Gentilissimi, vorrei chiedere un consulto sul valore sintattico della locuzione "di meglio / di peggio / di buono" etc.
In "Hai qualcosa di meglio da fare che giocare ai videogiochi" quale sarebbe il complemento?
In latino avremmo "aliquid melius quod facias", dunque un aggettivo di grado comparativo (qualcosa migliore), ma in Italiano?
Infine, la proposizione "che giocare ai videogiochi" è una proposizione circostanziale implicita comparativa oppure avversativa (piuttosto che /anziché giocare)?
Funzione logica della locuzione «di meglio/peggio/etc.» e dubbio su proposizione conseguente
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Re: Funzione logica della locuzione «di meglio/peggio/etc.» e dubbio su proposizione conseguente
Complemento partitivo e proposizione comparativa/avversativa*, rispettivamente, direi…
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* La differenza fra le due è questione assai marginale (meramente tassonomica).
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* La differenza fra le due è questione assai marginale (meramente tassonomica).
Re: Funzione logica della locuzione «di meglio/peggio/etc.» e dubbio su proposizione conseguente
Grazie della gentile risposta!
Ciò che tuttavia non riesco a capire è come un avverbio possa costituire un complemento partitivo: salvo che anche le preposizioni proprie semplici possano sostantivare, ho studiato che quest'ultima funzione è prerogativa del solo articolo. Mi chiedo ciò perché mi porrei la stessa domanda se fosse "qualcosa di migliore" (qualcosa fra qualcosa migliore?), da cui pare che la locuzione derivi.
Risulta assolutamente errato affermare che "di meglio… che" possa costituire una locuzione congiuntiva subordinante, nella quale "meglio" mantiene la propria base avverbiale?
Ciò che tuttavia non riesco a capire è come un avverbio possa costituire un complemento partitivo: salvo che anche le preposizioni proprie semplici possano sostantivare, ho studiato che quest'ultima funzione è prerogativa del solo articolo. Mi chiedo ciò perché mi porrei la stessa domanda se fosse "qualcosa di migliore" (qualcosa fra qualcosa migliore?), da cui pare che la locuzione derivi.
Risulta assolutamente errato affermare che "di meglio… che" possa costituire una locuzione congiuntiva subordinante, nella quale "meglio" mantiene la propria base avverbiale?
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Re: Funzione logica della locuzione «di meglio/peggio/etc.» e dubbio su proposizione conseguente
Qui meglio non è un avverbio, ma un aggettivo (di valore neutro).Studens ha scritto: dom, 08 mar 2026 10:40 Ciò che tuttavia non riesco a capire è come un avverbio possa costituire un complemento partitivo…
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