Un saluto a tutti i membri di questo fòro. Questo è il mio primo intervento qui: spero di scrivere tutto correttamente, senza errori dovuti alla distrazione o all'abitudine, e di avere aperto il presente filone nella sezione giusta (cioè "Fonetica e fonologia"). Ho letto il decalogo del fòro e mi impegnerò a rispettarlo sempre.
Procedo con il mio quesito.
Dunque: è ormai da un po' di anni che mi chiedo se sia corretto - secondo l'ortoepia italiana - pronunciare noi conosciamo (indicativo presente, 1a persona plurale) e che noi conosciamo (congiuntivo presente, 1a persona plurale) in modo diverso.
noi conosciamo [ko.no.ˈʃaː.mo]
che noi conosciamo [ko.no.ˈʃjaː.mo]
(Si tenga presente che per via della mia pronuncia "regionale" del Nord-Italia non pronuncio il suono [ʃ] intervocalico geminato.)
A me viene spontaneo differenziare nella pronuncia queste 2 voci verbali diverse (omografe e – forse, in quanto dipende da ciò che mi si risponderà – omofone), e ho individuato la causa di ciò: dato che io pronuncio la 2a persona plurale del congiuntivo presente che voi conosciate [ko.no.ˈʃjaː.te] (ma pure in questo caso non so se tale pronuncia sia corretta o sbagliata), allora ho applicato - inconsciamente - il meccanismo linguistico dell'analogia, e ho livellato la pronuncia della 1a pers. plur. del cong. pres. a quella della 2a pers. plur. del cong. pres., entrambe contenute nel medesimo paradigma (cioè appunto il congiuntivo presente del verbo conoscere).
Quello che desidero chiedere è: la mia pronuncia della 1a e della 2a pers. plur. del cong. pres. del verbo conoscere è sbagliata? Se sì, allora non devo pronunciare più il suono [j] (e quindi la 1a pers. plur. dell'indicativo presente e quella del congiuntivo presente sarebbero anche omofone).
Grazie a tutti per l'attenzione.
Pronuncia: «noi conosciamo» ~ «che noi conosciamo»
Moderatore: Cruscanti
Re: Pronuncia: «noi conosciamo» ~ «che noi conosciamo»
Benvenuto. 
Nell'italiano normale, la sequenza /ʃj/ non esiste; nel caso della coniugazione verbale, la /j/ è "assorbita" dal suono precedente. Quindi sì, i due conosciamo si pronunciano allo stesso modo.
Similmente che noi mangiamo (/-ʤa̍-/ e non /-ʤja̍-/), che noi marciamo (/-ʧa̍-/ e non /-ʧja̍-/).
Nell'italiano normale, la sequenza /ʃj/ non esiste; nel caso della coniugazione verbale, la /j/ è "assorbita" dal suono precedente. Quindi sì, i due conosciamo si pronunciano allo stesso modo.
Similmente che noi mangiamo (/-ʤa̍-/ e non /-ʤja̍-/), che noi marciamo (/-ʧa̍-/ e non /-ʧja̍-/).
Re: Pronuncia: «noi conosciamo» ~ «che noi conosciamo»
Bene, ma - almeno - prima che termini l'anno (e, quindi, non mi dilungherò, anche perché la possibilità d'approfondire esisterà sempre) non si può evitare d'onorare l'insegnamento di L. Canepari e sottacere che i fonemi /ɲ, ʦ, ʣ, ʃ, ʎ/ risultano autogeminanti ogni qual volta si trovino in posizione intervocalica (ma anche in fonosintassi, cioè tra parole).
Indipendentemente dalle rappresentazioni grafiche, pesce, aglio, bagno, pazzo, rozzo altro non sono se non /'peʃʃe, 'aʎʎo, 'baɲɲo, 'paʦʦo, 'roʣʣo/.
Si tratta, in realtà, di fonemi autogeminanti - l'illustra il Canepari - in quanto, originariamente, determinati dall'assimilazione di due - talora tre - segmenti latini, mentre, successivamente, si verificò generalizzazione su base analogica.
Infatti, ad es., dal lat. āllĭŭ(m) s'ebbe /'allju/ - esito contraddistinto da tre fonemi consonantici consecutivi, /'-llj-/ -, da cui /'aʎʎo/ et c. . . .
Anche nel caso di tre segmenti consonantici originariamente tutti diversi tra loro, come, ad es., nel lat. băl(ĭ)nĕŭ(m)>balnĕŭ(m))>/'balnju/ - tre fonemi consonantici intervocalici distinti, /'-lnj-/ -, da cui / 'baɲɲo/ et c. . . .
Si tratta d'una caratteristica che l'italiano ha - evidentemente - ereditato dal fiorentino e che, personalmente, ho sempre potuto ascoltare tutti i giorni della mia vita (e - come me - i miei genitori e tutti i miei antenati), già alquanto prima che il Canepari, ad es., la formalizzasse e la divulgasse - con tanta chiarezza! - nei suoi testi.
Indipendentemente dalle rappresentazioni grafiche, pesce, aglio, bagno, pazzo, rozzo altro non sono se non /'peʃʃe, 'aʎʎo, 'baɲɲo, 'paʦʦo, 'roʣʣo/.
Si tratta, in realtà, di fonemi autogeminanti - l'illustra il Canepari - in quanto, originariamente, determinati dall'assimilazione di due - talora tre - segmenti latini, mentre, successivamente, si verificò generalizzazione su base analogica.
Infatti, ad es., dal lat. āllĭŭ(m) s'ebbe /'allju/ - esito contraddistinto da tre fonemi consonantici consecutivi, /'-llj-/ -, da cui /'aʎʎo/ et c. . . .
Anche nel caso di tre segmenti consonantici originariamente tutti diversi tra loro, come, ad es., nel lat. băl(ĭ)nĕŭ(m)>balnĕŭ(m))>/'balnju/ - tre fonemi consonantici intervocalici distinti, /'-lnj-/ -, da cui / 'baɲɲo/ et c. . . .
Si tratta d'una caratteristica che l'italiano ha - evidentemente - ereditato dal fiorentino e che, personalmente, ho sempre potuto ascoltare tutti i giorni della mia vita (e - come me - i miei genitori e tutti i miei antenati), già alquanto prima che il Canepari, ad es., la formalizzasse e la divulgasse - con tanta chiarezza! - nei suoi testi.
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Re: Pronuncia: «noi conosciamo» ~ «che noi conosciamo»
Sul primo punto, cioè sul riassorbimento del (teorico) legamento, rimando alle (errate) considerazioni del Salviati citate in questo mio vecchio intervento e a quest’altro. 
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