Asimiami ha scritto: gio, 04 giu 2026 1:36
Do il mio parere da studente d'informatica dato anche che sto lavorando su un progetto che usa delle
utilities.
utilities non sono soltanto programmi, bensì l'insieme di strumenti ausiliari (anche statici) per evitare di riscrivere o risolvere nuovamente le operazioni ed architetture frequenti negli ambienti informatici.
Salve; è importante sentire il parere di uno studente d'informatica di oggi, ma la sua definizione non mi convince appieno. Da (
ex) appassionato di programmazione, io ho sempre trovato sufficiente chiamare le
utility «[programmi di] utilità»: in fondo, questi «strumenti ausiliari (anche statici)» di cui parla non sono forse dei [sotto]programmi, dal punto di vista del programmatore?
Si tratta, certo, di [raccolte di]
metodi,
procedure, ecc. (la denominazione può cambiare a seconda del linguaggio usato) già pronti, forniti insieme al compilatore, e che basta «importare» e richiamare nel proprio codice, rispettandone la sintassi. Ma sono comunque [parti di] programmi.
A parte ciò, per me le
utility, nel vero senso del termine, sono quei programmi[ni] (un tempo a linea di comando, oggi in forma di «appli[cazioncine]») che servono a fare delle operazioni semplici ma che, di solito, non è facile eseguire «a mano».
Asimiami ha scritto: gio, 04 giu 2026 1:36
Per via d'esempio prendo Java (un linguaggio di programmazione); le
utilities in Java, più spesso dette
utils, sono le librerie in dotazioni ai programmatori, ed esse integrano le strutture di dati più frequenti insieme ai loro comportamenti e le loro funzioni (quest'ultime sono gli insiemi di operazioni che possono svolgere).
Interessante. Io ho sempre pensato che il nome della libreria
java.util non fosse legato al concetto di
utility nel senso informatico, ma significasse, piú o meno, «raccolta di classi di varia utilità». Anche perché esistono altre librerie di classi e metodi dal nome diverso (come
java.io o
java.awt). Come dovremmo chiamare, allora, gli «strumenti» in esse contenuti?
Asimiami ha scritto: gio, 04 giu 2026 1:36
[A]llora ditemi voi come tradurreste il forestierismo, io per cercare di rimanere vicino alla morfologia e il suo significato di strumento ho pensato ad
utensile e quindi
utensili.
Come ho detto sopra, per me
programma d'utilità va benissimo; però, volendo, si potrebbe giocare sull'aggettivo
utilitario: cosí come si parla di [
autovettura]
utilitaria, io proporrei il semplice [
programmino]
utilitario, o *
utilitarino. Che gliene sembra? Come concetto non è cosí diverso.
