«Menfi» ~ «Memfi»

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पाणिनि
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«Menfi» ~ «Memfi»

Intervento di पाणिनि »

Quale delle 2 grafie del nome dell'antica città egizia sarebbe quella corretta da usare, Menfi o Memfi?

Io nelle opere di L. Canfora trovo scritto Memfi, e non mi permetto di correggere un filologo del suo calibro; tuttavia, mi permetto di esprimere il mio dubbio in merito alla grafia di questo nome proprio di città, poiché a me hanno sempre insegnato a scrivere Menfi, ed è questa la forma che mi sembra più diffusa - e anche più corretta, come tenterò di dimostrare.

Senza andare indietro fino all'antico egizio, partiamo dal greco antico: ἡ Μέμφις, τῆς Μέμφιδος.
In latino abbiamo, con la dovuta traslitterazione dell'alfabeto greco, Memphis, Memphidos, femminile. Posto che in latino "volgare" (so che questo termine è improprio) l'occlusiva bilabiale sorda aspirata [pʰ] era pronunciata [f], col passare del tempo la scrittura si adattò alla pronuncia, dando origine a Menfi: questo perché in latino non era ammesso il nesso grafico ‹mf› - che rappresenterebbe i suoni [mf] -, ma era ammesso invece ‹nf›, che in origine (latino antico) sarà stato pronunciato [ɱf], poi (latino classico) la nasale labiodentale ha nasalizzato la vocale precedente allungandola, così da scomparire, e poi (latino "volgare") la suddetta è ritornata a essere pronunciata. A testimonianza di ciò si veda proprio l'italiano [standard], in cui non esiste - in quanto non può esistere a causa di regole grafiche che derivano appunto dal latino - il nesso grafico ‹mf›, ma esiste ‹nf›, che equivale sempre a [ɱf].

Caso analogo: trionfo < triumphu(m). Nessuno oggi scriverebbe mai triomfo…

Sbaglio oppure ho ragione? Non so se mi sono espresso bene, ma ho fatto del mio meglio.

Ci tengo a dire che non so se i vari dialetti dell'italiano - e anche le lingue romanze - abbiano sviluppato una pronuncia del nesso grafico ‹nf› diversa da quella che presumibilmente dovrebbe essere [ɱf], o se in tale circostanza il nesso grafico sia stato pure cambiato e quindi adattato alla nuova pronuncia generatasi.

Per completezza, aggiungo che credo che in italiano [standard] una sequenza [ɱf] sia possibile tra una parola che finisce per ‹m›/‹n› e una che inizia per ‹f› - sarebbe un fenomeno di sandhi -, ma credo anche che ciò possa avvenire più che altro in poesia…
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Re: «Menfi» ~ «Memfi»

Intervento di Infarinato »

पाणिनि ha scritto: mar, 06 gen 2026 17:10 Posto che in latino "volgare" (so che questo termine è improprio) l'occlusiva bilabiale sorda aspirata [pʰ] era pronunciata [f], col passare del tempo la scrittura si adattò alla pronuncia, dando origine a Menfi: questo perché in latino non era ammesso il nesso grafico ‹mf› - che rappresenterebbe i suoni [mf] -, ma era ammesso invece ‹nf›, che in origine (latino antico) sarà stato pronunciato [ɱf], poi (latino classico) la nasale labiodentale ha nasalizzato la vocale precedente allungandola, così da scomparire, e poi (latino "volgare") la suddetta è ritornata a essere pronunciata. A testimonianza di ciò si veda proprio l'italiano [standard], in cui non esiste - in quanto non può esistere a causa di regole grafiche che derivano appunto dal latino - il nesso grafico ‹mf›, ma esiste ‹nf›, che equivale sempre a [ɱf].
Non è proprio cosí… Siamo abbastanza «fuori fòro», quindi sarò breve. In latino («volgare» e no) il suono [pʰ] del φ greco fu dapprima reso semplicemente con [p] (ed erano semmai le occlusive non aspirate greche a essere rese in latino con le corrispondenti occlusive [non aspirate] sonore perché evidentemente risultavano «piú deboli» delle sorde latine all’orecchio dei Latini, perlomeno in posizione iniziale: e.g., gŭbĕrnare κυβερνάω). In séguito (cioè in epoca classica [latina]), i parlanti cólti latini si sforzarono di rendere le aspirate greche col suono originario, trascrivendo quindi ora φ con ph, ma la gente comune continuò a pronunciarle senz’aspirazione: di qui, ad es., la nostra zampogna (< symphōnĭa < συμϕωνία) e il nostro colpo (< *colpus colăphus < κόλαϕος).

Ovviamente, a un certo punto (a partire già dal I sec. d.C.), le aspirate greche si mutano in fricative, il che si riflette nelle trascrizioni latine, che a questo punto oscillano tra ph e f (e i grammatici latini del II sec. sono costretti a dare delle regole per chiarire quando [f] debba essere scritto ph e quando f). Di qui, ad es., il nostro fagiolo (< phaseŏlus < … < ϕάσηλος).

Quanto, poi, a ⟨nf, nv⟩ e [ɱf, ɱv], attenzione, appunto, a non confondere grafematica e fonologia, ovvero i fon(em)i coinvolti con la loro rappresentazione grafica.

Innanzitutto, in latino la riduzione (davanti a fricativa) della nasale a mera nasalizzazione (e allungamento) della vocale precedente dev’essere molto antica, se grafie quali CESOR (per censor) e COSVL (per consul) figurano già nelle prime iscrizioni.

Poi, tutta la storia del greco e del latino non c’entra nulla. Salvo rare eccezioni (e.g., triumviro, tramvia, di cui esistono tuttavia varianti grafiche «piú italiane», siam veloci), la normale resa grafica in italiano di [ɱf, ɱv] è, appunto, ⟨nf, nv⟩. Memfi è una scrizione volutamente/snobisticamente etimologica (un po’ come hindūismo per induismo 😜), ma poco italiana.

Possiamo anche disquisire se, in italiano,  [ɱ] appartenga a /n/ (come ritengono i piú) o a /m/ (come, non a torto, fa il Muljačić, ed è la norma nella stragrande maggioranza delle lingue), o se la situazione sia di fatto indecidibile in quanto /n/ ed /m/ si neutralizzano in [ɱ] davanti a /f, v/ (/n/ ed /m/ sono sempre omorganiche alla consonante seguente, opponendosi solo davanti a vocale [e in alcuni altri contesti non genuinamente italiani sul piano fonotattico]). Ma tutto questo è abbastanza irrilevante rispetto all’osservanza della nostra tradizione ortografica.
Fuori tema
P.S. La invito caldamente a non modificare ripetutamente i suoi interventi: va bene correggere un refuso o anche aggiungere immediatamente una piccola chiosa, ma nulla di piú. Se vuole aggiungere alcunché di significativo, lo faccia pubblicando un altro intervento. Grazie. :)
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Carnby
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Re: «Menfi» ~ «Memfi»

Intervento di Carnby »

Fuori tema
Segnalo anche *amfetamina che si trova talvolta scritto: qui c’è la volontà di preservare la m di metil-.
पाणिनि
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Re: «Menfi» ~ «Memfi»

Intervento di पाणिनि »

Scusatemi per il ritardo: grazie mille a tutti e 2, in particolare a Lei Infarinato.

Come già Le dissi, il mio cammino per diventare un bravo linguista - e anche un buon conoscitore della lingua italiana e della sua storia - è ancora molto lungo, e questo mio 2o tentativo di spiegazione - fallito - ne è appunto un'ulteriore prova. La cosa che mi infastidisce è che in questo caso da me posto in esame non vi era bisogno di tutto quell'excursus sul greco e sul latino, come Lei stesso ha detto: la risposta era molto più semplice. Inoltre, sapevo bene quello che Lei ha scritto in merito all'esempio di gubernare < κυβερνάω poiché lo avevo letto nel libro Vox Latina di W. S. Allen. Ma appunto: la storia che ho tracciato io nel mio intervento oltre a essere approssimativa - e in definitiva errata - è anche fuori luogo.

La ringrazio ancora per la puntualità e l'esaustività della Sua risposta, e anche per la pazienza che Lei ha nei miei confronti.
Fuori tema
Infarinato ha scritto: mer, 07 gen 2026 12:06 Memfi è una scrizione volutamente/snobisticamente etimologica (un po’ come hindūismo per induismo 😜), ma poco italiana.
La ringrazio per questo esempio.:mrgreen: Comunque la grafia hindūismo Le assicuro che negli studi indologici italiani non si usa, al massimo si trova hinduismo (in inglese si trova hinduism).
Infarinato ha scritto: mer, 07 gen 2026 12:06
Fuori tema
P.S. La invito caldamente a non modificare ripetutamente i suoi interventi: va bene correggere un refuso o anche aggiungere immediatamente una piccola chiosa, ma nulla di piú. Se vuole aggiungere alcunché di significativo, lo faccia pubblicando un altro intervento. Grazie. :)
Certamente, lo farò. Anzi, chiedo scusa a voi moderatori per come mi sono comportato. Il punto è che gli interventi in questo fòro richiedono precisione, e io ho paura di esprimermi male e di commettere inesattezze e/o errori... Per questo continuavo a modificare i mei messaggi. Inoltre, sto ancora imparando a utilizzare il sistema del fòro per citare gli interventi degli utenti ed evidenziare certe cose come "fuori tema". La ringrazio per avermi dato l'opportunità di rimediare al mio comportamento.
Ultima modifica di पाणिनि in data sab, 10 gen 2026 22:01, modificato 3 volte in totale.
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