Il DiPI ha: «tiˈblizi, ˈti-, tˈbi-, -si; ↑tbiˈlisi». Io invece lo pronunciavo "spontaneamente" /t[ə]bili̍zi/.Tblisi [sic] (russo Tiflis) Città capitale della Georgia (1.106.700 ab. nel 2008), posta a 454 m s.l.m., sull’alto corso del fiume Kura. La struttura urbanistica evidenzia le radici storiche, con il nucleo più antico (la cittadella di Karikala), in posizione dominante sul corso del fiume; al centro è l’antico quartiere asiatico, con il bazar e le sorgenti idrotermali. La crescita recente si è verificata attraverso la costruzione di nuovi quartieri collegati da una metropolitana e caratterizzati da impianto regolare, da larghi viali nonché dalla presenza di numerosi parchi. Durante il periodo sovietico, come centro amministrativo e sede del comando supremo delle forze russe nel Caucaso, T. divenne punto nevralgico tra Europa e Asia, dopo che per molti secoli la decadenza bizantina e il controllo turco dell’Asia Minore l’avevano tagliata fuori dalle principali relazioni intercontinentali. [...] La composizione della popolazione esprime ben 100 nazionalità, anche se prevalente (80% della popolazione complessiva) è la presenza dei Georgiani, accanto agli Armeni, ai Russi, agli Azerbaigiani, ai Greci, agli Ebrei, agli Osseti. Dal punto di vista economico, T. è in costante crescita [...]. È anche importante centro culturale, sede di università, di istituti di istruzione superiore e accademie, di un conservatorio musicale, di centri di ricerca scientifica e di numerosi teatri e musei.
La fondazione di T., secondo la tradizione georgiana, risale alla fine del 5° sec. d.C. Disputata fra Bizantini, Persiani, Arabi, fece parte a più riprese, a partire dal 7° sec., del califfato islamico, ma la sua posizione periferica, al pari di tutta la Georgia, permise l’affermazione di dinastie nazionali. A partire dal 16° sec., fu più volte attaccata, occupata e devastata dai Turchi. Occupata dai Russi nel 1800, nel 1918 divenne capitale della Repubblica di Georgia, seguendone da allora le vicende politiche. [...]
La maggior parte delle lingue oggi usano la forma Tbilisi con adattamenti minimi o nulli (mere trascrizioni/traslitterazioni), che mantengono il terribile gruppo tb- (per esempio, in francese, Tbilissi). In portoghese coesistono molte forme; il manuale redazionale dell'UE prevede l'adattamento Tiblíssi, con i anaptittica.
Alcune lingue si distinguono invece per la conservazione della forma tradizionale: spagnolo Tiflis, tedesco Tiflis, neogreco Τιφλίδα Tiflída o Τυφλίδα Tyflída. Vista la vicinanza di questa al nome odierno (e avendo addirittura sia la prima sia la seconda pronuncia del DiPI la metatesi /tbili-/ > /tibli-/, simile a /tifli-/), proporrei di riprendere semplicemente a usarla anche in italiano, quindi Tifli.
Orbis Latinus ha Tephelis, Tiphilis; in italiano trovo un'attestazione di Tifili.
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