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Inviato: mar, 17 mar 2015 16:04
di Carnby
I soliti tetrapiloctomisti diranno che tavolozza è già traducente di palette (a proposito, ho già sentito usare quest'altro forestierismo in ambito italiano)...

Inviato: mar, 17 mar 2015 16:35
di Ferdinand Bardamu
Personalmente, sostengo ancora tavoletta, che si può semmai specificare con l’aggettivo tattile, come fanno i cugini francesi. Questo traducente sembra essere il piú naturale, e ha maggiori possibilità di essere accettato e compreso. Per giunta, come dicevo sopra, il rimando al supporto di scrittura dell’antichità è suggestivo: già Marshall McLuhan, se non ricordo male, parlava di una sorta di regressione tribale provocata dai nuovi mèdia. Nell’àmbito di una simile metafora, la tavoletta tattile non istonerebbe.

Inviato: mar, 17 mar 2015 20:37
di Carnby
Tavoletta è usata in modo colloquiale o scherzoso anche da alcuni informatici, senza però fare troppa distinzione tra i tablet, i phablet e gli e-reader.

«Phablet»

Inviato: mar, 17 mar 2015 20:43
di Ferdinand Bardamu
Per phablet proporrei tablofonino.

Inviato: mer, 18 mar 2015 8:21
di GFR
La tavoletta in italiano è anche il coperchio di un accessorio ben noto in bagno. Un produttore di elaboratori, sul mercato italiano, non so quanto sarebbe felice di definire o di sentir chiamare il frutto del suo lavoro una tavoletta.

Inviato: mer, 18 mar 2015 8:32
di Ferdinand Bardamu
Mi sembra un motivo un po’ debole per non scegliere il traducente: non è cosí certo che tavoletta richiami in tutti l’immagine mentale del sedile del gabinetto. «Quella cosa là» io la chiamo piuttosto sedile o asse, per dire. Inoltre, se esiste tavoletta grafica, perché non può esistere anche tavoletta tattile? :)

Inviato: mer, 18 mar 2015 10:33
di GFR
Non ho niente in contrario all’uso della tavoletta anche in campo informatico: venga pure istituzionalizzato tra i traducenti‚ non mi metto certo di traverso (il fatto sarebbe comunque ininfluente). :)

Intendevo solo richiamare il caso (ipotetico) che‚ soprattutto in un ambito pubblicitario‚ ci possa essere la resistenza del produttore a veder definito il proprio prodotto‚ un elaboratore portatile che dovrà essere presentato come qualcosa di nuovo‚ prodigioso‚ oggetto di notturne concupiscenze‚ la tavoletta XY. Potrebbe presentarsi il rischio di facili giochi di parole a gettare su di esso un’ombra di scherno o a minimizzarne le qualità.

Questa è per me l’occasione di scambiare una semplice opinione; gli esperti di vendita come i linguisti avranno anche degli studi a suffragare le loro scelte.

Inviato: mer, 18 mar 2015 11:19
di Ferdinand Bardamu
Su questo concordo: i pubblicitari devono tener conto anche (o soprattutto, o soltanto) del mercato. Temo però che, proprio per questo motivo, sceglieranno il termine inglese piuttosto che qualunque parola italiana, anche piú «seducente» di tavoletta. La lingua della tecnologia è l’inglese, e ormai il dispositivo si chiama tablet, purtroppo. Per quanto mi riguarda (e per quel che serve), benché la mia preferenza vada a tavoletta, sono pronto ad accogliere qualunque alternativa, anche il semplice adattamento fonomorfologico tabletta.

Come disse da qualche parte nel fòro Freelancer, perché s’imponga uno qualunque di questi traducenti è necessario che l’usi qualche personaggio famoso o qualche azienda nota, oppure che sia diffuso attraverso i media in maniera martellante, e visto come un termine «fico», alla moda, nuovo, ecc. V’immaginate se l’Apple avesse chiamato il suo iPad «tabletta»?

Inviato: mer, 18 mar 2015 11:58
di valerio_vanni
Anche secondo me è basso il rischio di sovrapposizione tra le due cose.
Io chiamo ciambella il sedile del gabinetto, ma questo non mi provoca un senso di disgusto quando mangio la ciambella.

Inviato: mer, 18 mar 2015 16:08
di Freelancer
Ferdinand Bardamu ha scritto:Come disse da qualche parte nel fòro Freelancer, perché s’imponga uno qualunque di questi traducenti è necessario che l’usi qualche personaggio famoso o qualche azienda nota, oppure che sia diffuso attraverso i media in maniera martellante, e visto come un termine «fico», alla moda, nuovo, ecc. V’immaginate se l’Apple avesse chiamato il suo iPad «tabletta»?
Non voglio passare per originale qui, d'accordo? Molto prima di me l'aveva detto Bruno Migliorini.

:wink:

Inviato: sab, 21 mar 2015 12:43
di DMW
DMW ha scritto:
Zabob ha scritto:C'è anche il phablet (troppo grande per essere un telefonino, troppo piccolo per essere una tavoletta); se chiamassimo il tablet "tavoletta", non potremmo certo chiamare il phablet "favoletta". :P
Per tablet, analogamente a cellulare e palmare, ci sarebbe l'aggettivo tabulare (De Mauro: "che ha una forma piatta come quella di una tavola"; Devoto-Oli: "Dalla forma appiattita") da usare come sostantivo, mentre per phablet si potrebbe usare tablòfono.

Mi cito da solo. Vostre opinioni?

Inviato: sab, 21 mar 2015 19:12
di Carnby
Io seguirei le proposte della RAE (ma gli anglomani esistono anche nel mondo ispanofono): table(t)ta e tablefono.
Per eBook reader propongo lettrice sul modello di liseuse francese.

Inviato: mar, 09 mag 2017 15:11
di Don Antonio
tablet PC = elaboratore tabulare o elaboratore tavoletta = tabulare o tavoletta?
phablet = telefono tabulare o telefono tavoletta = tabulofono o tablofono?

Re:

Inviato: sab, 28 ago 2021 12:14
di Utente cancellato 676
Terminologia etc ha scritto: mer, 28 mar 2012 12:19A proposito di notebook, non equivale a computer portatile ma rappresenta un concetto subordinato. Ci sono vari tipi di portatili, tra cui, ad esempio, notebook, netbook e ultimamente anche i cosiddetti ultraportatili (o ultrabook, un marchio registrato che sta subendo un processo di volgarizzazione e come tale sta entrando anche in italiano).
Dopo la sparizione dei netbook, in favore degli smartphone (intellifoni o furbofoni, come li chiama spiritosamente qualcuno), chissà se Licia Corbolante difende ancora la distinzione tra notebook e portatile, che oramai indiscutibilmente sono sinonimi e la subordinazione da lei descritta è completamente anacronistica... :D