume questo significato.

Inserisco un riferimento, che ho reputato interessante, perché riporta due termini, che sono comparsi negli interventi - anche se chi se n'è avvalso non mi pare li abbia, poi, proposti convintamente:

http://www.treccani.it/vocabolario/set/

"Assortimento" è una parola che indica adeguatamente la disponibilità di tutti i "pezzi" e di tutti i "componenti" contenuti nella confezione per poter realizzare un'"ambientazione". Una specie di "set" cinematografico.

E "assortimento" - come "modalità strumentale" di "risorse" - e "ambientazione" - come realizzazione, scopo del gioco - erano i termini che si usavano nella mia famiglia (bimbi, genitori e nonni) e che usavano i miei amichetti sia che si giocasse con i pezzi della Lego o con i "trenini elettrici" di favoloso ricordo.

Nonostante il fatto che all'epoca genitori, nonni (ma anche bisnonni) chiamassero esclusivamente "set" quello cinematografico, continuamente "sollecitati" dal termine inglese che frequentemente compariva sulla stampa e sui media. Certo, se interpellati, sarebbero stati tutti in grado di rispondere che si trattava di una particolare ambientazione/contesto. Ma il termine usato era quello.

Però non si usava nelle realizzazioni dei giochi infantili, caso nel quale si parlava esclusivamente della realistica e completa "ambientazione" realizzata. Purché si fosse stati provvisti dell"'assortimento" adeguato.

Non si poteva, ad es., realizzare l'ambientazione del "canyon dei cow-boy" - così scrivevo nei miei temini - coll'assortimento della polizia urbana...

Questo era - non moltissimi anni fa - l'italiano medio parlato nelle case degli italiani in relazione ai giochi infantili realizzati mediante confezioni prodotte a livello industriale.

P.S.: all'epoca, neppure chi insegnava algebra all'università parlava d'insiemi - nell'intimità familiare -, ma di assortimento. Anche a proposito dei servizi da tavola. Come le mie zie - e prozie ... -. I servizi venivano, infatti, classificati in funzione dell'assortimento disponibile. Si facevano ancora pranzi in casa e, se, ad es., mancavano le "alzate", il servizio era reputato di scarsa funzionalità e rappresentatività ... E se si chiedeva - in un negozio di numismatica o di filatelia - che cosa contenessero confezioni e buste esposte in vetrina, la risposta era - invariabilmente - "un assortimento di francobolli di tutti i paesi europei (era il momento storico del fulgore più luminoso della voce "paese)" o "un assortimento di monete romane dell'epoca di ...". Ma sempre "assortimento".
Mai un bambino o un negoziante avrebbe usato il temine "insieme". A loro del tutto ignoto quale sostantivo. Mi sembra quasi fosse ieri ...
Ultima modifica di Ligure in data mar, 14 apr 2020 18:15, modificato 2 volte in totale.

Avatara utente
Ferdinand Bardamu
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Re: «Set»

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Ligure ha scritto:
mar, 14 apr 2020 11:23
E "assortimento" - come "modalità strumentale" di "risorse" - e "ambientazione" - come realizzazione, scopo del gioco - erano i termini che si usavano nella mia famiglia (bimbi, genitori e nonni) e che usavano i miei amichetti sia che si giocasse con i pezzi della Lego o con i "trenini elettrici" di favoloso ricordo.
Questo era - non moltissimi anni fa - l'italiano medio parlato nelle case degli italiani in relazione ai giochi infantili realizzati mediante confezioni prodotte a livello industriale.
Grazie della sua testimonianza. Rimanendo nell’aneddotica famigliare, io dicevo semplicemente il lego di, ad esempio il lego dei pompieri, il lego dei pirati e cosí via.

Al momento i traducenti proposti sono dunque questi:
  • linea (proposto dall’Infarinato) o serie, che vanno bene per riferirsi a piú set caratterizzati dallo stesso tema;
  • insieme (o assieme proposto da Millermann), che è un traducente ispirato a francese e portoghese e designa un oggetto che si compone di piú parti, come, appunto, quello che si realizza coi mattoncini Lego;
  • assortimento, che ha un significato simile, ma meno adatto, perché, stando al Treccani, è un «insieme di cose dello stesso genere ma di varia forma, grandezza, colore, ecc., di solito ordinate secondo un determinato criterio», mentre nel caso delle varie serie Lego non c’è un ordine paragonabile a quello di un assortimento di valigie o di stoffe;
  • ambientazione, che a me pare il migliore del gruppo, perché ciascun set Lego è una specie di scenografia cinematografica ispirata a un certo tema.

Avatara utente
Millermann
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Re: «Set»

Intervento di Millermann »

A ben pensarci, però, alcuni set –specie quelli piú antichi– sono proprio degli assortimenti; mi viene in mente, per esempio, una scatola di «ingranaggi» (che, in tema di ricordi, io stesso possedevo ;)) del 1970 circa: come si può notare, è proprio un «insieme di cose dello stesso genere ma di varia forma, grandezza, colore, ecc., ordinate secondo un determinato criterio».

Neanche a farlo apposta, poco piú avanti il Treccani fa l'esempio dell'assortimento di ruote dentate, che sembra proprio la descrizione del contenuto della confezione: «serie di ruote dentate che, pur avendo un diverso numero di denti, possono ingranare a due a due, avendo lo stesso passo e la medesima linea d’ingranamento». :)
In Italia, dotta, Foro fatto dai latini

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Ferdinand Bardamu
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Re: «Set»

Intervento di Ferdinand Bardamu »

Certo, ma in genere con set s’intende proprio una micro-ambientazione con un tema preciso. Esistono tuttora gli assortimenti (cioè insiemi di vari mattoncini che non compongono necessariamente un unico oggetto), però mi pare che siano destinati, oggi, a nicchie di clienti, giacché l’ambientazione già bell’e pronta, con tutti e soli i pezzi che occorrono, ha una presa immediata anche sui «legoisti» della domenica. :mrgreen:

In quanto alla definizione del Treccani, a me pare che si faccia riferimento comunque a un ordine particolare, secondo le caratteristiche degl’ingranaggi. Nei set di cui discutiamo, invece, i mattoncini non sono «ordinati», ma forniti col fine di creare un oggetto.

Canape lasco ctonio
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Re: «Set»

Intervento di Canape lasco ctonio »

Ferdinand Bardamu ha scritto:
mar, 14 apr 2020 12:09
ambientazione, che a me pare il migliore del gruppo, perché ciascun set Lego è una specie di scenografia cinematografica ispirata a un certo tema.
A questo punto perché non anche scenario?

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marcocurreli
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Re: «Set»

Intervento di marcocurreli »

Assortimento, insieme, assieme e simili secondo me non vanno molto bene, perché non danno l'idea della confezione, ma solo di una serie di oggetti. Proporrei (senza molta convinzione):
Scatola di montaggio, scatola di montaggio a tema, scena, scena in scatola, confezione, confezione tematica.
Con la preferenza per scena.
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Ligure
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Re: «Set»

Intervento di Ligure »

Si tratta di un caso in cui tutti gl'interventi risultano ampiamente giustificati e in cui emerge la particolare difficoltà - oserei dire l'impossibilità - di riuscire a individuare, in italiano, un traducente unico che implichi - come in inglese - sia il significato della "molteplicità" delle risorse disponibili nella confezione (componenti, pezzi ...) - che, in inglese, è un "set" (proprio come quelli trattati dalle scienze filosofiche, logiche e matematiche) quanto ciò che con i "pezzi" contenuti nella scatola il giocatore può realizzare. Che è una "mini-ambientazione", certo in "scala ridotta", ma "logicamente" confrontabile con un vero e proprio "set", come, ad es., quelli cinematografici in relazione ai quali la lingua inglese si avvale della stessa identica voce.

Se proprio volessi essere polemico, potrei sempre consolarmi con l'estrema "articolazione" della cultura e della lingua italiana, sempre impiegate a specificare e a chiarire, le quali non sembra possano consentirci - almeno, in questo caso - l'ampia polisemia implicata dal termine inglese "set".

D'altronde - e qui m'abbandono al culmine della polemica - in inglese, tramite l'uso di (to) set e to get, si riesce a esprimere il 50% della pensabilità mentale concessa agli umani. :wink:

Avatara utente
G.B.
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Re: «Set»

Intervento di G.B. »

Nell'accezione di «linea», «serie» propongo anche collezione e collana.

In quella di «singola scatola appartenente a una determinata collezione» direi, genericamente, articolo o prodotto.

In quella di «contenuto di una singola scatola» direi anch'io scena (non scenario o ambientazione che escludono la presenza dei «personagg[ett]i» [spesso presenti] nella scena).

Un termine che potrebbe inglobare seconda e terza accezione potrebbe essere progetto, portando l'attenzione sul libricino delle istruzioni presente in tutte le confezioni: «è uscito un nuovo progetto della Lego», «è uscito un nuovo progetto della serie Lego di "Star Wars"».
«[...] o italici segni / rivendicarvi io seppi / nella vostra vergine gloria!» (G. D'Annunzio, Laus Vitae, vv. 7979-81).

Canape lasco ctonio
Interventi: 45
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Re: «Set»

Intervento di Canape lasco ctonio »

Ligure ha scritto:
mer, 15 apr 2020 9:28
un traducente unico che implichi - come in inglese - [...] ciò che con i "pezzi" contenuti nella scatola il giocatore può realizzare. Che è una "mini-ambientazione", certo in "scala ridotta", ma "logicamente" confrontabile con un vero e proprio "set", come, ad es., quelli cinematografici in relazione ai quali la lingua inglese si avvale della stessa identica voce.
C'è da dire che con le attuali scatole Lego è improbabile se non impossibile costruire altro rispetto a ciò per cui esse sono state vendute. Confezioni che contengano solo insiemi di semplici pezzi sono assai rare, e forse neppure più in commercio: oramai la Lego punta da anni su confezioni tematiche, con pezzi così grandi e specifici ed univocamente determinati da non poter essere usati che per quell'unico voluto scopo del produttore.
Per essere più chiari: se con un pezzo unico della Lego ho un bulbo di prua sarà ben difficile che con quel pezzo io possa immaginare qualunque altra cosa...

Quindi gli attuali set sono quasi esclusivamente degli scenari, delle ambientazioni. La creatività è quasi del tutto annichilata (o annichilita, se preferite, per preservare i sempre più rari verbi delle altre coniugazioni).

Ligure
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Re: «Set»

Intervento di Ligure »

Canape lasco ctonio ha scritto:
gio, 16 apr 2020 14:17
Quindi gli attuali set sono quasi esclusivamente degli scenari, delle ambientazioni. La creatività è quasi del tutto annichilata (o annichilita, se preferite, per preservare i sempre più rari verbi delle altre coniugazioni).
Certo, verissimo. Ed è per questo che in molti interventi s'è trattato di ambientazioni, scenari, scene ...

Anche molti "psicologi dell'educazione" consigliano di consegnare ai bambini giocattoli e strumenti molto semplici al fine di poter meglio favorire in loro lo sviluppo della creatività e dell'immaginazione.

Ma la psicologia non possiede l'evidenza direttamente dimostrabile di altre scienze. Per altro, al di là della validità dell'impostazione di alcune scuole di psicologia in merito all'allevamento dei bambini, la storia insegna che le modalità dell'allevamento, i giocattoli e gli svaghi forniti, le forme di apprendimento e d'istruzione poste a disposizione - e quant'altro - sono sempre state direttamente - e inevitabilmente - collegate con l'epoca storica in cui sono vissuti i bambini.

Un proverbio locale - sempre ricordato dalle vecchie generazioni -, tradotto, recita che "i bambini sono sempre stati più "figli" del loro tempo che dei loro genitori". Smetto in quanto abbondantemente fuori tema.

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