In realtà, proprio come ha detto
@domna charola, non è un gatto bensì un leopardo. Faccio però notare che diversi
Leopardus sono detti
gatti tigre, tra cui il
L. tigrinus appunto, ma anche il gatto tigre meridionale
L. guttulus o il gatto tigre orientale
L. emiliae.
Nella discussione della voce inglese c'è stato un consenso abbastanza felice nel tenere il nome comune nella forma
tilcayo in inglese, facendone quindi
a tilcayo,
two tilcayos, in onore della parola già usata dai boliviani, e non
a Tilcayo o
a tilcayo tiger cat come se fosse il nome di un luogo oppure un aggettivo.
Dire
il gatto tigre tilcaio o
il leopardo tilcaio sarebbe ridontante quanto dire
la cucurbitacea zucca. Un'alternativa, qualora non si volesse usare il nome andino, potrebbe essere semmai
gatto tigre boliviano.
Aggiungo anche che è comodo avere un termine unico quando si parla del
tilcaio Tigrino, come quando si parla del
cane Laica, e anche lo stesso
rifugio ci ha tenuto a distinguere il nome della specie da quello dell'esemplare fotografato.
È un caso di studio interessante a livello linguistico perché è uno di quei casi più unici che rari in cui s'introduce al pubblico il nuovo nome per un animale così popolare come un felino incrociandolo proprio con la cultura del territorio a cui appartiene; quando vengono classificati nuovi insetti in genere non ci si preoccupa così tanto dei nomi e, quando accade, la questione rimane confinata agli articoli scientifici.
Per il plurale invece, regolarmente
i tilcai o
i tilcaio invariabile? Speriamo che i parlanti ricevano e adottino la grafia italiana almeno per il singolare, chissà che tra qualche anno non ce lo ritroviamo tra i neologismi Treccani.
