Cambi di marchio dall’italiano all’inglese
Moderatore: Cruscanti
Cambi di marchio dall’italiano all’inglese
Apro un filone con funzione di «osservatorio», per raccogliere gli esempi più rilevanti.
Re: Cambi di marchio dall’italiano all’inglese
Non proprio «inglesi» ma…
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- Millermann
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Re: Cambi di marchio dall’italiano all’inglese
Un caso meno appariscente (e meno recente: risale al 1985), ma che ricordo bene: il cambio da Cammeo a Cameo.
Cito il passaggio chiave:
Tanto «moderno ed incisivo» che io, la prima volta che ho visto il nuovo marchio su un prodotto, ho detto (non sto scherzando): «Guarda! Hanno sbagliato, manca una emme… chissà quanto vale!»… Che ingenuo!
Cito il passaggio chiave:
Piú inglese, vorrete dire!Poiché il nome Dr. Oetker risultava difficile da pronunciare, nel 1953 il marchio diventò “cammeo”. Il nome si ispira al tipico gioiello ovale raffigurante un profilo di testa di donna in avorio intagliato che ricorda l’iconografia del logo stesso. Nel 1985 il nome è stato modificato in “cameo”, più moderno ed incisivo.
Tanto «moderno ed incisivo» che io, la prima volta che ho visto il nuovo marchio su un prodotto, ho detto (non sto scherzando): «Guarda! Hanno sbagliato, manca una emme… chissà quanto vale!»… Che ingenuo!
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Re: Cambi di marchio dall’italiano all’inglese
Sono sicuro che gli eventuali interpellati direbbero che in questo mondo ormai globalizzato, per un'impresa è meglio presentarsi con un nome inglese. Ma tutto più o meno si riconduce al provincialismo linguistico della maggioranza degli italiani. Suggerisco di farsene una ragione.
Re: Cambi di marchio dall’italiano all’inglese
Sì e no; la variante cameo è ben attestata nell’italiano antico. Inoltre si pronuncia camèo, non «càmïo»Millermann ha scritto: mer, 12 nov 2025 12:40 Un caso meno appariscente (e meno recente: risale al 1985), ma che ricordo bene: il cambio da Cammeo a Cameo. [...]
Piú inglese, vorrete dire!
- Millermann
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Re: Cambi di marchio dall’italiano all’inglese
Questo è vero; non credo, però, che per avere un nome «più moderno ed incisivo» l'azienda abbia scelto di rispolverare una (rara) variante dell'italiano antico.Carnby ha scritto: gio, 13 nov 2025 12:24 Sì e no; la variante cameo è ben attestata nell’italiano antico. Inoltre si pronuncia camèo, non «càmïo»
Se quello stesso termine è usato in inglese, non occorre scomodare il rasoio di Occam per intuire come possano essere andate le cose. Quanto alla pronuncia, nel 1985 era prassi normale pronunciare i marchi inglesi «all'italiana». Ricorda Chilly /killi/ o, in precedenza, Tide? Per avere la pronuncia all'inglese venivano spesso adattati graficamente (come Gled, oggi Glade, o il laim dei Caraibi).
Comunque, ha ragione: il mio è un esempio limite, che ho riportato, piú che altro, come curiosità; ed è ammirevole che, almeno, la pronuncia italiana sia stata mantenuta.
Fuori tema
Curiosità per curiosità: talmente insolito è cameo, in italiano, che durante la scansione del testo del GDLI il correttore automatico l'ha quasi sempre «corretto» in… carneo. 
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ilparoliere
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Re: Cambi di marchio dall’italiano all’inglese
Ancora adesso i motti pubblicitari delle aziende italiane sono solo in inglese non so perché… 
Re: Cambi di marchio dall’italiano all’inglese
Sì, mi ricordo anche Pantèn, Aiax (ora Ajax, ma la pronuncia è rimasta la stessa), Ciappi. Invece Colgate non è mai stato Cólgheit, né si è mai avuto Palmòliv.Millermann ha scritto: gio, 13 nov 2025 14:12 Ricorda Chilly /killi/ o, in precedenza, Tide? Per avere la pronuncia all'inglese venivano spesso adattati graficamente (come Gled, oggi Glade, o il laim dei Caraibi).
Non solo italiane, anche le automobili francesi (e dico francesi!). Per esempio Renault: Passion for life o Drive the change; Citroën: Nothing moves us like Citroën. Gli ultimi tentativi di opporsi all'inglese sono stati quello della Volkswagen: Das Auto e quello della Opel: Wir leben Autos, ma ora sono spariti.ilparoliere ha scritto: gio, 13 nov 2025 21:19 Ancora adesso i motti pubblicitari delle aziende italiane sono solo in inglese non so perché…
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