«Post»
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SamueleBozzato
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Re: «Post»
Possiamo tradurre la parola in pubblicazione, contenuto (tra l'altro la prima opzione la usano benissimo i francesi). Preferirei fare così piuttosto che adattare, poiché il verbo pubblicare è comune in italiano e si usa nei contesti delle piattaforme sociali. Postare infine vuol dire letteralmente «inviare» (quindi un altro anglismo inutile).
Re: «Post»
Pubblicazione si usa quasi esclusivamente in ambito accademico. Per me intervento va già benissimo.
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SamueleBozzato
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Re: «Post»
Intervento è una parola generica. Non fa pensare ad un contenuto pubblicato sui siti sociali, ma ad un contributo magari su un fòro, sotto ad un video, una foto o su un blogghe.
Ultima modifica di SamueleBozzato in data sab, 12 ago 2023 9:31, modificato 1 volta in totale.
- Infarinato
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Re: «Post»
Pubblicazione, invece…
Post, che etimologicamente significa semplicemente «affiggere/affissione a un palo», vuol dire tutto e niente. Originariamente era un semplice avviso o, piú genericamente, un messaggio affisso in bacheca, poi un intervento in un fòro virtuale, quindi un contributo di vario genere pubblicato s’una delle tante «piattaforme sociali». Una buona traduzione italiana rifuggirà ogni tentazione di trovare un traducente univoco e userà quello piú acconcio a seconda del contesto.
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SamueleBozzato
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Re: «Post»
Ora che ci penso, postare in italiano già esiste come parola/verbo con i significati di «disporre, collocare al suo posto o prendere posto in un luogo» (anche se questi termini non sono comuni). Inoltre da questo verbo deriva postazione. Assomiglia un po' al significato inglese, e quindi, se proprio dobbiamo accettare il verbo postare col significato di «pubblicare qualcosa su interrete», perché non allargare il significato di postazione sul modello di pubblicazione, per sostituire post?
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Difesa Italiano
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Re: «Post»
Non comprendo questa ostilità verso il naturale traducente pubblicazione e la conseguente "necessità" (così come definita da qualcuno nel filone) di accettare l'obbrobrioso postare e di far derivare da tale oscenità un "esotico" (per non dire improponibile) "postata".
Pubblicazione è naturale, già usato come "sinonimo" (fra virgolette poiché sarebbe il traducente e non il sinonimo) dalla comunità italofona ed addirittura inserito in alcune piattaforme come traducente di post. Ovviamente il problema del ritenere il traducente nella propria lingua "troppo formale" non sussiste nelle lingue sorelle ove il termine "pubblicazione" è usato sia nello scritto che nel parlato.
Scusate i toni, ma dagli scritti di taluni nel filone sembra giungere un grido di resa dinanzi all'invasione albionica del nostro dizionario.
Pubblicazione è naturale, già usato come "sinonimo" (fra virgolette poiché sarebbe il traducente e non il sinonimo) dalla comunità italofona ed addirittura inserito in alcune piattaforme come traducente di post. Ovviamente il problema del ritenere il traducente nella propria lingua "troppo formale" non sussiste nelle lingue sorelle ove il termine "pubblicazione" è usato sia nello scritto che nel parlato.
Scusate i toni, ma dagli scritti di taluni nel filone sembra giungere un grido di resa dinanzi all'invasione albionica del nostro dizionario.
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Re: «Post»
No, com’è già stato detto, pubblicazione non va bene per il nomen rei actae, mentre va ovviamente benissimo per il nomen actionis. Per il nomen rei actae bisognerà ricorrere ora a intervento, ora a messaggio, ora ad avviso, ora a contributo etc.
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Re: «Post»
E perché mai? Il termine pubblicazione ha, secondo la Treccani, anche la seguente definizione: In senso concr., lo scritto, il libro, l’opera pubblicata per mezzo della stampa: una nuova p. scientificaInfarinato ha scritto: mar, 03 ott 2023 15:11 No, com’è già stato detto, pubblicazione non va bene per il nomen rei actae…
Basterebbe estendere il termine non più a ciò che viene pubblicato per mezzo della stampa, ma anche per mezzo delle reti sociali!
Lei direbbe mai che chi pubblica foto su Instagram ha pubblicato un "intervento" o un "avviso"? Suvvia, per una volta che abbiamo un traducente spontaneo utilizzato non vedo perché osteggiarlo con queste traduzioni insensate!Infarinato ha scritto: mar, 03 ott 2023 15:11 Per il nomen rei actae bisognerà ricorrere ora a intervento, ora a messaggio, ora ad avviso, ora a contributo etc.
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Re: «Post»
Proprio per codesto motivo: perché —com’è già stato detto— vuol già dire quanto sopra riportato. Quando ho scritto che non va bene per il nomen rei actae, intendevo ovviamente «per il nomen rei actae di quel designato».Difesa Italiano ha scritto: mar, 03 ott 2023 15:50 E perché mai? Il termine pubblicazione ha, secondo la Treccani, anche la seguente definizione: In senso concr., lo scritto, il libro, l’opera pubblicata per mezzo della stampa: una nuova p. scientifica
Insensata è, semmai, la sua pervicacia nel difendere l’indifendibile. Dei «miei» traducenti (che volevano essere solo degli esempi) ha tralasciato proprio i piú acconci: messaggio e contributo. Ma, poi, per una piattaforma di quel tipo, esistono sicuramente dei traducenti piú specifici, quali foto e video, eventualmente corredati di didascalie e commenti.Difesa Italiano ha scritto: mar, 03 ott 2023 15:50Lei direbbe mai che chi pubblica foto su Instagram ha pubblicato un "intervento" o un "avviso"? Suvvia, per una volta che abbiamo un traducente spontaneo utilizzato non vedo perché osteggiarlo con queste traduzioni insensate!Infarinato ha scritto: mar, 03 ott 2023 15:11 Per il nomen rei actae bisognerà ricorrere ora a intervento, ora a messaggio, ora ad avviso, ora a contributo etc.
Re: «Post»
Pochi giorni fa, in una rete sociale, ho preso parte a uno scambio con un sostenitore dell'itanglese (del tipo «luogocomunista», impreparato ma convinto). Costui ha scritto alcuni commenti con anglicismi comuni dell'àmbito tecnologico tradotti in italiano all'impronta: l'intento era di ridicolizzare l'italianizzazione, ma il risultato —forse se ne sarà accorto anche lui— appariva non tanto ridicolo, ma piuttosto… naturale. Fra i termini che ha usato, mi è rimasto in mente affisso per post. Sono tornato al filone per segnalarlo e… vedo che era già stato proposto e (come al solito) me l'ero dimenticato.

Asimiami ha scritto: mar, 07 giu 2022 17:12 Riguardo alla traduzione di post, nonostante io non sappia quante volte ne abbiate parlato, li chiamo personalmente "affissi" […]
Rispetto ad affissione, lunghetto, affisso appare più maneggevole. Come sostantivo ha già due significati, in linguistica ed edilizia; potrebbe aggiungersene un terzo?Il Dottor Mannaro ha scritto: ven, 07 ott 2022 18:15 A me vanno benissimo intervento o pubblicazione ma, rifacendomi ad Asimiami, mi piace molto affissione, anche se non mi dispiacerebbe riuscire a trovare un termine che mi piaccia ancora di più. […]
Ma abbiamo anche il forte (e il panforte, il pianoforte, il contrafforte), il consorte e (non so se vale) il norte.Il Dottor Mannaro ha scritto: ven, 07 ott 2022 18:15 Poste non mi convince perché, in genere, soluzioni come questa (o come filme, norde, ìcchese e simili) anche a me suonano in molti casi vernacolari e "non italiane", sicuramente buffe, a meno che, in certi casi, non si stabilisca che siano femminili: per esempio se si dicesse la sporte (adattamento di sport, al plurale le sporti) sul modello di sorte, corte, morte, a quel punto mi parrebbe una parola dal suono già più "naturale" […]
Re: «Post»
AhahaG. M. ha scritto: ven, 20 feb 2026 0:04 Pochi giorni fa, in una rete sociale, ho preso parte a uno scambio con un sostenitore dell'itanglese (del tipo «luogocomunista», impreparato ma convinto). Costui ha scritto alcuni commenti con anglicismi comuni dell'àmbito tecnologico tradotti in italiano all'impronta: l'intento era di ridicolizzare l'italianizzazione, ma il risultato —forse se ne sarà accorto anche lui— appariva non tanto ridicolo, ma piuttosto… naturale. Fra i termini che ha usato, mi è rimasto in mente affisso per post. Sono tornato al filone per segnalarlo e… vedo che era già stato proposto e (come al solito) me l'ero dimenticato.
Sarà, affisso è anche uno dei termini che mi è rimasto strutturalmente nel vocabolario pure a me (mentre altri che pure io proposi li sconsiglierei ora via dall'uso).
Sto pensando ai termini che mi ha donato questo fòro e tra d'essi non posso scordare filone, intredima, missiva e reziale.
Re: «Post»
Ho scoperto oggi che l'esperanto rende questo post con afiŝo (sign. 2): @Asimiami, per caso si era ispirato a questo per la sua traduzione?
- Lorenzo Federici
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Re: «Post»
Il termine, nell'accezione moderna, mi sembra molto accostabile a contenuto: è un contenuto una foto su Instagram, un video breve su TikTok, un video lungo su YouTube, un messaggio su Facebook, un pensiero su Twitter…
Per il resto, fantalinguistamente parlando s'intende, mi è sempre rimasta in un angolo della mente l'idea di mantenere postàre, adattare pòst in pósto (inteso come posito, messo) e cambiare la prima persona del verbo da io pòsto a io pósto, come se fosse un derivato del participio passato di porre.
Per il resto, fantalinguistamente parlando s'intende, mi è sempre rimasta in un angolo della mente l'idea di mantenere postàre, adattare pòst in pósto (inteso come posito, messo) e cambiare la prima persona del verbo da io pòsto a io pósto, come se fosse un derivato del participio passato di porre.
Quello, purtroppo, è un lascito di WordPress, il servizio su cui girano quei siti. In WordPress, il termine post è il nome tecnico del contenuto scritto; mi pare che nella traduzione italiana delle versioni più recenti venga usato articolo nelle interfacce, ma in inglese e a livello di banca dati è ancora detto post e lo è stato per diverso tempo anche in italiano.Il Dottor Mannaro ha scritto: sab, 15 ott 2022 11:33Un'altra cosa, navigando sui blog […] si trova in genere la dicitura "post più recenti" e "post meno recenti" […]
Re: «Post»
Riporto per interesse l'opinione del glottologo Daniele Vitali (vicino alle nostre posizioni) sugli usi recenti di contenuto:Lorenzo Federici ha scritto: sab, 05 set 2026 0:17 Il termine, nell'accezione moderna, mi sembra molto accostabile a contenuto: è un contenuto una foto su Instagram, un video breve su TikTok, un video lungo su YouTube, un messaggio su Facebook, un pensiero su Twitter…
Daniele Vitali ha scritto:"Il contenuto"
Agli albori di Internet si cominciò a dire che oltre ad aprire un sito bisognava anche sapere cosa metterci dentro, ossia che era una questione di "contenuto".
Già allora trovai strano questo termine, perché mi sembrava che, aprendo un sito in cui si sarebbero pubblicate delle cose, si stesse mettendo in realtà a disposizione del "materiale", non del "contenuto", parola che mi sembrava più adatta a una scatola piena di ciarpame.
Sarebbe facile fare dell'ironia sull'evidente realtà che di ciarpame in rete ce n'è effettivamente parecchio, ma sarebbe ironia che manca del tutto il bersaglio, perché il motivo per cui è nato e si è affermato questo uso del termine "contenuto" è il solito calco semantico privo di fantasia dall'inglese "content". In pratica, negli Stati Uniti dicono content, e allora noi ci precipitiamo a dire contenuto.
Senza sforzo mentale alcuno, con buona pace dei glottofili che spaccano il capello in quattro.
Da un po' di tempo però il capello ho voglia di spaccarlo eccome, perché sento ormai usare "contenuto" per qualunque prodotto che porti con sé una certa dose di comunicazione. Quindi, una poltrona non è un contenuto, anche se si vende su Internet, invece prodotti culturali come film e libri sono contenuti, anche se si vendono in libreria.
Un esempio appena sentito da uno che fa video su YouTube: "quando analizzo un contenuto, in questo caso un libro".
E a questo punto non posso più tacere. Si presume che uno che fa video sui libri debba sapere cos'è un libro, giusto?
Ebbene, un libro contiene parole, idee, concetti: un libro è un contenitore (si spera, di cose interessanti).
È un contenuto solo se lo tenete in una scatola.
- Freelancer
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Re: «Post»
Apparentemente questo glottologo non ha mai sentito parlare di risemantizzazione. A questo punto attendiamo che scriva qualcosa anche sul fatto che tante persone ormai dicono realizzare nel significato di capire, rendersi conto. Inoltre negli Stati Uniti usualmente si dice contents per contenuto. Content significa proprio contento, soddisfatto. E contenuto ormai è registrato da anni nei dizionari con il significato di argomento, materia trattata. Gli abusi che si fanno di molte parole e la mancanza di fantasia di tanti che scrivono, questo è un altro discorso.
Chi c’è in linea
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