ormai da un annetto circa, con l’avvento dell’intelligenza artificiale generativa applicata alla programmazione, circolano in rete i termini «vibe coding», «vibe coder», ecc. Il vibe coding rappresenta una tecnica non scientifica di scrittura di parti di un programma informatico, o programmi interi, tramite interrogazioni ripetute a un grande modello linguistico generativo.
Alcune definizioni:
- Merriam‑Webster: «Vibe coding (also written as vibecoding) is a recently‑coined term for the practice of writing code, making web pages, or creating apps, by just telling an AI program what you want, and letting it create the product for you»
- Wikipedia inglese: «Vibe coding describes a chatbot-based approach to creating software where the developer describes a project or task to a large language model (LLM), which generates source code based on the prompt.»
- Wikipedia in italiano (che chiaramente non tenta neanche di tradurre il termine): «Il vibe coding è una tecnica di programmazione supportata dall'intelligenza artificiale in cui poche frasi formulate per descrivere un problema vengono usate come prompt per un agente conversazionale basato su un modello linguistico di grandi dimensioni (LLM) ottimizzato per la codifica.»
- Vocabolario Treccani in linea (neologismi 2025): «vibe coding loc. s.le m. La programmazione e generazione di codice informatico attraverso un modello di intelligenza artificiale, a partire da istruzioni (prompt) fornite in linguaggio naturale, affidandosi alle proprie sensazioni e intuizioni.»
A quest’ultimo traducente pensai poche settimane dopo averlo incontrato, agl’inizi del 2025. Mi son pentito di non averlo condiviso subito in una piazza pubblica come questa, dove avrebbe avuto possibilità di diventare di dominio pubblico molto velocemente. Come spesso succede, i giornalisti non specialisti o ignoranti copiano acriticamente i termini inglesi senza tradurli, e quando poi qualcuno crea una pagina su Wikipedia in itanglese il termine si fossilizza, e si forma una barriera insormontabile a ogni sua modifica o adattamento. Si vedano p.es. gli articoli [1], [2] e [3].
Per l’ultimo motivo, come appunto finale voglio ricordare a tutti i lettori di questo intervento di essere creativi, di non accettare nulla acriticamente, e di condividere ong’idea di valore con la rete intera, cosicché la conoscenza abbia possibilità di espandersi in modo capillare e veloce.