Non trovandolo nei nostri dizionari —mentre lo trovo molto usato nell'Interrete italofona…— vi rimando alla Vichipedia.
E se lo calcassimo "banalmente" in franchigia, come propone Valle?
In tal caso, mi sembrerebbe difficile la confusione col significato originario; e, sempre dalla Vichipedia, pare che le lingue sorelle abbiano scelto perlopiù proprio la via del calco: oltre allo spagnolo franquicia, il portoghese franquia e il catalano franquícia.
«Franchise»
Moderatore: Cruscanti
- Lorenzo Federici
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Re: «Franchise»
Il significato mi è sempre sembrato molto simile a saga o serie, quando si parla di pellicole e videogiochi, e a catena, se si parla di ristoranti. Sono abbastanza sicuro che catena in franchising sia a sua volta qualcosa di più particolare, ma nel linguaggio comune mi sembra andare bene. 
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domna charola
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Re: «Franchise»
Anche nel linguaggio comune negozio di catena e negozio in franchising sono due cose diverse. Cioè, non è questione di linguaggio, ma di oggetto in sé. Sono due modi diversi di strutturare un'attività.Lorenzo Federici ha scritto: lun, 27 apr 2026 0:53 Il significato mi è sempre sembrato molto simile a saga o serie, quando si parla di pellicole e videogiochi, e a catena, se si parla di ristoranti. Sono abbastanza sicuro che catena in franchising sia a sua volta qualcosa di più particolare, ma nel linguaggio comune mi sembra andare bene.
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Il negozio di catena è impiantato e gestito direttamente da una ditta, che sviluppa sul territorio più punti vendita. Tutti quelli che lavorano in quei punti vendita, sono dipendenti della casa madre - come tali ne seguono le sorti, e possono essere spostati in una sede diversa se la loro viene chiusa - e i proventi vanno direttamente a essa.
Nel franchising invece si ha un imprenditore locale che stabilisce un contratto di collaborazione con la casa madre: impianta il negozio - quindi ci mette il capitale - e paga l'affiliazione, più dei diritti. Ha l'obbligo di seguire le direttive della casa madre, nel senso che il negozio e le strategie di vendita devono rispettare le linee guida del marchio, ad esempio l'arredamento in un certo modo, i prodotti esclusivi etc.; in compenso riceve i vantaggi di fare capo a un marchio affermato - ad esempio le spese pubblicitarie fanno parte delle campagne della casa madre - e di avere già un commercio organizzato. L'imprenditore è comunque capo dei suoi dipendenti, che ne seguono le sorti; se lascia, ad esempio, i lavoratori non sono riassorbiti dalla casa madre, però se impianta una nuova attività può riassumerli.
Insomma, è una forma di sostegno per l'imprenditore e di collaborazione per la grande azienda, che evita di dover curare tutta la parte a scala locale. In italiano si parla di "affiliazione" e di "negozio affiliato", lo si trova ad esempio per i piccoli supermercatini di paese, molti marchi hanno una serie di affiliati che un tempo erano l'alimentari di paese, e poi, per non soccombere si sono aggregati con contratti di questo tipo.
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