«Utility» (informatica)

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Daphnókomos
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«Utility» (informatica)

Intervento di Daphnókomos »

Sabatini-Coletti:
utility /ju:'tɪlɪti/ s. ingl. (pl. utilities); in it. s. f. (spec. pl. orig.) pr. adatt. /u'tiliti/ ♦ 1 inform. Programma che facilita o estende le funzioni del sistema operativo o di un programma applicativo; in it. utilità […] E voce ingl., propr. "utilità" □ a. 1985 (pl.)
utilità [u-ti-li-tà] s. f. inv. […] 3 inform. (spec. al pl.) Utility
Devoto-Oli:
utility /ingl. ju:t'ɪlɪtɪ ‖ in it. ut'iliti/ s.f. invar. (anche pl. ingl. utilities) 1 INFORM. Programma che gestisce una funzione complementare a un pacchetto applicativo o a un sistema operativo (per es. la manutenzione del disco rigido, la protezione dai virus o la gestione delle font) […] Voce ingl., abbr. di utility program ′programma di utilità, di servizio′ 1985
utilità (u-ti-li-tà) s.f. invar. […] 4 (spec. al pl.) INFORM. Utility | programma di utilità ➝ PROGRAMMA
programma di utilità, insieme di istruzioni diretto a risolvere uno specifico problema di manutenzione o di gestione dei dati
GRADIT:
utility /u'tiliti/ (u·ti·li·ty) s.f.inv. ES ingl. TS [1985; ingl. utility /ju:'tɪlətɪ/ propr. "utilità"] 1 TS inform., programma, spec. facente parte del software di base di un elaboratore, che compie operazioni di uso frequente […] SIN. 1 programma di utilità GRAMM. pl. anche utilities
programma di utilità loc.s.m. TS inform. ➛ utility
Garzanti:
utility [u-tì-li-ty] n.f. o m. [pl. utilities o invar.] 1 (inform.) piccolo programma che viene creato per facilitare alcune funzioni in un ambiente software […] → Voce ingl.; propr. ′utilità′
SOFTWARE DI UTILITÀ, PROGRAMMA DI UTILITÀ n. (inform.) l'insieme dei programmi che integrano il software di base svolgendo funzioni di servizio come la gestione dei file (ricerca, copiatura, trasferimento, cancellazione ecc.), il lancio, la creazione, l'analisi di altri programmi
Avatara utente
Asimiami
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Re: «Utility» (informatica)

Intervento di Asimiami »

Le definizioni dei dizionari sono ridotte rispetto all'uso esteso del termine che si fa in informatica.
Do il mio parere da studente d'informatica dato anche che sto lavorando su un progetto che usa delle utilities.

utilities non sono soltanto programmi, bensì l'insieme di strumenti ausiliari (anche statici) per evitare di riscrivere o risolvere nuovamente le operazioni ed architetture frequenti negli ambienti informatici.

Per via d'esempio prendo Java (un linguaggio di programmazione); le utilities in Java, più spesso dette utils, sono le librerie in dotazioni ai programmatori, ed esse integrano le strutture di dati più frequenti insieme ai loro comportamenti e le loro funzioni (quest'ultime sono gli insiemi di operazioni che possono svolgere). Se io volessi, per esempio, rappresentare un insieme numerico nel mio programma in Java, sfrutterei il pacco «java.util.Set» che va a definire gli insiemi e poi istanzierei attraverso la struttura di dati «Set» da esso fornita un insieme di numeri:

Codice: Seleziona tutto

import java.util.HashSet;  //pacchi «utils»
import java.util.Set;      

Set<Integer> insiemeDiInteri = new HashSet<>();  //nuovo insieme di numeri interi

Perciò le utilities sono strumenti generici. La traduzione utilità è davvero brutta, sulla scia becera di tradurre con salvare il verbo informatico save :roll: . Non mi trasmette l'idea di ciò che siano. Che cosa sarebbero le utilità? :shock:
Credo, ma mi potrei sbagliare, che il termine inglese derivi dalle utilities nella sua accezione da servizi e utenze...
:D
allora ditemi voi come tradurreste il forestierismo, io per cercare di rimanere vicino alla morfologia e il suo significato di strumento ho pensato ad utensile e quindi utensili.
Avatara utente
Millermann
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Re: «Utility» (informatica)

Intervento di Millermann »

Asimiami ha scritto: gio, 04 giu 2026 1:36 Do il mio parere da studente d'informatica dato anche che sto lavorando su un progetto che usa delle utilities.

utilities non sono soltanto programmi, bensì l'insieme di strumenti ausiliari (anche statici) per evitare di riscrivere o risolvere nuovamente le operazioni ed architetture frequenti negli ambienti informatici.
Salve; è importante sentire il parere di uno studente d'informatica di oggi, ma la sua definizione non mi convince appieno. Da (ex) appassionato di programmazione, io ho sempre trovato sufficiente chiamare le utility «[programmi di] utilità»: in fondo, questi «strumenti ausiliari (anche statici)» di cui parla non sono forse dei [sotto]programmi, dal punto di vista del programmatore? :?

Si tratta, certo, di [raccolte di] metodi, procedure, ecc. (la denominazione può cambiare a seconda del linguaggio usato) già pronti, forniti insieme al compilatore, e che basta «importare» e richiamare nel proprio codice, rispettandone la sintassi. Ma sono comunque [parti di] programmi.

A parte ciò, per me le utility, nel vero senso del termine, sono quei programmi[ni] (un tempo a linea di comando, oggi in forma di «appli[cazioncine]») che servono a fare delle operazioni semplici ma che, di solito, non è facile eseguire «a mano».
Asimiami ha scritto: gio, 04 giu 2026 1:36 Per via d'esempio prendo Java (un linguaggio di programmazione); le utilities in Java, più spesso dette utils, sono le librerie in dotazioni ai programmatori, ed esse integrano le strutture di dati più frequenti insieme ai loro comportamenti e le loro funzioni (quest'ultime sono gli insiemi di operazioni che possono svolgere).
Interessante. Io ho sempre pensato che il nome della libreria java.util non fosse legato al concetto di utility nel senso informatico, ma significasse, piú o meno, «raccolta di classi di varia utilità». Anche perché esistono altre librerie di classi e metodi dal nome diverso (come java.io o java.awt). Come dovremmo chiamare, allora, gli «strumenti» in esse contenuti?
Asimiami ha scritto: gio, 04 giu 2026 1:36 [A]llora ditemi voi come tradurreste il forestierismo, io per cercare di rimanere vicino alla morfologia e il suo significato di strumento ho pensato ad utensile e quindi utensili.
Come ho detto sopra, per me programma d'utilità va benissimo; però, volendo, si potrebbe giocare sull'aggettivo utilitario: cosí come si parla di [autovettura] utilitaria, io proporrei il semplice [programmino] utilitario, o *utilitarino. Che gliene sembra? Come concetto non è cosí diverso. :)
In Italia, dotta, Foro fatto dai latini
brg
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Iscritto in data: mer, 12 gen 2022 20:53

Re: «Utility» (informatica)

Intervento di brg »

Nella programmazione in Java ci sono le utility classes, le classi utili o di servizio. L'utility software è invece l'insieme dei programmi utili o di servizio, che svolgono una funzione accessoria. Pertanto nella traduzione italiana delle specifiche di Freedesktop, un progetto per l'interoperabilità delle interfacce grafiche, la categoria "utilities" è tradotta con "accessori". In altri contesti si trovano anche le traduzioni "progammi utili" e "strumenti".
Avatara utente
Lorenzo Federici
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Località: Frosinone

Re: «Utility» (informatica)

Intervento di Lorenzo Federici »

In Minecraft ci sono le operator utilities, dei blocchi speciali riservati agli operatori, cioè i giocatori che hanno accesso ai comandi avanzati come /setblock, /give o /gamemode. Tra queste, il blocco comandi (con cui si possono automatizzare i comandi per gli operatori), il blocchi di luce (per modificare artificialmente l'illuminazione degli ambienti senza usare torce), il blocco strutture (per salvare e caricare strutture precostruite) e oggetti simili. In italiano si chiamano utilità per operatori, pareri su questa traduzione? Meglio accessori per operatori?
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