Dante, Inferno I v. 105: «e sua nazion sarà tra feltro e feltro»

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पाणिनि
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Dante, Inferno I v. 105: «e sua nazion sarà tra feltro e feltro»

Intervento di पाणिनि »

Mi permetto di aprire in questa sezione il mio nuovo filone, siccome riguarda sia la fonetica sia la letteratura.

Il verso della Divina Commedia (Inferno I, v. 105 [lo cito dall'edizione del Petrocchi]) che descrive l'origine del veltro recita:
e sua nazion sarà tra feltro e feltro.
Il verso è già enigmatico di per sé, e fiumi d'inchiostro saranno stati scritti al riguardo; tuttavia, mi domando: la pronuncia delle due parole feltro sarà stata uguale al tempo di Dante? Il DiPI riporta la pronuncia con [e], ma, forse, proprio in questo verso, una era pronunciata con [e] e l'altra con [ɛ]… Vi è modo di verificare questa mia ipotesi? Oppure tutto ciò rimarrà per sempre un mistero (almeno per me)?
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G. M.
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Re: Dante, Inferno I v. 105: «e sua nazion sarà tra feltro e feltro»

Intervento di G. M. »

Temo di non avere le competenze per dare un parere, ma Dante mi piace e sono curioso. Può spiegarci qualcosa della sua ipotesi? Potrebbe essere più facile risponderle. :wink:
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Infarinato
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Re: Dante, Inferno I v. 105: «e sua nazion sarà tra feltro e feltro»

Intervento di Infarinato »

La rima italiana non è mai stata davvero «perfetta», nemmeno ai tempi di Dante. Non c’è quindi alcun bisogno d’ipotizzare pronunce anetimologiche. ;)
पाणिनि
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Re: Dante, Inferno I v. 105: «e sua nazion sarà tra feltro e feltro»

Intervento di पाणिनि »

Mi rendo conto di essere stato troppo sintetico. Bene: significa che dovrò spiegare tutto quello che avevo in mente. :mrgreen:

Cito le 2 terzine (DC, Inf. vv. 100-105) indispensabili al fine della comprensione della questione da me sollevata, partendo sempre dall'edizione del Petrocchi (dovete perdonarmi, ma non essendo un cosiddetto "dantista" non so quale sia l'edizione filologica più recente, né quella migliore, della Divina Commedia):

Molti son li animali a cui s'ammoglia,
e più saranno ancora, infin che 'l veltro
verrà, che la farà morir con doglia. 102

Questi non ciberà terra né peltro,
ma sapïenza, amore e virtute,
e sua nazion sarà tra feltro e feltro. 105

Ho sottolineato le parole che mi interessano: in particolare, quelle su cui volevo soffermarmi sono feltro e feltro al v. 105. Queste 2 parole, omografe (il Petrocchi non ha posto alcun accento su di esse per distinguerle), al tempo di Dante si pronunciavano allo stesso modo? Possiamo dire di sì, oppure "complicarci la vita" e dire di no; ma perché dire di no? Dato che questa è una profezia – la cui interpretazione continua ancora oggi a non essere chiara –, può darsi che le 2 parole in questione – che hanno 2 significati diversi? perché, tra l'altro, è su questo che si gioca tutto il senso del verso… – fossero pronunciate in maniera diversa, giacché le profezie (o gli oracoli) ben si prestano a giochi di parole, ad assonanze, a consonanze… insomma: ad artifici poetici di questo tipo.

In base alla mia ipotesi, la pronuncia di queste 2 parole potrebbe essere stata:

e sua nazion sarà tra f[e]ltro e f[ɛ]ltro. oppure
e sua nazion sarà tra f[ɛ]ltro e f[e]ltro.

Il quesito che ponevo era: vi sono elementi, dati, ricostruzioni etimologiche per sostenere una di queste 2 pronunce del v. 105? Forse – lo dico timidamente – una soluzione a questo problema (ipotetico!) getterebbe nuova luce sul significato della profezia. Spesso, ponendosi questo tipo di problemi, si riesce a rendere un testo ancora più interessante di quanto non lo sia già. Dato che fiumi d'inchiostro saranno stati scritti al riguardo, magari qualche studioso – con conoscenze più avanzate delle mie – si sarà posto il mio stesso quesito, e sarà riuscito a rispondersi.

Ora, cito un riferimento bibliografico: L. Serianni, Lezioni di grammatica storica italiana. Nuova edizione, Bulzoni editore, 2005. In questo libro (che ha più di 20 anni e quindi non è al passo con gli studi, ne sono conscio) il Serianni analizza parola per parola il canto I dell'Inferno per mostrare le caratteristiche dell'italiano antico: è l'unica fonte autorevole a cui posso appellarmi per sostenere quello che dirò adesso. (Colgo l'occasione per dire che pagherei oro per un'opera che contenesse un'analisi così dettagliata di tutti i canti della Divina Commedia!) Ecco le etimologie da lui proposte per le parole che mi interessano:

veltro < provenzale veltre (a sua volta dal latino VĔRTRĂGŬ(M), di origine celtica).
Ho inserito io la quantità vocalica del latino sulla penultima e sull'ultima sillaba. Il fatto che sia in provenzale sia in italiano antico la vocale della penultima sillaba sia caduta è indizio che in latino non fosse accentata e che quindi fosse breve; posto che in latino la vocale tonica era Ĕ, in italiano antico si avrà [ɛ]: vèltro. Però, il DiPI la riporta pronunciata con [e].

peltro < forse da un lat. *PĒLTRŬ(M), voce appartenente al sostrato ligure.
Quindi, siccome in latino la vocale tonica era Ē, in italiano antico si avrà [e]: péltro. Il DiPI la riporta pronunciata così.

feltro < germanico filtir (da confrontare col tedesco moderno Filz "feltro").
Il DiPI la riporta pronunciata con [e]: féltro.

Le parole in rima, seguendo le rispettive etimologie proposte dal Serianni, sarebbero state pronunciate quindi, in ordine: vèltro, péltro e féltro. Come ha ricordato @Infarinato, nella poesia italiana delle origini esisteva la rima cosiddetta "culturale", e quindi vèltro poteva rimare con péltro e féltro senza problemi. La mia domanda però riguardava esclusivamente le 2 parole feltro, se forse fossero pronunciate in modo diverso in quanto forse indicavano 2 cose diverse: e qui ci si collega sempre al discorso dell'interpretazione del v. 105 e dell'intera profezia…

Se la mia ricostruzione degli accenti è giusta, e posto che, secondo la mia ipotesi, le 2 parole feltro fossero pronunciate in maniera diversa, allora si avrebbe:
v. 101 […] vèltro
v. 103 […] péltro
v. 105 […] fèltro e féltro
dove la parola feltro in rima ha é [e] e quella non in rima ha è [ɛ]. Mi rendo conto adesso che – sempre posto che la mia ipotesi sia legittima – Dante avrebbe potuto anche invertirle (non ci vedrei nulla di diverso); quindi si avrebbe:
v. 105 […] féltro e fèltro

Concludo dicendo che la presente questione da me sollevata non intende affatto porsi come una sorta di interpretazione "alternativa" in seno alla critica dantesca, di cui io, lo ammetto, non sono così esperto, anzi; semplicemente, voglio avere più chiaro il significato di un verso della Divina Commedia (che insegno a scuola e che approfondisco da solo, per conto mio) in quanto docente e lettore, confrontandomi con persone di un certo spessore culturale quali sono quelle di questo fòro, poiché oltre alla lingua italiana mi piace la letteratura italiana.
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G. M.
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Re: Dante, Inferno I v. 105: «e sua nazion sarà tra feltro e feltro»

Intervento di G. M. »

La ringrazio per la spiegazione (e per i complimenti, da me di sicuro non meritati :mrgreen:).
पाणिनि ha scritto: sab, 14 feb 2026 3:02 Queste 2 parole, omografe […] si pronunciavano allo stesso modo? Possiamo dire di sì, oppure "complicarci la vita" e dire di no; ma perché dire di no? […]
Mi sembra però che ci manchi ancora un'informazione. Intendo che lei faccia quest'ipotesi perché ritiene che con due e diverse si possa dare un'interpretazione più sensata che con due e uguali. Quindi: qual è la sua interpretazione del significato del passo? Se fosse molto credibile, automaticamente, andando a ritroso, darebbe maggiori credenziali alla possibilità che le e siano diverse.
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Re: Dante, Inferno I v. 105: «e sua nazion sarà tra feltro e feltro»

Intervento di Infarinato »

पाणिनि ha scritto: sab, 14 feb 2026 3:02 Posto che in latino la vocale tonica era Ĕ, in italiano antico si avrà [ɛ]: vèltro. Però, il DiPI la riporta pronunciata con [e].
Ni. Il DiPI ci dice anche che la pronuncia tradizionale (l’unica riportata da Treccani e —vado a memoria— DOP) è con /ɛ/. ;) E in ogni caso la ragione di questo non può stare nell’etimo latino, sibbene nel provenzale, da cui ci arriva la parola.
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G. M.
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Re: Dante, Inferno I v. 105: «e sua nazion sarà tra feltro e feltro»

Intervento di G. M. »

DOP 2010:
veltro [vèltro o véltro] s. m. — sim. il cogn. V. — con -e- aperta la probabile pn. originaria; invece, dovuta forse all'attraz. di feltro la pn. con -e- chiusa, attestata almeno dal '700 e oggi domin. in Tosc. e altrove
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