«Tilcayo»
Moderatore: Cruscanti
- Lorenzo Federici
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«Tilcayo»
Nuova specie felina scoperta questa settimana, il Leopardus tilcayo. L'origine del nome non è chiara, è un termine usato in spagnolo e checiua, non riconducibile a nessuna delle due lingue, tramandato di generazione in generazione che indica da sempre quell'animale in particolare, finora ignorato dalla scienza e confuso per un gatto selvaggio.
Il termine è già foneticamente italiano, /tilˈkajo/, basterebbe adattarne la grafia come, tra l'altro, può già spontaneamente accadere in altre lingue, vedasi il refuso in questa pagina.
Il termine è già foneticamente italiano, /tilˈkajo/, basterebbe adattarne la grafia come, tra l'altro, può già spontaneamente accadere in altre lingue, vedasi il refuso in questa pagina.
- Millermann
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Re: «Tilcayo»
Interessante scoperta faunistica.
Trovo giusta l'idea di cercare di proporre fin dall'inizio una variante italiana del nome di questo felino (un po' come nel caso di coyote/coiote), tanto piú che, come s'è detto, tilcayo non è né un toponimo, né il nome d'uno scienziato o esploratore, ma la trascrizione di una parola della lingua locale tramandata oralmente, e dunque priva d'una grafia ufficiale riconosciuta.
Piuttosto, mi chiedo se, nella voce guichipediana che ho visto essere in costruzione, nei punti in cui ha scritto «tilcaio» non sarebbe piú conveniente e avveduto (nell'ottica di renderlo piú accettabile) parlare di «gatto tilcaio», usando la forma adattata come apposizione attributiva.
Anche nella versione spagnola si cita il gato tilcayo, come pure nelle note, e trovo che in italiano apparirebbe decisamente piú "normale" nella grafia adattata che non in quella ispanicizzante.
P.S. Mi rendo conto, ovviamente, che queste considerazioni valgono da un punto di vista teorico, ma nella realtà ci saranno non pochi problemi di accettabilità di una pur cosí naturale grafia…
Trovo giusta l'idea di cercare di proporre fin dall'inizio una variante italiana del nome di questo felino (un po' come nel caso di coyote/coiote), tanto piú che, come s'è detto, tilcayo non è né un toponimo, né il nome d'uno scienziato o esploratore, ma la trascrizione di una parola della lingua locale tramandata oralmente, e dunque priva d'una grafia ufficiale riconosciuta.
Piuttosto, mi chiedo se, nella voce guichipediana che ho visto essere in costruzione, nei punti in cui ha scritto «tilcaio» non sarebbe piú conveniente e avveduto (nell'ottica di renderlo piú accettabile) parlare di «gatto tilcaio», usando la forma adattata come apposizione attributiva.
Anche nella versione spagnola si cita il gato tilcayo, come pure nelle note, e trovo che in italiano apparirebbe decisamente piú "normale" nella grafia adattata che non in quella ispanicizzante.
P.S. Mi rendo conto, ovviamente, che queste considerazioni valgono da un punto di vista teorico, ma nella realtà ci saranno non pochi problemi di accettabilità di una pur cosí naturale grafia…
In Italia, dotta, Foro fatto dai latini
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domna charola
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Re: «Tilcayo»
Per un nome assolutamente nuovo, secondo me, una grafia adattata non dovrebbe avere nulla di strano. Non lo abbiamo mai visto prima d'ora, adesso prendiamo atto che si chiama tilcaio. Sarebbe il ragionamento più ovvio, se non fossimo affascinati dalle y, k, j etc. ...
Sulla questione del gatto, invece, devo dire che già i titoli di giornale mi hanno spiazzato: non è un gatto! è la prima cosa che ho pensato... perché definirlo gatto-qualcosa significa che si tratta di una varietà, o meglio, di una specie, ma in definitiva sempre del genere Felis.
Il nuovo arrivato invece, pur essendo un felide (famiglia), viene ascritto al genere Leopardus, perciò tutt'altra bestia. Trae in inganno il fatto che è piccolo, forse poco aggressivo o comunque con comportamento tale che gli autoctoni non l'hanno assimilato a una fiera quale il leopardo, però tale è. Perciò, se proprio si vuole aggettivare, sarà "leopardo tilcaio".
Sulla questione del gatto, invece, devo dire che già i titoli di giornale mi hanno spiazzato: non è un gatto! è la prima cosa che ho pensato... perché definirlo gatto-qualcosa significa che si tratta di una varietà, o meglio, di una specie, ma in definitiva sempre del genere Felis.
Il nuovo arrivato invece, pur essendo un felide (famiglia), viene ascritto al genere Leopardus, perciò tutt'altra bestia. Trae in inganno il fatto che è piccolo, forse poco aggressivo o comunque con comportamento tale che gli autoctoni non l'hanno assimilato a una fiera quale il leopardo, però tale è. Perciò, se proprio si vuole aggettivare, sarà "leopardo tilcaio".
- Lorenzo Federici
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Re: «Tilcayo»
In realtà, proprio come ha detto @domna charola, non è un gatto bensì un leopardo. Faccio però notare che diversi Leopardus sono detti gatti tigre, tra cui il L. tigrinus appunto, ma anche il gatto tigre meridionale L. guttulus o il gatto tigre orientale L. emiliae.
Nella discussione della voce inglese c'è stato un consenso abbastanza felice nel tenere il nome comune nella forma tilcayo in inglese, facendone quindi a tilcayo, two tilcayos, in onore della parola già usata dai boliviani, e non a Tilcayo o a tilcayo tiger cat come se fosse il nome di un luogo oppure un aggettivo.
Dire il gatto tigre tilcaio o il leopardo tilcaio sarebbe ridontante quanto dire la cucurbitacea zucca. Un'alternativa, qualora non si volesse usare il nome andino, potrebbe essere semmai gatto tigre boliviano.
Aggiungo anche che è comodo avere un termine unico quando si parla del tilcaio Tigrino, come quando si parla del cane Laica, e anche lo stesso rifugio ci ha tenuto a distinguere il nome della specie da quello dell'esemplare fotografato.
È un caso di studio interessante a livello linguistico perché è uno di quei casi più unici che rari in cui s'introduce al pubblico il nuovo nome per un animale così popolare come un felino incrociandolo proprio con la cultura del territorio a cui appartiene; quando vengono classificati nuovi insetti in genere non ci si preoccupa così tanto dei nomi e, quando accade, la questione rimane confinata agli articoli scientifici.
Per il plurale invece, regolarmente i tilcai o i tilcaio invariabile? Speriamo che i parlanti ricevano e adottino la grafia italiana almeno per il singolare, chissà che tra qualche anno non ce lo ritroviamo tra i neologismi Treccani.
Nella discussione della voce inglese c'è stato un consenso abbastanza felice nel tenere il nome comune nella forma tilcayo in inglese, facendone quindi a tilcayo, two tilcayos, in onore della parola già usata dai boliviani, e non a Tilcayo o a tilcayo tiger cat come se fosse il nome di un luogo oppure un aggettivo.
Dire il gatto tigre tilcaio o il leopardo tilcaio sarebbe ridontante quanto dire la cucurbitacea zucca. Un'alternativa, qualora non si volesse usare il nome andino, potrebbe essere semmai gatto tigre boliviano.
Aggiungo anche che è comodo avere un termine unico quando si parla del tilcaio Tigrino, come quando si parla del cane Laica, e anche lo stesso rifugio ci ha tenuto a distinguere il nome della specie da quello dell'esemplare fotografato.
È un caso di studio interessante a livello linguistico perché è uno di quei casi più unici che rari in cui s'introduce al pubblico il nuovo nome per un animale così popolare come un felino incrociandolo proprio con la cultura del territorio a cui appartiene; quando vengono classificati nuovi insetti in genere non ci si preoccupa così tanto dei nomi e, quando accade, la questione rimane confinata agli articoli scientifici.
Per il plurale invece, regolarmente i tilcai o i tilcaio invariabile? Speriamo che i parlanti ricevano e adottino la grafia italiana almeno per il singolare, chissà che tra qualche anno non ce lo ritroviamo tra i neologismi Treccani.
Re: «Tilcayo»
Il leopardo, cioè la Panthera pardus, non c'entra un fico secco con queste bestie, né per morfologia, né per linea genetica. Detto ciò, il termine "gatto" si rifà ad una idea, un significante, che non è una certa quantità di acido desossiribonucleico, ma un animale peloso di piccola taglia, agile, svelto e un po' dispettoso; quindi questo è un gatto e lo è più che i vari gatti cervieri, gatti zibetti, gatti mammoni, gatti pardi, gatti leopardi e gatti calzati che si trovano o si sono trovati nella nostra letteratura.Lorenzo Federici ha scritto: ven, 18 set 2026 23:38 In realtà, proprio come ha detto @domna charola, non è un gatto bensì un leopardo.
Si potrebbe pensare quindi di usare la locuzione "gatto tigre" con qualche specificazione, tenendo però ben presente che nell'uso storico "gatto tigre" indicava anche tutt'altre bestie, dal serval al gatto pescatore o viverrino, al margay, tutti animali che hanno macchie più piccole e ravvicinate, che arrivano a formare vere strisce, rispetto a questo. Nella Storia naturale del Buffon aggiornata da Lacépède è anche chiamato "gatto selvatico della Nuova Spagna", sebbene il termine sia collettivo per varie specie del genere Leopardus.
Date le prove di "ibridazione" tra queste diverse "specie" di gatti sudamericani, non mi meraviglierei se questa nuova specie venisse nuovamente declassata in un prossimo futuro.
- Lorenzo Federici
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Re: «Tilcayo»
Giusta precisazione, ero convinto di aver scritto Leopardus, faccio mea culpa.brg ha scritto: sab, 19 set 2026 16:19 Il leopardo, cioè la Panthera pardus, non c'entra un fico secco con queste bestie.
In generale propenderei per gatto tigre boliviano o al più gatto tigre occidentale (parallelamente a L. guttulus, il meridionale, L. emiliae, l'orientale e ovviamente L. tigrinus, il settentrionale) per chiudere il quadro e avere ogni specie nel complesso indicata da una direzione cardinale, qualora non si volesse usare tilcaio.
- Lorenzo Federici
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Re: «Tilcayo»
Faccio notare che se si cerca tilcayo in rete ora Google restituisce tilcaio come nome della scheda informativa… passi da giganti! Peccato per il collegamento a Wikipedia (inglese), ma la pagina in italiano è pubblica da ieri dopo le diverse cancellazioni quindi immagino ci voglia un po' prima che possa indicizzarla appieno.
Re: «Tilcayo»
Certo che se chi dà i nomi scientifici avesse una conoscenza almeno minima del latino, tanto da adattare tilcayo in tilcaius o simili, sarebbe meglio per tutti...
Se si adatta la grafia, non vedo perché tenerlo invariabile, quindi i tilcai.Lorenzo Federici ha scritto: ven, 18 set 2026 23:38Per il plurale invece, regolarmente i tilcai o i tilcaio invariabile?
- Lorenzo Federici
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Re: «Tilcayo»
Guardate qua!Lorenzo Federici ha scritto: ven, 25 set 2026 0:04 Peccato per il collegamento a Wikipedia (inglese), ma la pagina in italiano è pubblica da ieri dopo le diverse cancellazioni quindi immagino ci voglia un po' prima che possa indicizzarla appieno.

C'è da dire che già quando si usava ancora il latino molti binomi non erano in latino corretto, ce ne sono tanti altri esempi oltre a L. tilcayo. Già nel genere Leopardus, il L. wiedii (1821) non ha un nome troppo latino, né ne ha uno il L. geoffroyi (1844).G. M. ha scritto: dom, 27 set 2026 22:29 Certo che se chi dà i nomi scientifici avesse una conoscenza almeno minima del latino, tanto da adattare tilcayo in tilcaius o simili, sarebbe meglio per tutti...
Personalmente, sarei favorevole a una normalizzazione dei nomi in favore di un latino più pulito (L. godefridi e L. salicis? L. silvanus? L. guidianus?), ma ormai sono più nomi propri che parole latine e avrebbe poco senso scomodare la biologia.
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